Rosso pomodoro, rosso sangue: spieghiamo il cherry picking nella vicenda di Giovanna Pedretti

La ristoratrice morta suicida e quella recensione che le è stata fatale. Per ora nessun colpevole, tranne la stampa.

Selvaggia Lucarelli, il cui compagno mise in dubbio il post pubblicato dalla Pedretti.

Una persona potrebbe morire per un post? Qui non parliamo di cyberbullismo, ma della pressione mediatica che Giovanna Pedretti, una ristoratrice come tante, ha ricevuto dopo la pubblicazione di una recensione che soltanto successivamente, si sarebbe rilevata falsa. Questo, dopo che i giornali l’avevano eletta ‘paladina della giustizia’.

UNA RECENSIONE, UN MORTO

Giovanna Pedretti è una ristoratrice come tante che possiede il suo piccolo punto ristoro tra le vie della città. Molti la conoscono e scelgono di mangiare da lei. Tra questi, un uomo la cui cena fu talmente difficile da digerire da dover scrivere una recensione. Non parliamo di pasta scotta o della cameriera che ti ha rovesciato il piatto, ma della presenza di gay e disabili all’interno del ristorante mentre l’uomo della recensione consumava il pasto. Giovanna Pedretti, la proprietaria del locale, non si è fatta attendere, rispondendo all’autore della recensione con un certo tono. In poche parole persone come lui, che non accettano la presenza di persone omosessuali o disabili, non sono le benvenute all’interno del suo locale. Lo screenshot contenente la recensione dell’uomo e la risposta della Predetti fa il giro del web, rimbalzando persino sulle pagine delle cronache nazionali. Ma nel giro di un mese i mezzi stampi parleranno dapprima della ‘paladina della giustizia’ e, successivamente, della sua morte. Ebbene si, ma cosa è successo?

Giovanna Pedretti

ALLA RICERCA DELLE RISPOSTE TRA FACT CHECKING E CHERRY PICKING

Si parla sempre di Selvaggia Lucarelli e del suo carattere spesso non viso di buon occhio. Eppure, sulla vicenda della ristoratrice, non ha commesso alcun peccato. Anzi, non c’entra proprio nulla Selvaggia, ma il suo compagno Lorenzo, uno chef come tanti che ha avuto la fortuna di lavorare anche in televisione al fianco della Clerici. Succede che Lorenzo si accorge che c’è qualcosa di strano in quella recensione. Complici i font diversi e il fatto che quel botta e risposta tra la ristoratrice e il ristoratore non si trovassero da nessuna parte. Dopo aver messo in dubbio attraverso i propri account social la veridicità della vicenda, i giornali tornano da colei che avevano definito ‘paladina della giustizia’, ma troveranno la sua saracinesca chiusa. Incredibile come a dover fare fact checking sia stato uno chef la cui unica preoccupazione dovrebbero essere quelle do controllare la cottura del piatto, ed è ancora più sorprendente come il cherry picking possa elogiare una persona e distruggerla nell’arco di un mese.

DALLE RECENSIONI ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

La Procura della Repubblica di Lodi ha avanzato la richiesta di archiviazione dell’indagine per istigazione o aiuto al suicidio della ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano.Le indagini hanno accertato che nessuno ha aiutato Pedretti nel suicidio e che la recensione del presunto cliente non era genuina. Ora, il fascicolo passa al vaglio del giudice delle indagini preliminari per eventuali opposizioni o per l’archiviazione definitiva. Simona Callegari, avvocato della famiglia della ristoratrice che si è tolta la vita dopo la tempesta mediatica scatenata da un post Facebook che si è rivelato falso, commenta così:

“Il comportamento di marito e figlia non è mai stato ‘in attacco’ ma di attesa che tutto si potesse chiarire – aggiunge Callegari -. Sappiamo che la Procura di Lodi ha lavorato in maniera meticolosa e attenta. Valuteremo comunque, definitivamente, il da farsi dopo aver analizzato con calma gli atti. Ad oggi non c’è volontà di opporsi e chiedere ulteriori indagini. Vedremo una volta che avremo letto tutto nel dettaglio: non c’è fretta”.

Quel che resta è un peso sulla coscienza su chi scrive storie come questa, le colpe di chi non ha saputo trattare storie come questa e le lacrime versate da chi è stato complice di una storia come questa.

 

 

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