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Roma e l’immigrazione: scopriamo insieme come questo fenomeno ha cambiato le sorti dell’Impero

Roma e l’immigrazione: scopriamo insieme come questo fenomeno ha cambiato le sorti dell’Impero

L’Impero romano si è distinto in passato per una politica decisamente improntata all’accoglienza dei migranti.

L’immigrazione è stata per Roma un fenomeno quotidiano e familiare, molto più di quanto si possa sospettare. L’integrazione è stata anch’essa un elemento fondamentale, così come il razzismo. Scopriamo insieme questo aspetto poco noto della politica romana.

L’immigrazione. Una risorsa oppure un dramma?

Questo titolo semiprovocatorio serve a buttarci addosso, come una secchiata d’acqua fredda, il problema dell’immigrazione al giorno d’oggi. Si sente spessissimo parlare della tematica dei migranti e normalmente le voci in campo si possono dividere in due schieramenti. Da un lato, chi è spaventato o destabilizzato da questo fenomeno e lo denota negativamente. Dall’atro, chi invece vede nell’immigrazione una potenziale risorsa. Per dirla tutta, credo che ci sia anche chi sia intimamente convinto della necessità di aiutare persone che, per un motivo o per un altro, sono costrette a muoversi. Il fenomeno contemporaneo è molto diverso dai simili fenomeni verificatisi in epoche passate: oggi è una questione soprattutto individuale, nel passato è stata una questione soprattutto (ma non sempre, ovvio!) di popoli.

Il problema però rimane. Come gestire questo fenomeno che può essere destabilizzante? E proprio questo il punto. L’immigrazione, credo, non è né una risorsa né un dramma, ma una sfida, per dirla con Barbero. È cioè una situazione in cui ci si trova a confronto con il diverso, che per natura all’essere umano non piace. Bisogna allora incentivare e sostenere un enorme sforzo di civiltà perché tale fenomeno sia accettato e gestito con l’attenzione che richiede. L’elemento drammatico è purtroppo sempre presente, come abbiamo imparato bene a vedere noi stessi negli ultimi anni. Sia per chi migra che per chi invece riceve. La convivenza non è mai facile, ma è ormai resa quasi una necessità dai profondi mutamenti a tutto tondo causati dalla globalizzazione contemporanea. Può essere utile, e anche interessante, scoprire come questo fenomeno sia stato utilizzato in passato per dar forza alle strutture statali e come questo stesso fenomeno sia diventato deleterio quando mal gestito. L’Impero romano è uno degli esempi che più illustrano proprio questo concetto.

Roma e l’immigrazione. Una risorsa plurisecolare

Negli ultimi secoli della sua vita l’Impero romano ha sfruttato la presenza confinante dei popoli germanici per trarre energie e risorse. La sovrappopolazione era un problema inesistente, ed era invece pressante la necessità di avere sempre nuove reclute e nuovi coltivatori. Per cui, per secoli Roma ha fatto entrare entro i suoi confini interi popoli che chiedevano espressamente di poter godere anche loro della ricchezza dell’Impero. In pratica venivano assegnati ai barbari terre e compiti militari in cambio del godimento della “felicitas romana”. Lo stanziamento di questi popoli era incoraggiato, se non esplicitamente imposto. Quando Roma si trovava ad avere bisogno di gente, ma non c’era nessuno disposto a entrare, si organizzavano raid che avevano il preciso scopo di fornire manodopera ai latifondisti e reclute ai comandanti.

Per molto tempo questo modello ha funzionato, perché permetteva ai barbari un’integrazione più profonda rispetto al precedente modello schiavista, e consentiva a Roma di disporre di persone che, essendo di condizione libera, pagavano le tasse e prestavano servizio nell’esercito. Anche allora però, soprattutto dopo l’ingente immissione di elementi barbarici anche ai vertici delle gerarchie romane (esercito, senato), si levavano voci autorevoli di protesta e di razzismo. Ma nel complesso il sistema funzionava ed era gestito bene, almeno per quel che ne sappiamo. Si può immaginare però che gli abusi nei confronti degli immigrati fossero una realtà concreta, e dalle fonti si nota lo sforzo del governo per reprimerli. Con quali risultati è difficile dire. Ad ogni modo l’Impero romano ha tratto enormi vantaggi e benefici da questa immigrazione controllata, e allo stesso modo le popolazioni barbare immigrate hanno potuto godere di una qualità di vita superiore, direttamente influenzata dal raffinato modello romano. I problemi sono iniziati ad arrivare quando le popolazioni richiedenti ingresso, per motivi diversi, sono aumentate e si sono fatte più irrequiete, perché scacciate dalla loro casa dalla fame o dalla guerra.

Le invasioni barbariche. Immigrazione violenta o guerra di conquista?

Tutti a scuola abbiamo studiato le invasioni barbariche e più o meno tutti ci ricordiamo che esse sono state una delle cause principali che hanno portato al crollo dell’Impero romano d’Occidente. Quello che pochi sanno è che le invasioni barbariche sono state una deriva dell’immigrazione gestita male. I barbari non avevano alcuna volontà di conquista o di distruzione dell’Impero romano. Ma come mai si è giunti a un evento così epocale? Non è facile rispondere in modo convincente. La spiegazione più gettonata è che il moltiplicarsi degli abusi dei magistrati romani e l’inasprirsi delle condizioni imposte ai migranti (a seguito del loro aumento) abbiano provocato la reazione armata dei barbari, che hanno attaccato e sconfitto i romani d’Occidente. L’incapacità della parte occidentale dell’Impero di far fronte a questa minaccia ha portato alla sua fine.

Ci sarebbero molte altre cose da dire per restituire un quadro un po’ più aderente alla realtà storica, ma questa non è una lezione di storia. Qui mi preme sottolineare come la gestione dell’immigrazione sia stata fruttuosa quando entrambe le parti potevano godere di benefici reciproci e riconosciuti legalmente. Quando l’accoglienza all’interno dell’Impero aveva come obiettivo l’inserimento ragionato degli immigrati e la loro sistemazione soddisfaceva sia l’Impero che i barbari l’immigrazione era una risorsa. Ma quando queste condizioni sono venute meno, l’accoglienza era diventata disorganizzata e senza obiettivi a lungo termine, necessari per una sistemazione del problema pacifica, tutto questo imponente sistema istituzionale è crollato su sé stesso, provocando un collasso incredibile. Forse oggi questo ci può aiutare a riflettere sul ruolo dell’immigrazione oggi, sicuramente diverso e complesso, ma in qualche misura ancora relazionabile all’epoca romana.

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