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“Robin Hood: un uomo in calzamaglia”: quando la parodia diventa storia

“Robin Hood: un uomo in calzamaglia”: quando la parodia diventa storia

Il personaggio di Robin Hood è al centro di molta narrativa e cinema, essendo uno dei più conosciuti del folklore medievale. È tanto noto da essere oggetto di parodie.

La figura dell’ero antisociale che ruba ai ricchi per dare ai poveri è un’indoratura della pillola piuttosto recente. In origine Robin Hood è un bandito come tanti, un poco di buono che conduce una vita senza Dio e senza futuro.

La leggenda di Robin Hood

La figura di Robin Hood non è al momento identificabile storicamente. Un’aurea di mistero avvolge questo personaggio, le cui origini sono tanto oscure quanto i primi racconti su di lui. Un bandito che rapina e terrorizza, e che “ruba ai ricchi per dare ai poveri” in un senso diverso da quello a cui noi siamo abituati. Nel Medioevo Robin Hood è un bandito, probabilmente un nobile decaduto che vive di furti e violenze. Piuttosto che ai poveri ovviamente ruba ai ricchi, gustandosi dunque prede più succulente. Nell’immaginario medievale questo era negativo, in quanto l’ordine sociale era un riflesso della volontà divina, per cui il suo sovvertimento era un atto blasfemo.

La sua leggenda subisce un’evoluzione quando quelle caratteristiche assumono un connotato negativo, e si ha un vero e proprio revival in stile romantico de vecchio Robin. Un’ero dei poveri, che lotta contro la tirannia e la perfidia di un mondo disonesto e crudele. In tutto questo la leggenda si arricchisce e si carica di contenuti più mitigati. Come è normale che sia, il Robin che noi conosciamo non è il Robin delle origini, è adattato a gusti più sensibili e idealizzato come il buono. Questi tratti lo rendo perfetto per essere oggetto di parodie pungenti e divertenti, oltre che ovviamente di film, libri e cianfrusaglie varie. In effetti, è proprio nella parodia che il nostro “banditello” preferito dà il meglio di sé.

“Robin Hood: un uomo in calzamaglia”: un capolavoro degno di un fabliaux

Questo divertentissimo film parodia su Robin Hood è frutto del genio di Mel Brooks. Per chi non lo conoscesse, se lo recuperi. Tratta del personaggio di Robin Hood in maniera ovviamente comica, ma piuttosto che essere lui stesso la fonte della demenza, sono piuttosto i personaggi e le atmosfere che lo circondano a rendere il tutto così goliardico. Robin qui è un nobile che ritorna dalla Terra Santa all’epoca della Terza crociata, quindi è a tutti gli effetti un cavaliere crociato. Ha servito sotto re Riccardo Cuor di Leone, e il poveretto non vede l’ora di tornare a casa. Ma brutte sorprese lo attendono… Nel film non mancano intrecci amorosi, la solita bella Lady Marian e tutti i noti personaggi della saga, ognuno con delle caratteristiche, diciamo, particolari.

La commedia è presto fatta e le situazioni non mancheranno di suscitare il riso. Ora tutto questo sembra ben lontano dalle ballate medievali sul bandito di Nottingham. In effetti le scene del film non hanno a che vedere con le reali imprese dell’eroe col berretto. Si richiama vagamente l’opposizione al malvagio re Giovanni, ma il tutto è trattato esclusivamente in chiave comica. Eppure, i concetti e i tratti del personaggio di Robin non sono così distanti dall’idea medievale di Robin. Con le dovute precauzioni, proveremo a spiegare questa cosa alquanto curiosa.

Il lato burlesco della figura di Robin Hood

Nonostante fosse un bandito, quindi un elemento da evitare che conduceva uno stile di vita deplorabile, Robin Hood di venne presto oggetto di caratterizzazioni che spostavano l’attenzione dagli aspetti più crudi, sempre presenti, a situazioni in cui l’atmosfera si può definire volutamente comica. Ovviamente secondo il gusto dell’epoca. L’esito di un rapina poteva essere deciso con una partita a dadi, una caratterizzazione che suscita riso all’uomo medievale, in quanto il gioco d’azzardo è praticato in maniera assidua nella società medievale. Quello che intendo è che l’elemento comico e in un certo senso parodi co della figura di Robin Hood non è un’invenzione così recente.

La sua figura si resta bene ad interpretazioni di questo tipo. In tempi più recenti, la sua relazione con Lady Marian ha assunto un ruolo preponderante e principale, e nelle trasposizioni e nella cultura diffusa. In realtà, l’aspetto amoroso nel Medioevo, seppur celebrato, era più di sovente impiegato per suscitare ilarità e riso, creando situazioni realistiche ma comiche o scabrose, e quindi ancora più divertenti. Insomma, la figura di Robin Hood è nata per essere presa per i fondelli. Ovviamente si scherza, ma è interessante ogni tanto cogliere questi sottili fili rossi che collegano le cose.

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