Il Superuovo

Rivoluzione della birra artigianale italiana: l’evoluzione del consumo alcolico nei secoli

Rivoluzione della birra artigianale italiana: l’evoluzione del consumo alcolico nei secoli

Teo Musso e la rivoluzione della birra artigianale: la storia di un imprenditore che non si ferma mai ed ha fiducia nel settore. Si tratta del fondatore del Birrificio Baladin.

Risale a venticinque anni fa la decisione di lanciarsi nel settore, inizando quella che possiamo considerare a tutti gli effetti una piccola rivoluzione in questo ambito.

Le origini del progetto

Cresciuto in terra di vigne, Teo paradossalmente sviluppa subito una grande passione per la birra. Sarà proprio questo a distinguerlo dal padre, che sicuramente ha il merito di averlo avvicinato a questo mondo, che seppur diverso è parallelo. Da qui nel 1986 apre una birreria tutta italiana, distaccandosi dalla moda del pub inglese. Dopo anni di studio e ricerca arriva la prima produzione artigianale, che si lancia sul mercato imponendo uno stile rivoluzionario ed aggressivo . Poco più tardi arriva la distibuzione per i ristoranti ed un processo di produzione complesso, curato nei minimi dettagli. Parallelamente in diverse zone d’Italia nasce e si sviluppa l’idea di una produzione artigianale tutta made in Italy. Certamente una scelta coraggiosa, ma che alla lunga ha portato i suoi frutti.

La prima birra artigianale italiana

Un punto di snodo cruciale per l’affermazione definitiva del progetto arriva a metà anni duemila, più precisamente nel 2006. Siamo alle porte di una crisi globale, ma probabilmente non così imminente per il mercato della birra. Si tratta anzi di anni di frenesia e di forte interesse che gravita attorno a questo mondo. Nascono nuovi movimenti e arrivano nuove linee guide che influenzano fortemente il mercato. Risale al 2006 l’arrivo dei super luppoli aromatici, che influenzerà tantissimo il movimento. L’intenzione diventa quindi di iniziare dalle basi, dal luppolo. Dopo anni di lavoro e sperimentazione, integrando coltivazione e produzione del luppolo. Tutto ciò ha contribuito a creare la prima birra 100% italiana artigianale nella storia d’Italia. Non si tratta solo di una birra, ma del sogno di un ragazzo partito dal basso, che con costanza e sacrificio ha potuto vedere realizzati i propri sogni.

Evoluzione dell’alcol nella storia

La nascita e il consumo di bevande alcoliche affonda le radici nella notte dei tempi. Si parla di addirittura 20.000 anni fa. Già nella preistoria l’uomo a stretto contatto con la natura, inizia a sperimentare le proprietà di molte piante e risorse presenti. Con l’inizio della Storia, le prime civiltà iniziano gradualmente a consumare vino e birra, che diventano essenziali ed accessibili ad ogni età. Da allora l’alcol entrò nella storia senza più uscirvi. Anche in età moderna abbiamo un grande consumo di birra, che progressivamente verrà sostuituita da liquori come il gin. Proprio quest’ultimo sarà prediletto dalla classe operaia a cavallo delle due rivoluzioni industriali. Anche durante le due guerre mondiali sappiamo quanto fosse diffuso tra i soldati il consumo alcolico. Probabilmente per il coraggio e la sfrontatezza che fosse in grado di conferire. Ubriacarsi aiuitava a prevenire il freddo ed aumentare l’incoscienza, riuscendo a combattero il nemico certamente con meno timore, diminuendo il senso del pericolo e del rischio.

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