Il Superuovo

5 cose che non sapevi su Dino Buzzati, lo scrittore considerato il Kafka italiano

5 cose che non sapevi su Dino Buzzati, lo scrittore considerato il Kafka italiano

Dino Buzzati, è stato uno scrittore innovativo e forse unico nel suo genere. La sua produzione si concentra nel dopo guerra e fino ad oggi le sue opere sono considerate misteriose ed oscure a tratti. 

Vediamo ora, in cinque passi, chi è Buzzati e da cosa nasce questo suo modo di scrivere, di approcciarsi alla scrittura e anche al suo modo di vivere.

 

1 – Un bellunese trapiantato a Milano

Buzzati nasce a San Pellegrino di Belluno, nel 1906, ma vive la maggior parte della sua vita e sin da ragazzo a Milano. Questa sua terra natia gli resterà nel sangue come la passione per la montagna, diretta influenza del territorio del bellunese. I paesaggi alpini sono i più gettonati da Buzzati (non a caso il titolo della sua opera d’esordio è ” Il Bàrnabo delle montagne”) e fino a che l’età glielo ha consentito, ha continuato a praticare l’arrampicata.

2- Poetica e stile

Buzzati si contraddistingue per una produzione molto prolifica che varia fra romanzi e racconti. I suoi scritti sono spesso surreali e realistico-magici e l’opinione pubblica del tempo concorda nel affermare che egli assieme a Calvino e Landolfi, sia uno dei più influenti scrittori di tutto il 900. Fra i suoi temi più celebri e sul quale Buzzati si sofferma di più vi è l’angoscia, che si può quasi “toccare” leggendo uno dei suoi racconti più famosi  ovvero “Paura alla Scala”, oppure la paura della morte, magia e mistero. In altri racconti come “I sette piani” troviamo come tema l’ ineluttabilità del destino che spesso a braccetto con l’illusione come ne “L’uomo che volle guarire”. Ma il vero grande protagonista delle sue opere è il destino, che la maggior parte delle volte risulta beffardo, onnipotente e imperscrutabile. Buzzati legge tutto in questa chiave, perfino i rapporti amorosi come testimoniato nel suo romanzo “Un amore”. La sua letteratura dunque prende spunti da più correnti collegate comunque a quella del fantastico come l’orrore, il surrealismo e la fantascienza.  L’autore, in varie occasioni ha spiegato che molte volte i temi dei suoi racconti e romanzi sono ispirati direttamente dai suoi sogni i quali, sin da ragazzo, lo perseguitano proiettando nella sua fase rem scenari terribili e mostri e spettri di ogni genere.

3- Il suo capolavoro

“Il deserto dei tartari” costituisce il punto nevralgico della sua narrazione. Pubblicato nel 1940, questo romanzo è riconosciuto universalmente come il suo capolavoro. L’opera parla di un giovane ufficiale spedito in una lontana fortezza a difendere un confine. Egli scopre che al di là di questa fortezza si stende uno sconfinato deserto come sconfinate sono le leggende sugli abitanti dello stesso, ovvero i Tartari. Il protagonista passa tutta la sua esistenza ad aspettare il tanto famigerato nemico. Arriverà mai?

Il tema centrale del romanzo dunque è la fuga del tempo e di come l’uomo schiavo della routine si lasci consumare inesorabilmente l’esistenza. Il giovane ufficiale spende tutta la sua vita ad aspettare il nemico, tenendosi sempre pronto alla battaglia. I suoi sforzi saranno vani?

4- Il Kafka italiano

Per il suo stile e le sue tematiche, Buzzati venne considerato dai critici del tempo come un Kafka moderno. Questa considerazione lo indispettiva parecchio tanto da inimicarsi e denigrare i critici letterari. Una volta ha dichiarato ” Da quando ho cominciato a scrivere, Kafka è stato la mia croce. […] alcuni critici denunciavano colpevoli analogie anche quando spedivo un telegramma[…] ” . Rimase comunque un personaggio dalla produzione un po’ illeggibile e molti critici non scorgono in lui un “messaggio”. Persino quando scrisse “Un amore” venne accusato di aver scritto apposta un romanzo di successo per attirare consensi. Tutta questa critica avversa a fatto sì che Buzzati non venne riconosciuto subito come un grande narratore del 900,nonostante “Il deserto dei tartari” fosse stato tradotto nel tempo in svariate lingue.

5- Non solo narratore

Buzzati non è stato solo uno scrittore di romanzi o racconti. Durante quasi tutta la sua vita e fino alla morte ha collaborato col Corriere della Sera fino a diventare una delle sue firme più eccellenti. All’interno della redazione egli è stato cronista, redattore e inviato speciale. Ancora, Buzzati ha scritto opere per il teatro e poesie. Fra le sue più grandi passioni ( forse più della scrittura) vi è quella per la pittura. Egli infatti illustra i suoi romanzi come “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, partecipa  ai concorsi e talvolta i temi dei suoi dipinti sono per l’appunto i suoi racconti. Non contento si dedica anche all’arte del fumetto e pure alla scenografia cinematografica.

Buzzati resta comunque uno degli scrittori più controversi di tutto il 900, dalle tinte talvolta indecifrabili ma che denotano un genio straordinario e ancora oggi purtroppo altamente ignorato e sottovalutato.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: