Rispetto al tuo ex ne hanno uno: scopriamo il cuore degli invertebrati con “Stray Heart”

Anche negli invertebrati, il sistema cardiocircolatorio risulta essere costituito dal cuore e da un insieme di vasi che garantiscono il trasporto dei fluidi.

“Stray heart” è una canzone dei Green Day uscita nel 2012 che, molto velocemente, è diventata estremamente conosciuta. Chiaramente, il cuore risulta essere uno degli organi più importanti in tutti gli organismi, invertebrati compresi. In questo articolo, pertanto, scopriremo come funziona l’apparato cardiocircolatorio di alcuni invertebrati.

ARTROPODI

Per quanto riguarda il sistema circolatorio degli invertebrati, in generale è piuttosto difficile fare uno schema applicabile a tutti gli organismi. Questo perché si hanno numerose differenze e peculiarità in ogni singolo individuo. Anche in questi animali, però, si verifica chiaramente il movimento dei fluidi da un comparto all’altro del corpo, attraverso un sistema muscolare o nervoso. Per quanto riguarda gli artropodi, nei più primitivi si ha la presenza di un cuore che si presenta con la forma di lungo tubo in cui sono presenti degli ostii che vanno ad aprirsi nella cavità pericardica. Il cuore di questi organismi, viene poi mantenuto nella corretta posizione dalla presenza di legamenti. A questo punto, dal cuore, vanno ad originarsi un tronco aortico con una propria valvola e quattro arterie a loro volta dotate di valvole. Da questi vasi presenti, si avrà poi la formazione di un sistema arterioso che si diffonde sia nella parte anteriore che posteriore dell’animale. Ovviamente, è presente anche un ritorno di tipo venoso, piuttosto complesso, che porta i fluidi verso le branchie per essere nuovamente ossigenato.

MOLLUSCHI

In questo gruppo di animali, gli apparati cardiocircolatori maggiormente studiati riguardano i cefalopodi, i bivalvi e i gasteropodi. Per quanto riguarda i bivalvi, questi presentano un cuore di tipo muscolare con uno o due atri posti in collegamento con un ventricolo. In alcuni bivalvi, gli atri ricevono l’emolinfa (cioè il corrispondente del sangue negli invertebrati) che deriva dalle strutture branchiali attraverso degli specifici vasi, mentre in altri casi sono invece i reni a portare l’emolinfa al cuore. A questo punto, il ventricolo presente risulta essere dotato di un’aorta che trasporterà i fluidi alle strutture del mantello, del piede e dell’apparato digerente. In alcune specie, non si ha la presenza di una sola aorta, possono essere infatti anche due e risultano essere localizzate posteriormente. A questo punto, dalle arterie si avrà la formazione di un sistema ramificato che consente il trasporto all’interno delle varie componenti corporee e, infine, l’emolinfa verrà poi trasportata nuovamente alle branchie per essere ossigenato.

I CEFALOPODI

I cefalopodi sono molluschi che, tuttavia, presentano un apparto cardiocircolatorio molto interessante. Sono infatti dotati di un totale di tre cuori: uno sistemico e due branchiali.  Il cuore sistemico, dotato di muscoli molto potenti, riceve il sangue da due vasi branchiali che, dilatandosi, vanno a costituire gli atri. Gli atri, a questo punto, andranno a supportare il riempimento di sangue ventricolare, sangue che poi uscirà attraverso tre diverse aorte. Il sangue venoso, di ritorno quindi dai tessuti, passa attraverso una vena cava che si divide in due: una parte andrà verso il primo cuore branchiale, mentre l’altra si dirigerà verso il secondo cuore branchiale. Da questi cuori, il sangue viene sospinto verso le branchie attraverso degli specifici vasi che, man mano che procedono, si assottigliano sempre di più fino a diventare capillari. I capillari, essendo a questo punto a livello delle branchie, consentono l’arricchimento del sangue con l’ossigeno e, una volta completato il processo di ossigenazione, usciranno dalle branchie attraverso due vasi che porteranno il sangue verso il cuore sistemico. I cuori branchiali sono ovviamente dotati di valvole e, con il loro lavoro, vanno a sostenere e facilitare l’attività del cuore sistemico. Questi cuori, inoltre, sono anche coinvolti in diverse attività di filtrazione ma anche detossificazione dell’organismo.

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