Assegnato il “Premio per la Cultura Mediterranea 2022” : ripercorriamo con Braudel l’importanza del Mare nostrum

Sarà conferito a Salvatore Di Liello il “Premio di Cultura Mediterranea 2022 – Fernand Braudel” per il suo pluriennale contributo scientifico.

Da ricordare sono i suoi studi e ricerche sull’architettura, ambiente e paesaggio mediterraneo di Procida e Campi Flegrei, in veste di professore di Storia dell’architettura presso la Federico II.

La premiazione

Il premio è intitolato allo storico del pensiero mediterraneo Fernand Braudel, autore della magistrale opera riguardante il mare nostrum. Come è stato spiegato da Italo Abate, presidente di Ambiente e Cultura Mediterranea, il carattere mediterraneo ha una sua forte specificità ed è destinato ad incidere positivamente sulla conservazione  della cultura dell’area, sostenendo la crescita culturale dei territori di storia mediterranea.  La cerimonia si svolgerà  presso la “Sala Rari” di Palazzo Gravina a Napoli il 18 novembre. Sarà introdotta da una Narratio Mediterranea e da un incontro di studio su Procida, Ischia e Capri. Il mito è quella della splendida architettura mediterranea, che dialoga con il presente e con il passato. Numerosi sono gi spunti che si possono trarre, in vista di una completa rivalutazione dell’importanza dell’area mediterranaea, che anche grazie a pubblicazioni ed eventi come questi, può tornare al centro del dibattito accademico ma soprattutto pubblico.

 

Il mediterrraneo

Per poter comprende il carattere preliminare dell’opera, nonchè le intenzionalità di fondo, occore fare una riflessione attorno all’introduzione, fortemente significativa. Appare centrale il tema dell’ incontro costante di passato e presente, l’ininterrotto trascorrere dall’uno all’altro, come due voci in aperto dialogo e confronto. Se tale dialogo, con i suoi problemi che si riecheggiano reciprocamente, anima la sua opera, potremo dire di aver conseguito lo scopo. La storia viene definita qui come non  altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità, nonché  inquietudini ed angosce, del presente che ci circonda e ci assedia. Proprio queste contribuiscono ad animare il dabattito, che altrimnenti sarebbe sterile e a tratti privo d’utilità. L’opera ancora oggi può testimoniare il carattere di vivacità del Mediterraneo, che grazie ad opere quella del professor di Liello Salvatore, si presta più che mai a una narrativa multidisciplinare, in grado di dare risalto ai più variegati campi dello scibile umano, nonchè di soddisfare i nuovi interrogativi che siamo costretti a porci.

Cenni storici

Gli autori cavalcano attraverso i millenni la variegata e multiculturale realtà mediterranea. Dagli splendori di Creta alla misteriosa catastrofe del XII secolo a.C., dall’affermarsi del monoteismo alle rivoluzioni tecnologiche dell’età contemporanea, passando per l’ascesa e il declino di Tiro, Roma e Venezia, riuscendo a coniugare l’evoluzione geologica con l’osservazione peculiare dei dettagli di una ceramica, le ipotesi scientifiche con frammenti letterari e superstizioni locali, svelando i tratti di una civiltà antichissima in cui “non esistono linguaggi diversi, ma un solo linguaggio, che di tutti si compone”. Le tracce di età diverse “convivono e si confondono”, mescolando senza posa un passato “che ciascuno tocca e respira, ma che scivola come acqua tra le dita”. Una concezione fluida si presta a descirvere l’evoluzione e la convivenza plurisecolare dei diversi popoli mediterranei e delle tracce che hanno lasciato sul territorio.