Gli stereotipi femminili in letteratura: ecco come è dipinta la donna nei grandi classici

Alle donne non sono mai concesse indipendenza e gloria: possono solo essere legate agli eroi

Le donne in letteratura sono sempre state rappresentate secondo degli stereotipi. Murgia in “Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più” ce lo dimostra.

“Spaventi gli uomini”

Da Didone dell’Eneide agli young adult contemporanei, il posto occupato dalle figure femminili è quello emotivo. Didone è in preda alla follia per l’amore di Enea, il più grande eroe che seguiva pio gli ordini degli dei. Questo si racconta di lei: ci viene dipinta e la ricordiamo per essere stata una compagna di Enea, non per essere una grande regina. La Didone che passa alla storia è quella di Enea, non vive una sua storyline, non è indipendente ma è legata indissolubilmente a una figura maschile.

Inoltre, ogni lettore che legge la sua storia, quando arriva il momento in cui la regina si getta nella pira di fuoco e si suicida, non prima di maledire Enea, pensa: “ma non ha un po’ esagerato?”. Se Enea ha diritto alle sue emozioni e al dolore che prova ma ha, allo stesso tempo, la possibilità di non essere etichettato come “emotivo”, lo stesso non vale per Didone. La regina viene schernita e confinata al ruolo di “pazza”. E se si scrivesse un’altra storia per Didone? Ma una versione diversa per la regina di Cartagine non può esistere: il protagonista è Enea, lui è il vero eroe. Non può essere rappresentata come la regina potente quale era perché avrebbe spazzato via Enea. Se fosse stata raccontata in modo diverso, avrebbe fatto paura. 

“Sei una donna con le palle”

O siamo pazze come Didone, o siamo pie, umili e fedeli come Penelope, la moglie di Ulisse. Penelope ha atteso per vent’anni il ritorno del marito Odisseo. Regna Itaca nel frattempo e rifiuta tutte le proposte di matrimonio che le vengono fatte durante quegli anni da parte dei Proci. Penelope diventa il modello della moglie perfetta: lei sì che è una vera donna, una “con le palle”, che si sacrifica e aspetta pazientemente il ritorno di Ulisse.

Sappiamo poco o nulla del regno di Itaca guidato da Penelope, di come lo avesse regnato e di che tipo di regina fosse. Questo perché Penelope-regina è meno importante di Penelope-moglie di Odisseo. Anche lei, come la regina di Cartagine, è nota per l’uomo che accompagna, e non per le sue stesse azioni. Didone, Penelope e molte altre donne sono relegate a ruoli legati a stereotipi femminili. Le donne in letteratura hanno ricoperto spazi marginali occupati già da uomini.

“Ormai siete dappertutto”

Murgia continua il suo saggio con l’ultima frase che non vogliamo più sentire: “ormai siete dappertutto”. Pian piano le donne hanno occupato più ruoli e più spazi. I modelli femminili in letteratura, ma anche in altri media, si sono diversificati. Non solo più mogli fedeli o donne pazze, ma molto altro. Le lettrici possono immedesimarsi in modelli innovativi e il pubblico in generale può abituarsi a personaggi femminili non più stereotipati. Le storie che leggiamo, le serie tv e i film che guardiamo modificano il nostro modo di percepire la realtà. Occupare altri spazi letterari per le donne è stato uno dei più grandi sintomi di un cambiamento sociale: le donne non vengono viste solo come mogli o come persone emotive e possono interpretare altri ruoli. È vero che ora gli spazi occupati ora sono più ampi; non siamo ancora dappertutto, ma ci stiamo avvicinando.

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