Politica e magia. Realtà e immaginazione

collider.com
La nuova serie firmata Amazon racconta le disavventure di una regina ormai dimenticata.
Giochi di palazzo
Il 10 Luglio 1553 Lady Jane Grey venne incoronata regina d’Inghilterra e d’Irlanda. Quel giorno, però, Lady Jane non sapeva che il suo regno sarebbe stato davvero breve. Figlia di Henry Grey, pronipote di Enrico VIII, e Lady Frances Brandon, figlia della principessa Maria Tudor, Lady Jane non era certamente prima in linea di successione. A precederla le sue cugine: Maria I ed Elisabetta I. Come mai, quindi, Lady Jane superò le cugine in questa corsa sanguinaria per il trono? Alla morte di Edoardo VI (fratello di Maria ed Elisabetta) i protestanti che all’ora più che mai cercavano di mantenere il loro potere in chiesa come a corte fecero leva sull’incoronazione di Jady Jane, pur di non vedere sul trono Maria I la quale avrebbe riportato in auge la religione cattolica. Sarebbe un errore, però, pensare che a muovere le fila degli intrighi di corte ci fossero solo rigorosi uomini di fede. Non è un caso, infatti, che l’incoronazione di lady Jane fosse stata caldamente consigliata dal consigliere protestante di Enrico VI, John Dudley, I duca di Northumberland e padre di Guilford Dudley: sposo della stessa Jane.

aventurasnahistoria.com.br
Retelling a story
A Jane non spettava il trono e questo è un dato di fatto, almeno non con le sue cugine ancora in vita. A dirla tutta, Lady Jane non voleva quel trono e forse se avesse dato ascolto a se stessa e non alle ambizioni della sua famiglia questa storia avrebbe avuto un epilogo diverso. Epilogo tragicamente rappresentato da Paul Delaroche ne “L’esecuzione di Lady Jane Grey nella Torre di Londra nell’anno 1554” (1833). La famosa “regina dei nove giorni” venne, infatti, catturata e imprigionata per volere di Maria I per poi essere giustiziata insieme a suo marito Guilford. Questa storia, tanto tragica quanto bizzarra è stata portata sul piccolo schermo dalla serie britannica “My Lady Jane” che ha fatto il suo esordio su Prime Video nel giugno di quest’anno. Nel corso degli otto episodi, Jamie Babbit e Stefan Schwartz riprendono le disavventure della regina in questione aggiungendo, però, un pizzico di magia.
In chiave magica
Parlare di storia oggi è decisamente fuori moda. La storia viene vista ormai come un qualcosa di obsoleto, custodita con non curanza sullo scaffale impolverato di qualche zio di terzo grado. Questa serie, invece, ci insegna che parlare di storia è ancora possibile. Bisogna semplicemente sapere come farlo. Le vicende narrate avrebbero interessato pochissime persone se la serie tv in questione fosse stata una semplice copia sbiadita di una realtà ormai troppo lontana da coinvolgere a pieno lo spettatore. A renderla interessante è, invece, non solo il taglio femminista che la storia acquisisce, ma anche gli elementi magici che la impreziosiscono. L’appartenenza di Guilford Dudley al gruppo degli Etiani, persone capaci di trasformarsi da uomini ad animali, e l’impossibilità sociale di unire in matrimonio Etiani e non Etiani (come la stessa Jane) rende il loro amore ancora più travolgente. Le trasformazioni continue ed improvvise, la ricerca di una cura all’etianismo e le battaglie in nome di un amore tanto intenso quanto avvincente rendono l’intera storia entusiasmante al punto da decidere di consultare un vecchio libro di storia per saperne di più.