Ripassiamo la nascita della pedagogia in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia

Il 20 novembre 1959, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha adottato all’unanimità la dichiarazione dei Diritti del Fanciullo.

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L’Assemblea Generale proclama la presente Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, affiché egli abbia un’infanzia felice e libera. Composta da 10 principi, questa dichiarazione concorre a dare la possibilità, e ancor prima i diritti, ai bambini che per qualunque motivo non dovessero averli. Considerato che il fanciullo ha bisogno, per via della propria immaturità fisica e intellettuale, di protezione e cure speciali, è stato doveroso firmare questa dichiarazione. L’umanità ha il dovere di dare al fanciullo il meglio di sé stessa.

La storia dell’educazione

La nascita della storia dell’educazione potrebbe trovare collocazione a partire al 1700. Un secolo caratterizzato da grande fervore culturale e filosofico. A seguito della rivoluzione francese, nasce una corrente ricca di spinta culturale: l’Illuminismo. Kant la descrive con il suo celebre “Sapere Aude” ovvero l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli imputa a se stesso. Il cosmopolitismo, il rapporto tra natura e cultura, l’interesse e l’apertura al nuovo e al diverso, aprono le porte a una nuova e grande attenzione al mondo dell’infanzia. Il medico Itard, grande personalità del secolo, alla scoperta del “ragazzo selvaggio” dichiara che tutti siano educabili, anche le persone con handicap. Fu però tra la fine del 1700 e il 1800 che si crearono le prime vere istituzioni infantili. L’intento fu quello di alfabetizzare il popolo, perciò, insieme alle scuole elementari, furono istituiti anche i primi asili. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 nacque l’Attivismo Pedagogico, caratterizzato dalla proposta di un modello di scuola nuova, alternativa a quella tradizionale, antitetica e passiva, con una rigida organizzazione del setting con lezioni frontali e indoor. Nascita delle scuole attive e progressive, mirate a un’educazione continua: “Life, Long, Learning“. Nel panorama Italiano dell’attivismo pedagogico, nacquero: la scuola materna delle sorelle Agazzi e la “casa dei bambini” di Maria Montessori.

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Il 900: il secolo del bambino

La storia dell’educazione, è dunque, il risultato di un lungo percorso che ancora oggi non si realizza ugualmente in tutte le società (e che dovrebbe essere ancora ampiamente ampliato e riformato). La corsa ai diritti dell’infanzia è stata molto complessa. Il 1900 viene considerato il secolo del bambino, in cui l’infanzia non viene solo scoperta dal punto di vista scientifico, ma anche politico. Curare e controllare l’infanzia è fondamentale per la costruzione di uno stato moderno. Con la nascita nel 1800 delle prime istituzioni scolastiche obbligatorie, a seguito della legge Casati, è stata intrapresa una lotta allo sfruttamento e al lavoro minorile, in cui il bambino veniva visto come “uomo in piccolo” e non come un’età preziosa, riconosciuta a sé. Protagonisti importanti del 1900 italiano, sono: Don Lorenzo Milani e Danilo Dolci. Quest’ultimo, approfondisce la situazione del mezzogiorno e della povertà, affiancandosi ai contadini della zona di Partinico, in Sicilia.

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I personaggi importanti di questa scoperta

Quali sono stati i protagonisti e promotori di queste cure, negli anni?

  • Jean-Jacques Rousseau: Importantissimo il suo contributo nel 1762 con la pubblicazione dell’Emilio. Un vero e proprio percorso educativo che dura 25 anni, dalla dipendenza all’autonomia, sotto le cure e le osservazioni del precettore.
  • Johann Heinrich Pestalozzi: Sottolinea l’importanza della figura femminile e protegge la figura del bambino, istituendo scuole ed essendone il primo e unico maestro. Vede la figura dell’educatore come esempio della trasformazione sociale. A differenza di Rousseau, non prevede un percorso preciso per l’educazione del bambino, anzi, lo descrive come un fiore:

Egli è dotato di tutte le facoltà della natura umana, che però non sono ancora sviluppate, e lo saranno solo nel momento in cui si dischiuderà e vedrà i suoi petali distendersi“.

  • Friedrich Fröbel: Introduce i Kindergarten (giardini d’infanzia) e l’utilizzo educativo e spirituale del gioco (unione con Dio) e del lavoro-giardino come espressione di sé.
  • Maria Montessori: Istituisce la “casa dei bambini” ovvero una scuola-casa fatta su misura con il fine di una scoperta più reale delle cose. Diffonde il suo metodo nel mondo, spingendosi fino in India e America. Dona un apporto fondamentale alla pedagogia mondiale.

Grazie a queste grandi personalità, e a moltissime altre, abbiamo molte delle basi di ciò che sappiamo sull’infanzia, l’apprendimento, la cura e la bellezza stessa del mondo del bambino. A partire da ciò, dunque, possiamo davvero cambiare le cose.

Voi siete pronti?.

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