Ricorso della Commisione europea contro la Apple: conosciamo la storia del brand

La commissione europea presenterà ricorso per gli aiuti di Stato concessi  dall’ Irlanda a favore di Apple, poichè la precedente sentenza presenta degli errori giuridici.

La Commisione afferma che l’ obiettivo principale è garantire una tassazione equa, nel rispetto delle norme di diritto  stabilite dall’Ue, al fine di garantire una concorrenza leale tra Paesi membri ed aziende.

Perchè fare ricorso?

Nel lontano Agosto 2016 l’Antitrust Ue, che si occupa di tutelare la concorrenza sui mercati economici del Vecchio Continente, aveva stabilito che l’Irlanda avrebbe dovuto recuperare dall’ azienda di Cupertino 13 miliardi di euro di aiuti di Stato. Secodno Bruxelles questo è stato possibile grazie a degli accordi  fiscali ‘ad hoc’ stipulati del 1991 e nel 2007, che permisero ad Apple di evadere tasse che avrebbe dovuto pagare su diverse vendite, non solo in Europa. Vestager,la vicepresidente Ue responsabile per la Concorrenza, promette una battaglia per far si che le aziende, soprattutto straniere, paghino le giuste tasse, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. I Paesi membri hanno un margine di autonomia, ma devono rispettere sempre le linee guida che arrivano dall’alto. Una concorrenza economica leale, che dal secondo dopoguerra è un obiettivo sempre più importante, sarà al centro della politica economica dei prossimi anni.

La tassa di Apple verrà abbattuta?

Alcune delle più importanti aziende si sono unite per combattere insieme un’altra battaglia commerciale. Si tratta di una tassazione fino al  30% per gli sviluppatori che vogliono distribuire i propri prodotti all’interno dell’Apple Store. Le aziende tecnologiche più agguerrite, che contestano questa politica commerciale sono Spotify ed Epic Games. Si tratta certamente di due colossi, che a causa di questa tassazione hanno cercato di arginare il problema in due differenti modi. Epic Games, che sviluppa il videogico Fortinite, attraverso un pagamento interno al gioco, aggirando le regole imposte da Apple, battendosi per una maggiore libertà per gli sviluppatori. Spotify invece, leader dello streaming online, semplicemnte aumentando il prezzo degli abbonamenti, a danno dei propri utenti. Per ora sembra difficile trovare una soluzione che vada bene per tutti, anche perchè a dettare le condizioni all’interno del proprio store online è sicuramente Apple, che indubbiamente in cambio di questa tassazione offre agli sviluppatori opportunità ed una visibilità non indifferente. Staremo a vedere se nei prossimi mesi si riuscirà a trovare una soluzione, magari con un accordo diplomatico che prevalga sugli interessi economici delle singole aziende.

Steve Jobs: quando tutto ebbe inizio

Tutto è nato da una passione in comune per l’ elettronica tra Steve Jobs e Steve Wozniak, padri fondatori della Apple. Ai tempi del college lavorano insieme per la realizzazione della” Blue Box” un dispositivo che grazie al loro ingegno consentiva di effettuare chiamate in modo completamente gratuito ed anonimo. Mentre Wozlavorava duro per la  progettazione di questo dispositivo, Jobs si occupava degli aspetti commerciali , proponendo questo prodotto moltissime persone. I due fecero cos’ esperienza ed iniziarono a prendere consapevolezza dei propri mezzi. Ci troviamo in un periodo storico molto particolare: anni 70′ e movimento Hippie. Steve era un figlio dei fiori, amava la meditazione e ormai da tempo seguiva un’alimentazione a base di frutta. Il nome Apple nasce anche da qui. In una presentazione del 1980, Jobs disse di aver dato ad Apple il nome in parte perché gli piacevano le mele, e in parte anche perché Apple viene prima di Atari nell’elenco telefonico, avendo lavorato anche per quest’ultima azienda. Questo ci fa capire la genialità di Steve. Nel logo originale di Apple compariva Isaac Newton seduto sotto un albero di mele.

Nel 1975 Jobs e Woz incominciarono la realizzazione del progetto del primo computer, quasi esclusivamente sulla carta, dato che i processorial tempo  avevano un costo molto elevato. Un anno dopo, grazie ad un chip assai economico la realizzazione divenne possibile. Nasce così il primo dispositivo chiamato ”Apple I”. Jobs era consapevole dell’ aspetto trasandato rispetto ad altre macchine, ma avrebbe fatto di tutto per curare il design e renderlo più curato. D’altronde ero lo specchio dei propri ingegnieri, che non curavano molto l’aspetto esteriore. Jobs non si arrese e continuò a presentare il progetto Apple I in cerca di acquirenti. Riusci ad ottenere un contratto con un negozio che vendeva computer, per la vendita di 50 esemplari a 500 euro l’uno. Negli anni 80′ arriverà l’era dei personal computer. Il Macintosh fu la chiave del successo della Apple, anche se nona livello di vendite. La concorrenza di Microsft si fece sentire ma stimolò notevolmente l’azienda. Dopo ever reso il logo della mela più elegante, arriverà l’ era di Iphone ed Ipad. La morte di Steve Jobs colpì tutto il mondo e viene ricordato ancora oggi come un uomo che grazie al proprio ingegno ed intelletto è stato capace di rivoluzionare interamente non solo il concetto di tecnologia, ma anche le nostre vite.

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