Rick e Morty: un viaggio tra nuovi mondi e universi paralleli spiegato dalla teoria delle stringhe

Rick e Morty è una serie tv animata nel quale i protagonisti si divertono ad avventurarsi nei più disparati universi e pianeti.

Rick, “l’essere più intelligente dell’universo” è uno scienziato pazzo, violento e narcisista. Morty, suo nipote “scemo” è il perfetto compagno di mille avventure. I due viaggeranno per tre stagioni alla ricerca di pericolose e fantastiche avventure, all’interno dei più svariati mondi e universi, attraverso la “sparaporte”: un gadget high-tech in grado di teletrasportarli ovunque essi vogliano. Ovviamente è fantascienza ma nella realtà potrebbero esistere realmente universi paralleli?

La teoria delle stringhe

Questa curiosa e bizzarra teoria è in grado di darci le risposte che cerchiamo. Essa si basa sull’ipotesi che all’interno delle particelle elementari descritte dal modello standard (leptoni e bosoni) vi siano appunto delle stringhe. Queste stringhe (aperte o chiuse) a seconda del loro modo di vibrare danno origine alle particelle elementari. La cosa più strana è che il modello matematico a sostegno di questa teoria deve ammettere l’esistenza di più dimensioni rispetto a quelle che conosciamo (tre spaziali e una temporale). La teoria delle stringhe si candida in prima posizione come possibile teoria del tutto, cioè l’unica in grado di unificare la teoria quantistica dei campi con la relatività generale di Einstein. Prima degli anni novanta sono state proposte da diversi scienziati cinque teorie diverse che ammettevano tutte dieci dimensioni (sei extra alle 4 percepite da noi), infatti nella comunità scientifica si creò confusione dato che se fosse esistita  “la teoria del tutto” sarebbe stata certamente unica. Negli anni novanta Edward Witten e altri unificarono le cinque teorie in un unica teoria a undici dimensioni, chiamata M-teoria (M sta per membrana).

 

La teoria M e il multiverso

Praticamente in ogni episodio vediamo il nostro Rick viaggiare attraverso dei portali da un universo all’altro come se fossero a pochi centimetri di distanza, in effetti potrebbe realmente essere così. La nuova teoria (M-teoria) sostiene che la materia è composta da minuscole corde vibranti in uno spazio di 11 dimensioni (10+1), 7 in più dello spazio 3 D a noi noto (più la dimensione temporale). Le stringhe potrebbero essere aggregate a membrane 3 D (o più) immerse in uno spazio molto più ampio (l’iperspazio). In pratica abbiamo le stringhe “semplici” che compongono la materia che noi vediamo e tocchiamo, quest’ultime sono collegate alle estremità ad una membrana che circonda l’intero universo. Questa membrana potrebbe essere una piccola parte di tante altre membrane (universi) anche molto vicine tra loro, all’interno dell’iperspazio. E’ come se l’iperspazio fosse una forma di pane e ogni membrana fosse una fetta all’interno del quale ci sarebbe un universo. Insomma potremmo avere un intero universo ad un palmo di naso e non riusciremmo ad accorgercene.

Realtà o fantasia?

Il problema più grande di questa teoria è che al momento non è dimostrabile (né confutabile) poiché non abbiamo gli strumenti adatti per osservare una cosa così piccola (la stringa). Una cosa piuttosto positiva è che grazie ad essa si sono fatti molti passi avanti nel campo della matematica, inoltre potrebbe spiegare molte cose del nostro universo, una tra tutte è il motivo per cui la forza di gravità è la più debole tra le quattro forze fondamentali (elettromagnetica, nucleare debole, nucleare forte e gravità), basti pensare ad un magnete appeso al frigo che nonostante la differenza di proporzioni (terra-frigo) riesce comunque a vincere la forza di gravità. La spiegazione che ci dà la teoria consiste sul fatto che i gravitoni (ipotetica particella elementare responsabile della forza di gravità) sono costituiti, a differenza di tutte le altre particelle, da stringhe chiuse ad anello, quindi non “attaccate” alla membrana e in grado dunque di viaggiare nell’iperspazio. La materia presente in un Universo, in altre parole, potrebbe interagire attraverso la gravità con la materia presente in un altro Universo. In un prossimo futuro se riuscissimo a dimostrare la teoria delle stringhe e l’esistenza dei gravitoni potremmo comunicare da un universo all’altro utilizzando la gravità, ma per il momento non ci resta che sognare.

Le stringhe aperte restano attaccate alle membrane, le stringhe chiuse fluttuano.

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