REGINE IN GUERRA: ANALIZZIAMO IL DIFFICILE RAPPORTO DI ELISABETTA I CON MARIA STUART

Il lungo regno di Elisabetta I è senz’altro uno dei più emblematici della storia inglese. La prima vera regina d’Inghilterra segnò la storia con le sue riforme, ma dovette affrontare anche moltissime sfide. 

Maria Stuart (Saoirse Ronan) ed Elisabetta I (Margot Robbie) a confronto in una locandina del film.

È risaputo che gli inizi di Elisabetta I non furono affatto felici. Suo padre, Enrico VIII, era un misogino disturbato e sua madre, Anna Bolena, era morta nel più brutale dei modi. Solo la morte della sorellastra, Maria la Sanguinaria, lasciò ad Elisabetta la libertà tanto agognata, concedendole addirittura il diritto di regnare. Nell’immenso e rivoluzionario regno, lungo ben 45 anni, non mancarono le sfide pronte a minare la sua autorità e la sua credibilità. Prime fra tutte vi fu Maria Stuart, regina di Scozia, legittima rivale sul trono d’Inghilterra.

“MARIA REGINA DI SCOZIA”

“Maria regina di Scozia” è un film del 2018, adattamento cinematografico della biografia My Heart Is My Own: The Life of Mary Queen of Scots scritta da John Guy. Il film racconta la storia di Maria Stuart, italianizzato Stuarda, regina di Francia e poi di Scozia. La pellicola inizia nel 1561 quando muore il delfino di Francia, Francesco I, marito di Maria, costringendo la vedova a tornare in Scozia alla corte del fratellastro Giacomo Stewart, in attesa di rivendicare la corona scozzese e la successione al trono d’Inghilterra. Elisabetta I Tudor, regnante protestante, vergine e nubile, si sente immediatamente minacciata dalla donna, in quanto ritiene possibile che Maria possa avanzare pretese sul trono. Inizia così un lungo gioco di amanti e matrimoni strategici. Elisabetta, malaga di vaiolo, cerca di sistemare Maria con il suo amante, Robert Dudley. La Stuart credendo Elisabetta già deceduta, accetta di sposarsi, così da poter rivendicare il trono. La regina inglese, gelosa, tenta di richiamare a sé il suo amante, mandando a Maria un altro spasimante, lord Darnley, di cui la sovrana si innamora suo malgrado. Il matrimonio avviene, malgrado i timori del consiglio inglese e Maria genera un erede, nonostante la scoperta dell’omosessualità del marito. Pian piano Maria si ritroverà sempre più ad attirare le inimicizie di chi vuole la Scozia per sé, compresi il fratello e il marito, e sarà costretta a cercare l’appoggio di Elisabetta per tutelare il nascituro. A dispetto di ciò, John Knox, ex membro del consiglio protestante, coglie ogni occasione per screditare Maria e deporla dal trono. Maria decide così di incontrare Elisabetta in gran segreto, chiedendole aiuto e protezione. Elisabetta afferma non poter aiutare una cattolica, ma giura di proteggerla, nonostante le confessi di invidiare la sua bellezza e il suo bambino. Fa imprigionare Maria in Inghilterra per molti anni, finché quest’ultima non viene accusata di un complotto contro la regina. Nonostante Elisabetta sia conscia dell’innocenza della cugina firma comunque la condanna a morte per decapitazione. Il film si conclude nel 1603, alla morte di Elisabetta. Ella, senza eredi, lascerà il regno di Scozia e Inghilterra al nipote Giacomo, figlio di Maria, come le promise anni prima.

Maria in una scena del film.

IL PIÙ GRANDE ERRORE DEL FILM

“Maria regina di Scozia” è un film di ambientazione storica diretto dalla regista emergente Josie Rourke. Il film è liberamente tratto dalla vera storia di Maria Stuart, regina di Scozia, cugina della famosissima Elisabetta I, regina di Inghilterra. Nonostante la fotografia impeccabile, i vestiti sgargianti e le ricostruzioni sceniche accurate, la pellicola si prende diverse libertà moderne storicamente fuorvianti. Prima fra tutte la relazione tra Maria ed Elisabetta. Tutto il rapporto tra Maria ed Elisabetta, cugine di sangue, viene liberamente reinterpretato. Emblematico è il loro incontro, totalmente inventato, poco prima dell’esecuzione della sovrana scozzese. Entrambe capiscono di essere state manovrate dagli uomini, Maria da suo marito e suo fratello, Elisabetta dai suoi consiglieri, e le due sembrano quasi biasimarsi a vicenda. Questo dialogo, condito da discorsi troppo moderni per l’epoca, svia completamente il rapporto che in realtà vi era tra le due donne. Ad Elisabetta non importava niente di Maria se non per motivi puramente politici. Elisabetta pensava di tutelarsi imprigiona do Maria per 19 anni. Non fu così. La prigionia a Londra di una regina consacrata dal Papa, che invece aveva scomunicato Elisabetta nel 1570, dava solo motivo ai sostenitori di Maria di screditare il suo regno. La decisione di decapitarla non fu sofferta né tantomeno presa a malincuore. Elisabetta la accusò di congiura e sostenne addirittura un tentativo di liberarla, generando un grave precedente utile a giustiziarla. Tentennò solo perché voleva evitare un processo pubblico, preferendo farla eliminare in gran segreto.

ELISABETTA I

L’ipotesi secondo cui Elisabetta fosse gelosa di sua cugina Maria non è del tutto campata in aria. Come lei stessa dice durante il loro primo incontro, l’amore non è mai stato nelle sue priorità, tanto meno una gravidanza, preferendo piuttosto concentrarsi sulla Ragion di Stato. Senza dubbio fu questa la più grande particolarità del regno di Elisabetta. La sua verginità autoimposta fu d’ispirazione, motivo di biasimo quanto di vanto e a lei fu addirittura dedicata una delle tredici colonie americane, la Virginia. In verità la Tudor probabilmente giocò d’anticipo scegliendo di non sposarsi. La sovrana era ben conscia della tragica fine che fece sua madre, Anna Bolena, da lei profondamente amata, e così decise di non accompagnarsi per evitare i pericoli di corte che tanto ben conosceva. Davvero Elisabetta si ammalò di vaiolo nel 1562, rimanendo storpiata in volto e perdendo tutti i capelli, costringendola a mascherare tutto con uno spesso strato di cerone bianco e parrucche rosse. Questo fu un trauma per lei, considerata da tutti molto vanitosa, tanto da passare quattro ore a prepararsi, forzando le sue dame ad apparire sciatte in pubblico così da farla risaltare. Possedeva non meno di duemila paia di guanti e tendeva a reclamare su di sé le attenzioni di ogni persona presente in sala. A fronte di questo non è così di fantasia che la sovrana fosse gelosa di lord Dudley, quando questi iniziò a corteggiare Maria. Non mancavano, infatti, le dicerie sui suoi amanti. In mezzo ai vari Francis Drake e Robert Devereux vi era infatti Robert Dudley. Egli era il favorito della regina, al suo fianco fin dall’infanzia. Salita al trono Elisabetta concesse ogni privilegio all’amico, donandogli anche il titolo di “Master of the horse”, carica di alto rango alla corte inglese. Lo voleva costantemente vicino, a corte e in viaggio, concedendogli libertà commerciali e molti beni immobili. Elisabetta lo adorava, lodandolo fino all’imbarazzante in parecchie occasioni. La sovrana, inoltre, era solita visitare, sia di notte che di giorno, le stanze di Dudley.

 

 

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