Il dandismo di Oscar Wilde e la trasgressione di Achille Lauro ci insegnano la libertà

Nell’Ottocento Wilde promuoveva la libertà in amore attraverso il dandismo e l’estetismo. Lo stesso fa oggi Achille Lauro, seppur con modalità diverse.

Un’immagine dello scrittore Oscar Wilde.

Le opere di Wilde sono riconosciute in tutto il mondo come capolavori; anche le canzoni di Achille Lauro stanno avendo grande riconoscimento. Il cantante si è esibito sul palco di Sanremo e, dopo aver vinto il festival di San Marino, si prepara a volare alle Eurovision. Attraverso il loro estro artistico i due comunicano messaggi importanti: accettazione del prossimo, amore libero e gusto estetico eccentrico e colorato.

Il De Profundis: un manifesto dell’amore omosessuale

Che Oscar Wilde fosse omosessuale è risaputo: la cosa fu purtroppo di pubblico dominio dopo la sua condanna penale. Egli fu infatti accusato di grave indecenza a causa dei suoi atti omosessuali e questo lo condannò al carcere e alla morte prematura a soli 46 anni. Negli anni di prigionia, tuttavia, egli scrisse il De Profundis, una lettera in cui l’autore scava nel più profondo della sua anima per esternare pensieri, rimembranze, ossessioni ed evoluzioni intellettuali provocate anche dalla sua permanenza in cella. Egli ripercorre così molte fasi della sua vita, raccontando della sua relazione con l’amante Alfred Douglas. É proprio a lui che la lettera è indirizzata: Wilde vuole riportare a galla la coscienza impaurita del giovane che lo aveva persino spinto, per proteggersi, a schierarsi pubblicamente contro lo scrittore. Nell’opera si può distintamente avvertire l’amore del poeta, il quale tenta di difendere e spiegare i suoi sentimenti e la sua omosessualità. Due anni di isolamento sono molti ed egli li passa continuando a sperare in un riavvicinamento con il suo amato, eppure la tristezza di tale situazione lo porta a comprendere che il suo amore, sincero e smisurato, non potrà mai equiparare quello sterile che Alfred prova verso di lui. Nonostante ciò, quello che gli succederà uscito dal carcere non gli importa: tutto quello che spera è di rivederlo, il resto non ha imporanza. La lettera si conclude con un consiglio per Alfred: quello di non aver paura del passato, poiché è meglio accettarlo e andare avanti piuttosto che tormentarsi e nascondersi. Un perdono, quindi, che segue al rimprovero, e l’accettazione di un amore tale da non riuscire a respingere quello violento e oscuro del suo amato.

Cantanti e politici sui carri del Carnevale di Viareggio 2022: Achille Lauro si complimenta con l'artista - gonews.it
Fotografia di uno dei carri presentati al carnevale di Viareggio. Ad essere contemporaneamente il papa e il re dei folli è proprio Achille Lauro. Con la sua irriverenza, la sua trasgressione ai limiti della provocazione e il suo coraggio nel promuovere la libertà d’amore e sessuale, è stato scelto come ideale per incarnare queste due figure. Religione (che esige di essere svecchiata e che viene presa di mira dal cantante per contrapposizione ai suoi ideali) e follia, sempre in grande stile, per il cantante incoronato Re di questa festa.

Me ne frego: il guanto di sfida all’amore convenzionale

Lo stesso tema è declinato in una delle canzoni che più ha fatto scalpore durante la diretta del festival di Sanremo. Achille Lauro si è infatti presentato sul palco vestito da San Francesco, per poi togliersi la pesante cappa giunto al ritornello, rimanendo con addosso una tuta color carne brillantinata. La canzone parla d’amore (in contrasto con l’abito volutamente religioso indossato), ma sottolineando l’incapacità di reagire davanti alla persona amata. L’io del cantante, cioè, è disposto a tutto pur di stare accanto alla ragazza che ama – in un modo non dissimile a quanto avviene ad Oscar Wilde che, una volta uscito di prigione, ricomincerà la relazione con il suo amato Douglas. Ciò che viene qui cantato è l’essere disposti anche a sopportare le bugie dell’altro, di essere illusi e soggiogati. La speranza di tale lotta ad armi impari è di riuscire in cambio a conservare e mantenere qualcosa di vero e struggente, frutto di questa passione incompletoa e che avvelena, ma che è anche estremamente dolce.

Anche nei video musicali si esprimono concetti importanti come la valorizzazione della diversità e la libertà sessuale in tutte le sue forme. In “Non sei come me” ad essere protagonisti del video sono tutti i rappresentanti del genere umano: dai bambini agli anziani, da esponenti della comunità transgender a quella omosessuale,  in un inno all’uguaglianza e all’amore che sa spingersi oltre il concetto di diverso per infine accettare. In “Ulalala” il cantante inneggia poi al piacere sessuale in tutte le sue forme attraverso la rappresentazione di una moltitudine dai tratti orgiastici in cui compare lui stesso.

Achille Lauro svela il significato del terzo quadro di Sanremo: vivere la vita come si vuole
Nella terza serata di Sanremo 2021 il cantante ha deciso di rendere omaggio al genere pop attraverso un travestimento dall’aura religiosa. Sul suo account di Instagram ha scritto: “Le mie benedizioni sono in realtà un invito a vivere la vita con il senso che ognuno desidera. Realizzare i propri sogni, nella totale libertà. Davanti a Dio siamo tutti uguali.”

L’importanza di chiamarsi “dandy”

Wilde fu un amante della bellezza tanto da definirsi un esteta. Per questo motivo teneva molto all’apparenza, dalla presentazione di una sala alla cura del proprio vestiario. Non stupirà quindi che accanto all’estetismo abbracci fermamente anche il dandismo, comportamento consistente nella cura per il proprio modo di vestire e un’attenzione particolare all’eleganza. Questo comporta anche un’enfatizzazione eccentrica sul piano individuale, caratterizzata pure da forme ironiche e dall’assoluto disprezzo per la mediocrità borghese. A ciò si accompagna poi una vita sfarzosa e in totale contrasto per atteggiamento e modo di presentarsi (che va oltre la mera esibizione di eleganza nel vestiario) rispetto alla massa, che viene disprezzata e di cui  si rifiutano i principi egalitari.

Anche Achille Lauro per certi versi abbraccia questa corrente di pensiero: una delle peculiarità del cantante è quella di (s)vestirsi (specie nei videoclip musicali e durante le esibizioni pubbliche) entro costumi sfarzosi che spesso richiamano opere d’arte (dai dipinti alle sculture). Il tutto è accompagnato da un trucco impeccabile e da effetti spettacolaristici che hanno il risultato di rendere ogni sua performance indimenticabile. Oltre a questo, da un punto di vista concettuale, il “dandismo moderno” dell’artista ha lo scopo di aggiungere un’ultima pennellata al quadro della canzone, provocando inevitabilmente il pubblico e fornendo ulteriori srumenti per analizzare i suoi testi.

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