Quattro musicanti sulla via di Schopenhauer

Quattro protagonisti uniti dalla morte collegano il cantautore Vinicio Capossela e il filosofo Arthur Schopenhauer

Vinicio Capossela (fonte Napolike)

Un asino, un cane, un gatto e un gallo: l’improbabile quartetto che sulle note di una marcia trionfale segue quella che per loro è l’unica via di salvezza. Camminare, e cantare, verso Brema

Ballata per uomini e bestie

un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura

Dichiara Vinicio Capossela riguardo il suo ultimo album, l’undicesimo di una lunga serie di successi. Nei suoi quasi trenta anni di attività, l’opera di Vinicio è riuscita a riproporre musicalità e temi nuovi, guardando sempre con occhi illuminati una realtà che, dopo tante pubblicazioni, poteva risultare poco stimolante; vincitore della Targa Tenco 2019 come miglior album in assoluto, la quarta in carriera, Capossela riprende le sue ballate e i suoi versi più romantici, spaziando così da ”Perfetta letizia” a ”La ballata del porco”, senza lasciare fuori argomenti più attuali trattati con attenzione pungente in ”La peste”, ”Il povero Cristo” o ”Danza macabra”.

Tra tutte le tracce quella rivolta a tutte le specie pare proprio ”I musicanti di Brema”, la storia di un asino destinato a cedere la sua pelle per un tamburo che decide di fuggire verso Brema portando con se la sua bella voce e tanta curiosità per l’avvenire. Sul tragitto scopre di non essere il solo in quella situazione e così raccatta prima un cane, poi un gatto e infine un gallo destinato a diventare brodo nel giorno di festa e dotato di una forte voce.

L’unica via di salvezza

Ogni protagonista è accompagnato dalla descrizione della loro condanna: il padrone non ha più bisogno dell’asino ormai vecchio, il cane non è più buono per la caccia mentre i vecchi denti del gatto, dopo una vita trascorsa ad ammazzare topi, non son più affilati. Ognuno di loro vive con angoscia i loro ultimi giorni tra bastonate, fucili pronti a sparare e pentole pronte per il brodo, fin quando l’asino non dona speranza a tutti i disperati, la Banda Municipale di Brema. Allora, da quella che per loro era ormai lotta alla sopravvivenza, decidono di staccarsi da quel mondo, evadere a passi di una marcia trionfale di liberazione.

È questa dunque la loro via, l’arte e in particolare la musica, proprio come sosteneva il filosofo settecentesco A. Schopenhauer, che considerava quest’ultima come il modo più efficace per allontanarsi dalla vita e seguire quelle melodie astratte per contemplare, seppur per un periodo limitato, il nirvana, la salvezza dalle angosce della loro misera vita.

Arthur Schopenhauer (fonte ArtSpecialDay)

Schopenhauer e l’evasione dalle volontà

Arthur Schopenhauer è stato un filosofo vissuto cavallo tra il settecento e l’ottocento la cui filosofia riporta influssi platonici e di filosofie orientali, nonché un particolare pessimismo che lo porta a criticare l’ottimismo cosmologico (Voltaire e il concetto del miglior mondo possibile), l’ottimismo sociale (considerando ogni uomo in lotta con l’altro), e l’ottimismo storico (secondo il quale la storia procede in modo progressista). La sua concezione di uomo è dominata dal dolore e il mondo non è altro che un’arena di esseri angosciati che lottano tra di loro, lotta che storicamente si ripete sempre cambiando le parti. L’asino e la sua compagnia lottano e si difendono dai loro padroni che, una volta tratto da loro tutto l’utile, decidono di toglierli di mezzo e anzi, vedono dell’utile anche nella loro morte. In questa continua ed eterna lotta in cui neanche l’amore può aiutare l’uomo proprio come il suicidio, Schopenhauer concepisce tre metodi, tre vie, che allontanano l’uomo da ogni desiderio, da ogni illusione.

La prima di queste vie è l’arte, quella scelta da Vinicio Capossela per salvare i suoi musicanti; l’arte e in particolare la musica, ha il potere di allontanarci dal mondo, permettendo una libera e disinteressata contemplazioni di forme pure. I musicanti allora si avviano senza alcuna certezza e con tanti problemi, come quello del cane”ora in mezzo alla strada il pane come lo guadagnerò?‘, ma con la speranza, quella dell’asino ‘di meglio della morte troveremo qualcosa da fare‘.

Seguono poi la pietàs, il compatire, condividere il dolore altrui dimenticando quello personalee, infine, l’ascesi che giunge alla drastica eliminazione di ogni desiderio.

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