L’ultimo bilancio delle vittime è stato ad inizio luglio, sono 1136 i morti nello scontro in che si perpetua dal 15 aprile.

Pochi giorni fa l’associazione umanitaria italiana Emergency ha aperto un nuovo centro di chirurgia e traumatologia a Khartoum, capitale del Sudan. Il motivo è l’attuale guerra civile che si sta svolgendo all’interno dell’intera nazione.
Il contesto
Il Sudan è una nazione che conta circa 50 milioni di persone (per avere un termine di paragone, l’Italia ne conta circa 60) e 40 anni di guerre civili dall’indipendenza ad oggi.
Il Sudan è un’ex colonia britannica. L’impero e l’Egitto, occupato a sua volta dagli inglesi, hanno governato la nazione africana prima dell’indipendenza del 1956.
Come spesso succede nelle ex colonie in Africa, il perimetro nazionale del Sudan comprende una vastissima varietà di gruppi etnici, linguistici e religiosi. Questo fattore porta è spesso diretta causa di violenti scontri politici e militari.
Il Sudan vede principalmente una divisione tra il nord, dov’è presente il gruppo predominante di musulmani arabi, e minoranze nel sud e ovest, principalmente cristiane e animiste.
Dall’indipendenza, nella nazione si sono svolte numerose guerre civili. La prima ha avuto luogo tra il 1955 e il 1972, al termine della quale, con l’Accordo di pace di Addis Ababa il sud riesce ad acquisire indipendenza. Purtroppo nel 1983 scoppia un altro scontro che avrà fine solo nel 2005. Durante questo periodo, verrà introdotto un sistema legislativo basato sull’islam discriminante verso le minoranze nel sud e dell’ovest. In più, nel 1993 Omar al-Bashir prenderà formalmente il potere: è l’inizio di un opprimente governo dittatoriale.
Il genocidio del Darfur
Il Darfur è una regione posta ad ovest de Sudan in cui in soli due anni sono state uccise 200.000 persone. Il genocidio che si è verificato tra il 2003 e il 2005 è stato il primo del 21esimo secolo.
Nel 2003 era scoppiata una grossa ribellione contro il governo e l’atroce gruppo militare Janjaweed l’ha sedato. A causa del terrore sistematico imposto dalla milizia l’allora presidente-dittatore Omar al-Bashir è stato incriminato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.
Al termine dell’uccisione sistematica dei gruppi etnici non musulmani del Darfur, la seconda guerra civile del Sudan ebbe termine. Purtroppo però i conflitti non furono risolti e secondo Nesrine Malik, giornalista per il The Guardian, le cause dell’attuale guerra risiedono in questi anni.
Cosa sta accadendo
Il 13 aprile 2023 è scoppiato l’ennesimo conflitto in Sudan. I protagonisti dello scontro sono l’esercito governativo sudanese da un parte, comandate da Al-Burhan, e dall’altra le Rsf. Questi ultimi, le forze di supporto rapido, capeggiate da Mohamed Hamdan Dagalo, sono la formalizzazione delle forze militari della Janjaweed.
La capitale, così come tutto lo stato, è in preda ad un sanguinoso scontro. Khartoum è teatro di uno scenario surreale con missili e bombe che si abbattono sui civili. Il 18 agosto, Emergency ha aperto un nuovo centro di chirurgia e traumatologia a Khartoum. In questi pochi giorni sono stati accolti già 77 pazienti, 44 con ferite di guerra e 2 morti all’arrivo. Come sostiene Nesrine Malik, il collasso del paese è diretta conseguenza si una serie di fallimenti che si protraggono ormai da decenni.