Quarant’anni dalla strage di Bologna: un film ci racconta i nefasti di quel giorno tragico

Il 2 agosto 1980 alle ore 10:25 avvenne la strage di Bologna in cui persero la vita più di 80 persone e ne furono ferite più di 200

Quaranta anni fa, l’Italia intera, assistiva attonita all’esplosione di una bomba alla stazione di Bologna, un attentato che ancora oggi non si dimentica per la sua crudeltà. Ieri sera alle 21:30, in occasione dei 40 anni dalla strage, è stato proiettato, in Piazza Maggiore a Bologna, il film Codice Bologna di Paolo Fiore Angelini che tratta la strage e quelle ore terribili.

Un film che ha lo scopo di dire la verità

Ieri sera, domenica 2 agosto 2020, esattamente quarant’anni dopo la strage di Bologna, in Piazza Maggiore, è stato proiettato il film Codice Bologna, un documentario diretto da Paolo Fiore Angelini e prodotto da David Moscato, Roberto Lombardi e Andrea Cucchi di Kobalt Entertainment. In un articolo uscito su Gagarin – Orbite Culturali é il regista stesso a dichiarare lo scopo di questo film «Quando nel 1981 arriva la sentenza di Piazza Fontana che assolve tutti gli imputati, i familiari delle vittime della strage di Bologna si rendono conto che devono fare qualcosa, che, se non riescono a trovare un modo per far fronte a questa situazione, non otterranno giustizia come è successo agli altri familiari delle vittime» e continua poi dichiarando «Infatti, fino a Bologna e quindi fino alla sentenza del 1995, le stragi in Italia non avevano avuto condanne. L’Associazione si costituì non solo quindi per fare pressioni e sollecitare l’opinione pubblica, ma anche per aiutare il collegio di parte civile e i giudici stessi, acquisendo, organizzando e gestendo le carte e le piste d’indagine […] ». Una mossa ardua, ma decisa, per rendere giustizia a chi la attende da tempo.

Il racconto di uno dei giorni più bui della nostra nazione

Bologna, 2 Agosto 1980, nel pieno di una mattinata calda e assolata, un boato assordante invade la città. Una folla impaurita scappa dalla stazione e diffonde la notizia dell’accaduto: nella sala d’aspetto di seconda classe, piena di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, è esplosoun ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, causandone il crollo. L’attentato è il più grave atto terroristico mai avvenuto sul territorio italiano nel secondo dopoguerra. È anche l’ultimo di una lista lunga, lunghissima nella quale troviamo anche la tristemente famosa Strage di Piazza Fontana. Le due stragi sono tristemente famose per il loro essere entrambe atti della strategia della tensione; nota teoria politica che racchiude in sé i celebri anni di piombo dello stato italiano

Lo scopo del film spiegato dal regista

La pellicola è stata creata dal regista e dal produttore con lo scopo di raccontare la verità sulla strage di Bologna. Il regista stesso ha dichiarato: «La voce della verità è una voce eroica, perché i tentativi di metterla a tacere sono stati tanti. Questi tentativi, di diverse forme e caratteristiche, hanno dato come risultato l’ignoranza, prodotta da una disinformazione curata e ben fatta, e l’indifferenza. Nei giornali e nei quotidiani che si sono susseguiti nel tempo, le notizie sulle sentenze e sulla natura dei processi sulla strage di Bologna sono passati dalla seconda alla settima pagina. Una perdita di interesse progressivo della stampa che rende ancora più importante l’impegno civile dell’Associazione, che non è solo un dovere ma anche un diritto che la gente ha perso a causa del bombardamento mediatico. I cittadini devono essere consapevoli del proprio Paese per poter combattere per lui. Nel momento in cui il consorzio umano che costituisce la società è reso ignorante, viene abbrutito nel sapere e non partecipa più, viene allontanato dalla partecipazione sociale, ecco che allora quello che è un diritto si perde e si pensa sia solo un dovere». Lo scopo principale è questo ma non di meno lo sarà la memoria che spesso viene messa da parte.

 

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