La nostra storia ci suggerisce chi siamo: Atena e Kate Austen in cerca di sé

Ciascun essere umano nella propria vita deve conoscere il suo vero io. Le storie di Atena e Kate Austen ci suggeriscono cosa fare e non fare nella ricerca del sé.

La dea Atena in armi

La dea Atena e Kate Austen reagiscono in maniera opposta agli errori commessi nella propria storia. Le loro azioni sono utili per capire da dove partire nella ricerca e nella conoscenza del sé.

Kate Austen (foto di famousfix.com)

La storia dei Atena nella mitologia greca

La dea Atena è una figura dalla storia molto complicata, non tanto per quanto riguarda lo svolgimento dei fatti della sua vita, quanto più per la sua evoluzione interiore (la storia qui sotto riportata è narrata in gran parte dalla Biblioteca di Apollodoro e si ispira anche agli importanti spunti di riflessione offerti dalla serie di podcast Mythology di Parcast Network).

La nascita

Atena nasce direttamente da Zeus, che a seguito di un mal di testa lancinante, chiede a Efesto di aprirgli il cranio, da cui uscirà la dea, già donna e già armata di tutto punto.

Il ruolo nel pantheon greco

Questa prima epifania della dea sembra indicare chiaramente quale sarà il ruolo della nuova venuta: sarà dea della guerra. A questo punto però sorge un problema: c’è già un dio della guerra nel mondo greco, il “possente Ares”. Dunque che fare? Come accettare questo dualismo? Atena era una donna (inferiore all’uomo nel mondo greco), più debole e certamente meno esperta del grande Ares. La nuova arrivata avrebbe dovuto fin da subito trovarsi un altro ruolo nel pantheon greco, altrimenti sarebbe stata presto dimenticata e non avrebbe ricevuto onori e sacrifici dagli umani.

Il duello “amichevole” Pallade

L’occasione si presentò dopo il tragico evento di lotta contro la sua amica Pallade, ninfa marina, figlia di Tritone, che fu mentore della dea per i primi anni della di lei vita. Durante questo scontro la ninfa, distratta da un bagliore nello scudo di Zeus, spettatore privilegiato del duello, tardò la parata di un colpo di Atena, che la trafisse nel fianco, uccidendola. Da quel momento in poi non si sarebbe più dovuto parlare della dea Atena, ma di Pallade Atena, in onore della amica.

Dea del “genio militare”

La profonda sofferenza derivata da questo eccesso di foga, portò finalmente Atena a definire il proprio ruolo in termini più specifici: sarebbe stata dea della guerra, ma non tanto della furia guerriera, ispirata da Ares, quanto più del genio e della tattica militare. Chiaramente Atena svilupperà altre prerogative nel corso della sua vita, ma qui non c’è spazio per analizzarle tutte, perciò ci fermiamo qui, avendo chiarito uno dei ruoli principale della dea nel mondo greco e segnalando un’altra svolta decisiva nella storia della divinità: l’acquisizione del primato sulla città di Atene rispetto al dio Poseidone.

La storia di Kate Austen in Lost  [allerta spoiler]

La vita prima dello schianto

Prima dello schianto sull’isola, Kate Austen ci viene presentata come una fuggiasca. La sua vita è costellata da rapine e truffe e la giovane donna vive di espedienti: figlia di una madre debole, divorziata dal primo marito (padre di Kate) e schiava di una relazione sbilanciata e pericolosa con un alcolista, la giovane trova nella criminalità la sua fonte di sostentamento. Il giorno, o meglio la notte, che le cambia la vita, facendola diventare una spietata omicida da semplice ladruncola che era, arriva molto presto.

 L’episodio cruciale nella vita fuori dall’isola

Una notte, quando sua mamma non era a casa per motivi di lavoro, Kate decide di aspettare sveglia il suo patrigno, che puntualmente torna a casa ubriaco. La giovane, lottando per non essere violentata dall’uomo, lo mette a letto. Successivamente esce di casa e la fa saltare in aria, uccidendo l’uomo. Da quel momento la sua vita sarà all’insegna della fuga, alla ricerca dell’approvazione della madre. Nonostante l’atroce crimine commesso, cui si aggiunge l’omicidio colposo del suo più caro amico, Kate durante la sua fuga mostra anche tenerezza, debolezza e dolcezza.  Tuttavia la donna manifesta di non saper stare nello stesso posto per tanto tempo: la fuga è per lei evasione da ciò che ha fatto e che sa che la perseguiterà tutta la vita. Fino allo schianto sull’isola.

La vita dopo lo schianto

Sull’isola la frenetica vita di Kate subisce necessariamente un brusco rallentamento. Piano piano la ragazza dovrà imparare a convivere con ciò che ha fatto e con il fatto che la sua sia stata un’azione egoistica e non anche per il bene della madre, come aveva voluto farle credere e come lei stessa credeva. Subisce una grande tentazione sull’isola, a cui si lascia andare, come incapace di prendere una decisione definitiva. Il continuo rimbalzare da Jack a Sawyer è paradigma dell’insicurezza e dell’incertezza di Kate. Jack rappresenterebbe il superamento della sua vita passata, l’accettazione serena e l’apertura verso il proprio futuro; Sawyer, inizialmente così simile al suo patrigno, è invece una solida àncora al suo passato, da cui Kate non si libererà mai. Sarà infatti Sawyer a scegliere per lei, fidanzandosi e giurando eterna fedeltà a Juliette Burke e disancorando a forza la ragazza dal suo passato. Infine, troppo tardi forse, la donna decide e saluta il morente Jack con un “Ti amo” e con un bacio, rimpianto dell’occasione avuta e sprecata. Ora sarà lei da sola che dovrà trovare la strada verso il suo futuro. Purtroppo non possiamo sapere come sia andata a finire: la storia, da questo punto di visa, si interrompe sul più bello.

Conclusioni

Possiamo dunque affermare che le storie di Atena e Kate siano diametralmente opposte: la dea dagli errori del suo passato impara a definire il proprio io, crescendo in continuazione nel rapporto con se stessa; Kate invece non riesce a imparare dagli errori, ne viene sovrastata, e continua a vivere in un limbo che non la porterebbe molto lontana, non fosse per Sawyer, che prende per lei la decisione più importante. Atena, dunque, ci insegna l’importanza di sbagliare, e (paradossalmente!) che sbagliare è umano, ma che proprio dagli errori si può ripartire per crescere e migliorarsi. Kate invece è l’altra faccia della medaglia e rappresenta i pericoli dell’essere umano che affoga nel suo passato.

 

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