Toni dimessi. Il gusto per le piccole cose. Una velata malinconia quasi sempre presente. Queste alcune delle caratteristiche principali della musica indie che sono in comune con uno dei movimenti letterari più interessanti della letteratura italiana, quello dei crepuscolari.

La musica indie è un fenomeno ormai affermatosi nel panorama musicale italiano e ha molte caratteristiche che possono rimandare alla poesia crepuscolare. Attraverso gli autori di entrambi i generi faremo un rapido confronto.
Cos’è il Crepuscolarismo?
Quello deli Crepuscolari non è un vero e proprio movimento letterario, legato a un manifesto o alla figura di un caposcuola, ma piuttosto si tratta di un modo di esprimere in versi una concezione della vita dimessa e un po’ malinconica. I suoi maggiori rappresentanti sono Guido Gozzano, Marino Moretti e Sergio Corazzini. Il termine crepuscolare nasce da un articolo di Giuseppe Antonio Borgese sulla Stampa, usato in senso negativo per indicare una poesia priva di vita e ormai giunta al crepuscolo, proprio perché si trattava di un modo di comporre molto lontano dai modelli dell’epoca come Pascoli e D’annunzio, per citarne due. Il Crepuscolarismo prende nettamente le distanze dai paradigmi correnti, dando alla propria poesia toni pacati e privati, incentrati sulle piccole cose e su una visione del mondo malinconico. In questo senso il crepuscolo è l’ora adatta a questi poeti: le ultime luci danno un colore strano al mondo, a metà tra il rilassato e l’inquieto, e permettono l’emergere di pensieri privati, grigi e sconsolati come nel caso di “A Cesena” di Marino Moretti, o di alcuni passi de “La signorina Felicita” di Gozzano. Il poeta crepuscolare, inoltre, è spesso specchio del mondo esterno, degli oggetti che vede, le cui caratteristiche sono assegnate anche all’animo e alle emozioni di chi scrive. Non mancano poi messaggi d’amore, ma non certo nella pompa magna di D’annunzio o con la raffinatezza formale di Pascoli. Il linguaggio crepuscolare, coerentemente, è semplice e contribuisce all’allargamento del lessico della poesia, aumentando e diversificando le parole, anche semplici e prosaiche, che possono entrare nel linguaggio poetico.

La musica indie
Indie è un contenitore enorme per la musica, ma quello a cui ci riferiremo sarà principalmente l’Indie italiano di argomento amoroso e malinconico. I cantanti e cantautori di questo genere, spesso e volentieri su melodie lente e tristi, raccontano le proprie disavventure amorose, gli amori effimeri, le speranze deluse, con una particolare attenzione per i dettagli che hanno reso speciale la propria relazione. Nella maggior parte dei casi non viene cantato l’amore nella sua forma più stupenda e soddisfacente, quanto piuttosto le sue conseguenze, che rimangono visibili nella tristezza, nel cuore spezzato, negli oggetti abbandonati dall’altro membro della coppia. I momenti principi dell’indie malinconico sono la sera e la notte, spazi di riflessione e lacrime, di contemplazione e ricordo. A ciò spesso si aggiunge una sorta di epifania, il fatto che diviene chiaro che la relazione non poteva durare e che la felicità non poteva essere che momentanea.
I punti in comune
A questo punto quello che il Crepuscolarismo e l’Indie hanno in comune è chiaro e lampante. Prima di tutto i toni dimessi, il linguaggio colloquiale e la malinconia che emerge dai testi. Molto vicini sono anche per quanto riguarda le ambientazioni temporali di ciò che scrivono: la notte nel caso dei cantanti Indie, il crepuscolo per i poeti. Anche i luoghi frequentati sono simili, poiché né i primi, né i secondi sono amanti della raffinatezza dei salotti o dei locali alla moda, ma a comparire sono spesso le periferie o quartieri anonimi che hanno un significato solo per chi scrive. Per tornare al tema amoroso, vediamo poi che gli uni e gli altri lo vivono in maniera malinconica e spesso sofferente, chiusi nella loro bolla di pensieri e con speranze disilluse per i motivi più vari.