Quando un film peggiora un personaggio: differenze tra Commodo nel Gladiatore e nella storia

Molti film storici ci hanno abituato pensare alcuni personaggi della storia come particolarmente negativi. Questo avviene senza dubbio ne Il Gladiatore, dove l’imperatore Commodo ci viene dipinto in maniera eccessivamente peggiorata. 

Busto dell’imperatore Commodo

Commodo fu imperatore o princeps romano dal 180 (anno della morte del padre Marco Aurelio) fino al 192, anno del suo avvelenamento a seguito di una ennesima congiura senatoria. Nel film Il Gladiatore spicca come figura particolarmente negativa, in contrasto con l’eroe Massimo, protagonista e grande uomo. La storia però ci fornisce un’immagine diversa (e forse migliore) di questo imperatore romano.

Pollice Verso, by Jean-Léon Gérôme

La trama de Il Gladiatore

Il Gladiatore è un capolavoro di Ridley Scott, che racconta ciclicamente l’ascesa e la caduta di Massimo Decimo Meridio, comandante delle legioni Felix sotto Marco Aurelio. È una storia di vendetta: Massimo, designato imperatore dallo stesso Marco Aurelio, cade in disgrazia presso il figlio dell’imperatore, Commodo, che vuole ereditare il posto che gli spetta al comando di Roma. L’imperatore Commodo usurpa il regno, uccidendo il padre morente, e ordina ai suoi soldati di eliminare Massimo. Per le sue straordinarie capacità Massimo riesce a salvarsi, ma purtroppo non può arrivare a casa in tempo per salvare sua moglie e suo figlio, che sono violentati e crocifissi. Da qui comincia il ritorno di Massimo, che da generale diviene schiavo, da schiavo diviene gladiatore e da gladiatore uccide l’imperatore.

L’imperatore Commodo nel racconto

La figura di Commodo è dipinta da Ridley Scott secondo il canone che avrebbe adottato qualsiasi buon senatore romano dell’età di Commodo: egli è il cattivone, l’imperatore ragazzino, l’insicuro e lo squilibrato. Questo è ciò che il personaggio sembra essere: omicida del padre, folle d’amore per sua sorella Lucilla, che sembra ricambiare il suo sentimento più per paura che per effettivo amore. L’imperatore appare come inviso al senato, o meglio, ai pochi senatori di Roma che non fossero corrotti. Il suo grande amore per i giochi si declina in molteplici rappresentazioni agonali, che lui stesso faceva organizzare. Proprio in una di queste Massimo uccise l’imperatore. Importante sottolineare il senso di solitudine e di pericolo costante che l’imperatore sembra percepire per tutta la durata del racconto. Molti tratti di questo personaggio sono esageratamente caricaturali, ma in realtà Commodo non fu il princeps squilibrato, come dipinto nel racconto.

L’imperatore Commodo nella storia

Innanzitutto bisogna sottolineare che Commodo fu un imperatore con tendenze anti-senatoriali e questo fece in modo che la sua figura fosse ampiamente screditata dalle fonti. Innanzitutto è doveroso scagionare Commodo dalla colpevolezza per la morte di Marco Aurelio: piuttosto che credere che egli abbia pagato i medici per accelerare la morte del padre, diamo credito a Cassio Dione e alla Historia Augusta, sul fatto che sia stato lo stesso Marco Aurelio stesso accelerò la sua morte, rifiutando il cibo per quattro giorni. Gli stessi storici attestano che Commodo riuscì subito ad ingraziarsi l’esercito e il popolo attraverso ampie donazioni e concessioni. Le capacità di governo di Commodo sono provate anche dalla durata del suo governo: ricordiamo che il suo predecessore Marco Aurelio aveva regnato per diciannove anni e che invece suoi successori diretti, Pertinace e Didio Giuliano governarono per pochi mesi. Commodo regnò per ben dodici anni, un periodo che dimostra la sua attenzione nella gestione della politica, anche se in questi dodici anni dovette per davvero sventare molte congiure e molti attentati alla sua vita.

Politica estera e interna

In politica estera non furono molte le imprese degne di memoria: l’imperatore compì solo qualche spedizione contro i Germani. La politica interna fu invece più importante: la prima mossa del princeps fu quella di divinizzare il padre e celebrarne le vittorie contro i popoli nordici. Successivamente Commodo fece stilare le liste di proscrizione per eliminare molti personaggi influenti di Roma che pensava tramassero contro di lui. Un altro dato che emerge dalla storia (che ricordiamo essere filo senatoria e quindi sostanzialmente ostile a Commodo) è la sua passione per i giochi gladiatorii. Si dice che lui stesso abbia partecipato a molti giochi. Se le fonti che tramandano questa ultima informazione sono attendibili, allora potremmo anche accettare, in linea ipotetica naturalmente, il finale romanzesco de Il Gladiatore. In realtà però Commodo morì avvelenato nel 192 per una congiura ordita da un gruppo di senatori e Pertinace fu eletto suo successore.

Nonostante Il Gladiatore sia un capolavoro della cinematografia, resta però inattendibile storicamente, per soddisfare il desiderio comune di vedere il cattivo battuto e il buono trionfante.

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