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Quando la bellezza è alternativa: il caso di Winnie Harlow e la sua vitiligine

Quando la bellezza è alternativa: il caso di Winnie Harlow e la sua vitiligine

La bellezza, un concetto alla continua di cerca di nuovi modelli. Ma guardando al di là di questi modelli, c’è tanto altro, ugualmente bello. 

Chi di noi non si è sentito, almeno una volta, giudicato per il proprio aspetto fisico, per essere troppo alto, o troppo basso, magari in carne o del colore “sbagliato”? Purtroppo il nostro concetto di bellezza è effimero e si nasconde dietro modelli ideali, variabili, a cui non tutti possono assomigliare. E meno male. C’è bellezza oltre questi modelli? La risposta è sì, la bellezza è ovunque, è diversità, è avere ognuno qualcosa di unico e irripetibile. Come Winnie, la prima modella con la vitiligine. Se non sapete cosa sia, ve lo spiego io!

 

Chi è Winnie Harlow

L’abbiamo vista tutti almeno una volta, Winnie Harlow, la famosa modella che sfila in bicolore, diventata simbolo di inclusione. L’infanzia di Winnie non è stata certamente facile, è sempre stata vittima di bullismo, chiamata “zebra” dai suoi compagni di classe era addirittura arrivata all’idea del suicidio. Fu notata su instagram da Tyra Banks, modella molto influente negli Stati Uniti, che le propose di partecipare al programma televisivo America Next Top Model. Il pubblico se ne innamorò. Fu notata poi da Desigual che la volle come testimonial proprio per la sua carnagione “diseguale”, che si prestava bene a rappresentare il marchio. Da lì in poi la sua fama esplose. Ha lavorato per famosissime riviste come le edizioni spagnole e italiane di Glamour, Cosmopolitan, Vogue, Ebony, è apparsa in uno spot della bevanda Sprite e anche in una campagna per Swarovski. È stata citata in canzoni (Drake – Signs), ha sventolato la bandiera a scacchi del GP del Canada di Formula 1, fino persino a sfilare durante il Victoria’s Secret Fashion Show. Da allora Winnie celebra l’unicità della bellezza riuscendo ad abbattere tutti i canoni di perfezione dell’industria della moda.

Winnie al GP del Canada di Formula 1

Cos’è la vitiligine

Cos’è che rende Winnie “diversa”? Una patologia chiamata vitiligine. La vitiligine è una malattia benigna della pelle che colpisce i melanociti, cioè le cellule che producono il pigmento da cui dipende il naturale colorito della pelle (melanina). La conseguenza è la carenza (ipopigmentazione) o la totale assenza (depigmentazione) di melanina che si manifesta con la comparsa di macchie caratteristiche: la pelle diventa più chiara, quasi bianca. La vitiligine è un disturbo abbastanza comune, che colpisce circa l’1-2% della popolazione mondiale. Questa condizione può presentarsi ad ogni età, soprattutto dopo i vent’anni e indifferentemente tra maschi e femmine. La vitiligine può avere carattere familiare (la malattia tende a ripresentarsi all’interno della stessa famiglia) o acquisito. Per questo motivo le cause della vitiligine sono ancora sconosciute, sebbene la scienza continui a fare progressi a riguardo. Un’ipotesi proposta è l’attacco autoimmune dei melanociti, cioè un attacco del sistema immunitario ai propri melanociti, che smetterebbero di produrre melanina. A suggerire questo è il fatto che circa un terzo dei pazienti con vitiligine presenta altre patologie autoimmuni (malattia di Addison, diabete mellito, anemia perniciosa, morbo di Graves e tiroidite di Hashimoto). Come la maggior parte delle malattie autoimmuni, anche nel caso della vitiligine l’ereditarietà gioca un ruolo importante. Oltre alla predisposizione genetica, un altro fattore scatenante della vitiligine è lo stress forte e prolungato. Altre due ipotesi sono quella dello stress ossidativo, secondo la quale la vitiligine deriverebbe da un eccesso di produzione di specie reattive dell’ossigeno e quella del perossido di idrogeno, secondo cui un possibile fattore scatenante, sarebbe un’anomala ed eccessiva presenza di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) nelle cellule in grado di influenzare negativamente la normale pigmentazione cutanea. Purtroppo non è disponibile una cura definitiva per la vitiligine.

Lo sapevi che…

Testi indiani, risalenti a oltre 1500 anni prima della nascita di Cristo, già riportano descrizioni associabili alla vitiligine. La malattia è stata, tuttavia, a lungo confusa con altre condizioni associate a lesioni cutanee che comportano una variazione nella pigmentazione della pelle. Nella Bibbia, non viene fatta, ad esempio, una distinzione tra lebbra, ben nota malattia causata dal Micobacterium leprae, e vitiligine. Questa radicata confusione spiega la stigmatizzazione sociale ancora legata a questa malattia in alcuni Paesi. Tra gli Indu è quasi impossibile per una donna con vitiligine trovare marito. Lo storico francese Michael Pastoureau, nel suo libro “L’Etoffe du diable” riferisce come, fin dai secoli più antichi, sia esistito un processo di stigmatizzazione per tutti i tessuti e le superfici variegate, “portatori” di qualcosa di negativo e diabolico. L’esempio tipico è quello di Arlecchino con il suo vestito a chiazze: maschera che riscuote simpatia ma anche inquietudine. Nella Divina Commedia di Dante è una lince maculata, simbolo della lussuria, a impedire il cammino verso la virtù. È proprio grazie a persone come Winnie che negli ultimi tempi alcuni stigmi stanno venendo eradicati e la diversità non fa più poi così paura. Il cambiamento siamo noi, ricordiamocene sempre.

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