La svolta significativa alle nanotecnologie potrebbe arrivare dal Regno Unito. L’indipendenza dal petrolio sta iniziando. I ricercatori dell’università britannica di Portsmouth hanno scoperto una famiglia di enzimi che possono rappresentare una valida alternativa per l’utilizzo della materia organica. La notizia, pubblicata sulla rivista Nature Communications, implicherebbe anche un drastico taglio alle emissioni di CO2.

Come agisce un enzima

L’enzima è una particolare proteina, fondamentale per i vari processi vitali di anabolismo e catabolismo, che catalizza una reazione biologica e fa sì che questa possa avvenire in tempi più brevi rispetto a quanto succederebbe con la stessa reazione senza l’apporto enzimatico. Talvolta queste molecole sono così efficaci, da far compiere reazioni che in natura non sono spontanee. Il caso in questione comprende la famiglia di enzimi che va ad agire sulla Lignina (un pesante composto chimico- insieme alla cellulosa- presente nella parete di alcune cellule vegetali), modificandone la struttura interna, consentendo un riarrangiamento ed un utilizzo differente del composto stesso.

Gli enzimi hanno enormi potenzialità anche perchè vanno ad agire su una vastità di molecole, sia che esse siano naturali, sia create artificialmente, consentendone una trasformazione. La possibilità di modificare gli stessi catalizzatori biologici, li rende totipotenti.

immagini di tessuto vegetale al microscopio

Le nanotecnologie che cambieranno il mondo

I prodotti ricavati fin’ora dal processo enzimatico sono diversi, come nylon, fibre di carbonio, plastica e combustibili e già da diversi anni le nanotecnologie sono utilizzate per cambiare le proprietà dei vari materiali, come la plastica, che è un pessimo conduttore termico ed elettrico, ma che, con l’impiego di materiali nanoinclusi, cambia le proprie caratteristiche e proprietà. Tuttavia non è ancora possibile ricavare materiali puri al 100%, perciò le aziende che collaborano con questi innovativi laboratori di ricerca, per conciliare i bisogni dei consumatori e salvaguardare il benessere del pianeta, al momento hanno sviluppato prodotti ibridi, costituiti sia di plastica “da petrolio” che naturale.

pianta al microscopio

Nanotecnolgia significa anche agire sulle proprietà fisiche di un determinato prodotto: prendendo in esame sempre la plastica, Athanassia Athanassiou dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova, un centro d’eccellenza mondiale in materia, ha affermato di essere riuscita ad ottenere materiali con proprietà anti batteriche oppure magnetici o capaci di emettere luce, partendo proprio dalla degradazione di polimeri di lignina, pectina o cellulosa, preseti nella maggior parte delle sostanze vegetali.

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