Il Superuovo

Quando il peso insostenibile del mondo ci nega la leggerezza: da Milan Kundera a Calvino

Quando il peso insostenibile del mondo ci nega la leggerezza: da Milan Kundera a Calvino

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Il libro L’insostenibile leggerezza dell’essere e le Lezioni americane ci offrono un prezioso spunto nella riflessione sul binomio leggerezza – pesantezza nella nostra esistenza.

Milan Kundera e L’insostenibile leggerezza dell’essere

In un mondo impregnato di pesantezza nella sua essenza possiamo vivere in leggerezza? Questo è quanto si chiede lo scrittore ceco Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere. Scritto e pubblicato nei primi anni Ottanta, il romanzo è considerato un capolavoro letterario. Kundera ripercorre, sullo sfondo della vicenda, il periodo della Primavera di Praga. Un momento di liberalizzazione politica in Cecoslovacchia che lui ben conosceva e aveva vissuto in prima persona, spazzato via però poco tempo dopo dalla dittatura sovietica. Tutto il libro è cosparso di riflessioni filosofiche, con particolare attenzione alla teoria nietzschiana dell’eterno ritorno: sullo sfondo si agitano continuamente la lotta e la rivoluzione; al centro del racconto si ripetono continuamente vizi e tendenze dei protagonisti. La bellezza del romanzo sta, oltre che nella capacità di Kundera di mostrarci attraverso racconti esistenziali le variegate possibilità che ci offre la vita, anche nella sua capacità di far immedesimare il lettore nelle debolezze dei protagonisti. Queste sono conseguenze inevitabili del fatto che:

La leggerezza dell’essere è insostenibile, perché è uno schermo dietro cui nascondere la reale essenza della vita: la pesantezza esistenziale.

La trama del romanzo

Al centro del libro vi sono quattro personaggi che rappresentano diversi esempi di vita: Tomas, medico di fama sentimentalmente libertino; Sabina, pittrice dai numerosi amanti; Franz, professore universitario e sposato; Tereza, fotografa in cerca di amore e sicurezze, che nella Primavera a Praga, dove tutto è sogno e protesta, scende in piazza raccogliendo immagini da rivendere ai giornali. Due di questi, Franz e Tereza, improntano la loro vita a quella che Kundera definisce pesantezza; gli altri due invece, Tomas e Sabina, omaggiano la loro esistenza alla leggerezza. Tra Tereza e Tomas nasce da una serie di casualità un amore che non è esente da problematiche di fondo: Tomas non riesce a legarsi stabilmente ad un’unica donna e non rinuncia alla sua libertà nemmeno quando intraprende una relazione amorosa con Tereza, che in opposizione a lui vive all’insegna della fedeltà e della sua conseguente “pesantezza”. Benché consapevole delle numerose relazioni dell’uomo decide di non opporsi, pur di continuare a godere di quelle attenzioni che, a modo suo, le dimostra. Da qui emerge il suo desiderio malato di affetto, che la spinge addirittura ad instaurare un’amicizia con una delle tante amanti di Tomas: la pittrice Sabina, che incarna il ruolo di amante distaccata che fatica ad impegnarsi stabilmente. Quest’ultima è costretta a lasciare Praga e si rifugia a Ginevra, dove intraprende una relazione con Franz, professore universitario sposato che non riesce a nascondere alla moglie la verità: questo, nonostante gli faccia perdere tutto ciò che di più caro ha, gli permette di liberarsi per la prima volta da quella pesantezza e rigidità che aveva caratterizzato la sua esistenza.

Italo Calvino e la leggerezza nelle Lezioni Americane

Anche ad Italo Calvino, scrittore novecentesco nato all’Avana, è caro il tema della leggerezza. Non a caso apprezza molto il romanzo che ad essa ha dedicato Kundera, sostenendo che:

Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.

Calvino scrive le sue Lezioni Americane in vista di sei lezioni universitarie che però non è mai riuscito a tenere, a causa della sua morte. Il libro è dedicato a sei pilastri che secondo Calvino rappresentano un valore fondamentale da portare nel nuovo millennio: non a caso, il sottotitolo dell’opera è Sei proposte per il nuovo millennio. Il primo capitolo è dedicato alla Leggerezza, la cui ricerca è secondo l’autore un’indagine che dobbiamo intraprendere per contrastare il peso che la vita inevitabilmente porta con sé. Essa ci permette di approfondire le nostre conoscenze e stimola la nostra voglia di conoscere e l’intelligenza. Non si traduce, a differenza di quanto comunemente si potrebbe pensare, in superficialità o frivolezza: queste ultime rientrano nella categoria della pesantezza, in quanto non ci spronano a migliorarci.

Vivere con leggerezza la vita di ogni giorno

Quante volte fatichiamo a prendere decisioni che siano risolutive e ad allontanarci dalle abitudini che sappiamo in cuor nostro essere a noi dannose? Quante volte diamo troppo peso alle cose, relegandoci ad una condizione di pesantezza? Se vivere con leggerezza è facile a dirsi, non sempre lo è a farsi. Spesso ciò che ci accade ci sembra più grande di noi e non sappiamo gestirlo se non affidandoci a quel peso insostenibile che quell’accadimento riveste ai nostri occhi. Sebbene come sostiene Kundera anche tutto ciò che apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile, un antidoto a questa situazione di irrimediabile pesantezza che permea la realtà ritengo possa essere la capacità di dare sempre il giusto valore alle cose, valutandole con occhio obiettivo. Ciò implica non ingigantire tutto ciò che ci accade come se fosse più grande di noi, saperci dare la possibilità di cambiare e sbagliare, non volerci a tutti i costi adeguare ad una decisione presa in precedenza, in quanto solo così potremo planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

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