Alcune recenti ricerche stanno confermando l’esistenza di un profondo legame tra intelligenza e immaginazione. Il Cinema è uno dei portavoce di questa connessione.

Siamo nel 1968: Kubrick nel film “2001: Odissea nello spazio” anticipa l’invenzione del tablet. Nel 2000 Bill Gates presenta i primi prototipi del dispositivo portatile al Comdex. Un’invenzione prima immaginata e poi diventata realtà, dunque. Questo è solo uno dei molti esempi di come il potere immaginifico dell’essere umano abbia portato a sensazionali scoperte. Ma in che modo intelligenza e immaginazione sono interconnesse?
“Immagina, puoi”
Ok, George forse non avevi tutti torti. Se puoi immaginarlo puoi farlo e non perché lo dice la Fastweb, ma la scienza.
Piechowski, ricercatore nell’area cognitiva, afferma che l’immaginazione è il luogo in cui creare nuove esperienze e provare ad anticiparne le conseguenze. E’ anche il motore che consente l’ispirazione creativa, l’invenzione e la scoperta di nuove possibilità. Il suo mentore, il dottor Dabrowski, anni fa iniziò ad indagare la connessione tra immaginazione e intelligenza, studiando persone plusdotate. Insieme ad altri ricercatori, Dabrowski scoprì che uno dei fattori alla base di questa connessione è una forte intensità delle percezioni. Le persone plusdotate elaborano in maniera molto profonda le informazioni provenienti dal mondo circostante. Inoltre, posseggono “overexcitabilities”: delle iper-eccitabilità che gli permettono di vivere le esperienze in maniera più vivida e sentita rispetto al resto della popolazione. Secondo Dabrowski e Piechowski, le overexcitabilities si manifestano in cinque aree: intellettiva, emotiva, sensoriale, psicomotoria e, appunto, immaginativa.

Il legame tra immaginazione e intelligenza
Dobbiamo a Gardner l’intuizione secondo cui è più opportuno parlare di “intelligenze”che di “intelligenza”. Questo perché tale costrutto non è unitario ma composto da tante specifiche abilità. Recentemente, tra queste abilità è stata inserita quella immaginativa. A tal proposito, i ricercatori hanno scoperto che le persone dotate di intensa eccitabilità immaginativa presentano fantasia attiva, creatività, ricchezza di associazioni mentali, preferenza per ciò che è inusuale e una tendenza a sognare ad occhi aperti. I bambini che possiedono tale peculiarità possono prediligere giochi di creatività, uso di metafore insolite ma anche mischiare fantasia e realtà, avere amici immaginari, vivere in un mondo fantastico e amare le invenzioni. Da adulti, questi bambini presentano solitamente pensieri creativi e divergenti, mostrano passione per l’arte e un buon senso dell’humor. E’ il caso, forse, di molti registi visionari? Probabile. Fatto sta che l’immaginazione è quella parte dell’intelligenza che aiuta a pensare fuori dagli schemi, è il motore della creatività e fonte di innovazione.

Quando il Cinema inventa la realtà
Chissà se il piccolo Kubrick era come i bambini osservati da Piechowski. Quello che sappiamo è che nei suoi film ha anticipato alcune future invenzioni tecnologiche. Oltre al tablet, già citato prima, abbiamo il tenero HAL 9000: il supercomputer di bordo della nave spaziale di “2001: Odissea nello spazio”. Non vi ricorda un po’ Siri e Alexa?
E come dimenticare il volopattino di Marty McFly in “Ritorno al futuro – Parte II”? Beh, sappiate che è da poco diventato realtà grazie a un prototipo della Lexus. Sempre nella saga di “Ritorno al futuro” abbiamo altre due invenzioni che stanno prendendo forma nella vita reale: le Nike auto-allaccianti (lanciate sul mercato proprio dalla Nike nel 2011 e nel 2016) e le auto volanti (la compagnia slovacca AeroMobil ne ha sviluppato il modello 3.0, che può raggiungere i 200 Km orari).
Grazie alla saga di “Star Wars”, invece, abbiamo la prima mano artificiale: lo scienziato Benjamin Tee sta studiando la pelle elettronica che aiuterà le persone a indossare protesi artificiali. Lo stesso Tee ha rivelato di essersi ispirato proprio al film.

Altre invezioni ispirate dal Cinema
E’ sempre nella saga di “Star Wars” che appare uno dei primi ologrammi della storia. Siamo nel 1977 e la principessa Leia appare a Obi Wan Kenobi sottoforma di ologramma. Bisognerà aspettare il 2017 per vedere realizzato, in Australia, il primo tavolo olografico.
Ma andiamo ancora più indietro nel tempo. Nel 1964 l’equipaggio di Star Trek comunica con telefoni cellulari che si possono aprire e richiudere. Nel 1996 la Motorola lancia sul mercato l’indimenticabile StarTAC.
E adesso facciamo un ulteriore salto temporale all’indietro. Siamo nel 1927 , nel film “Metropolis” , il dittatore Fredesed utilizza un videotelefono per comunicare. Dagli anni sessanta in poi, il videotelefono inizia a diventare realtà.
Ci son voluti anni affinchè l’immaginazione rientrasse a far parte del circolo esclusivo delle più importanti abilità cognitive. Rendiamo grazie ai ricercatori, al Cinema e alla letteratura per questo.
In attesa di ulteriori orizzonti da scoprire, non dimentichiamoci che il primo passo per raggiungerli è immaginarli.
