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Quali sono i sintomi della dipenza da Internet? Ne parlano 5 esperti

Quali sono i sintomi della dipenza da Internet? Ne parlano 5 esperti

Negli ultimi tempi Internet si è rivelato una vera e propria opportunità. Ma quali sono i pericoli che nasconde?

Ad oggi, di Internet, proprio non ne potremmo fare a meno, grazie ai vantaggi che ci offre, ma alcontempo nasconde delle insidie. Infatti il rischio è il sopravvento che potrebbe prendere, portandoci ad una diminuzione delle relazioni sociali nella realtà.

Griffiths (1995)

Griffiths, psicologo inglese, utilizzò il termine “technological addiction”, ovvero dipendenza tecnologica, per riferirsi  ad una dipendenza  da comportamenti non-umani, ma uomo-macchina.Inoltre, rileva come l’uso eccessivo di Internet sia determinato dal bisogno di compensare alle carenze della propria vita personale, causate da scarsa fiducia in se stessi, dalla poca attività fisica, dall’incapacità di instaurare relazioni, fuggendo dalla realtà e nascondendosi nel mondo virtuale. Dunque la rete rappresenta un mondo nuovo, dove poter costruire una nuova identità, interagendo con altre persone oltrepassando i limiti personali. Evidenzia le analogie, che questa dipendenza ha con le dipendenze da sostanze stupefacenti:

  • dominanza: l’attività online domina i pensieri ed il comportamento del soggetto;
  • ricaduta: propensione  a riprendere l’attività online o l’assunzione di droga dopo l’interruzione;
  • alterazione dell’umore: l’attività online implica degli sbalzi del tono dell’umore, causando  eccitazione prima e rilassamento durante;
  • conflitto: si manifestano conflitti interpersonali e intrapersonali;
  • tolleranza: necessità di aumentare l’attività online per raggiungere l’effetto desiderato;
  • sintomi di astinenza: si avverte un malessere psichico e fisico se si interrompe o si riduce l’attività online.

Young (1996)

Young, psicologa statunitense, definisce la sindrome come Internet Addiction e pubblica una ricerca sulla dipendenza da Internet. Dopo poco fonda un centro online, il Cola, per curare i soggetti affetti da questo disturbo. Secondo la dottoressa, per parlare di dipendenza da Internet, occorre che per almeno sei mesi persistano cinque o più delle caratteristiche seguenti:

  • preoccupazione riguardo a Internet: il soggetto ripensa alle attività fatte in precedenza e pensa o anticipa quelle da fare in futuro;
  • modificazione dell’umore: il soggetto si collega a internet per sfuggire dai problemi della realtà;
  • bisogno di una quantità maggiore di tempo trascorso online: il soggetto avverte il bisogno di collegarsi online;
  • menzogne riguardo al tempo passato online: il soggetto nasconde ai familiari o altre persone il suo eccessivo uso di Internet;
  • ripetuti tentativi di ridurre l’uso di Internet: si impegna per controllare, interrompere o ridurre l’uso di Internet;
  • problemi di stress in famiglia, a scuola, al lavoro, con gli amici: mette a rischio studio, lavoro e relazioni;
  • ritiro in sé, se viene ridotto l’uso: manifesta depressione o irritabilità quando tenta di ridurre Internet;
  • problemi nella gestione del tempo: rimane collegato per un tempo maggiore rispetto a quello preventivato.

Cantelmi e Talli (1998)

Cantelmi e Talli, uno psichiatra e uno psicoterapeuta, italiani, proposero di utilizzare il termine Internet Related Psychopathology (IRP), poiché si tratta di molti disturbi e comportamenti online differenti tra loro. Nel 2007 hanno effettuato una distinzione tra fattori overt (manifesti) e covert (occulti). Per attestare la presenza di una dipendenza da internet è necessario che si manifestino per almeno sei mesi, due sintomi overt e due covert. Essi sono:

sintomi overt:

  • molto tempo passato online non giustificato;
  • irritabilità, depressione e nervosismo offline;
  • scarso rendimento a scuola o al lavoro, isolamento sociale.

sintomi covert:

  • irrefrenabile impulso a collegarsi ad internet;
  • tentativi di controllare e ridurre il tempo online;
  • ricorrenti pensieri relativi ad Internet;
  • frequenti menzogne relative all’uso eccessivo di Internet.

Alonso-Fernandez (1999)

Alonso-Fernandez, psichiatra e psicologo spagnolo, classifica due tipi di dipendenze. Le dipendenze antisociali o illegali: che si riferiscono alle dipendenze da sostanze e attività illegali. Le dipendenze sociali o legali: che derivano da droghe legali e da attività socialmente accettate. Queste sono favorite dal progresso tecnologico, creano stress, ma anche gratificazione. Tra queste, appunto, lo sviluppo di internet. Ma nel momento in cui si eccede nel suo utilizzo, si incorre tra le “nuove dipendenze”, cioè dipendenze comportamentali che hanno le stesse caratteristiche con le dipendenze da sostanze:

  • incapacità di resistere al comportamento;
  • persistenza nonostante le conseguenze negative;
  • aumento della tensione prima del comportamento;
  • sensazione di perdita di controllo;
  • sensazione di piacere durante l’atto.

Davis (2001)

Davis, professore di statistica statunitense, sostiene che l’uso eccessivo di Internet derivi da un meccanismo di rinforzo, in quanto l’attività viene ripetuta più volte, sperimentando il rinforzo positivo. Egli distingue due tipi di Utilizzo Patologico di Internet (PIU) definizione data per la prima volta dalla dottoressa Young, per indicare l’incapacità del soggetto, di controllare le sue attività online, quindi come un disturbo del controllo degli impulsi:

  • specifico: quando i soggetti dipendono da una funzione specifica di Internet;
  • generalizzato: quando i soggetti perdono del tempo online, senza un obiettivo specifico. Dipendenza soprattutto legata alla chat, posta elettronica, che  aumenta il desiderio di restare online.

Lo stesso, suggerisce di utilizzare il termine Specific Pathological Internet Use, per riferirsi a una dipendenza online qualsiasi.

 

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