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Quali sono le differenze e le similitudini tra l’epica e Star Wars? Vediamole con Omero

Quali sono le differenze e le similitudini tra l’epica e Star Wars? Vediamole con Omero

Star Wars è una delle saghe cinematografiche più amate di tutti i tempi e anche per questo se ne può parlare come di un’epica moderna.

Il genere umano ha sempre apprezzato le grandi epopee e per questo, fin dall’antichità, ha generato miti e saghe epiche; ciò avviene tutt’ora e Star Wars ne è un esempio lampante.

Star Wars e l’epica: le similitudini

L’epica per eccellenza, quella nota alla maggior parte dei lettori occidentali, è sicuramente quella omerica, nata probabilmente dalla coscienza collettiva del popolo greco e che ha come protagonisti gli eroi della guerra di Troia e Odisseo e il suo decennale viaggio di ritorno a Itaca. È proprio con questa che si può fare dei paragoni con la celeberrima saga di Guerre Stellari. Innanzitutto, la saga ideata da George Lucas, raccoglie in sé i due elementi cardine di Iliade ed Odissea: quello bellico, richiamato fin dal titolo, e quello avventuroso, che ha il centro nei viaggi e nell’esplorazione, in questo caso dei pianeti nella Galassia lontana lontana. La guerra che sconvolge la Galassia ha come protagonisti eroi senza paura e che, come i loro corrispettivi omerici, sono nettamente più forti e spesso anche fortunati dei comuni soldati ai quali è lasciato un ruolo di contorno. Nei viaggi, invece, prevale il gusto per l’esplorazione e per il bizzarro, la scoperta di popoli esotici e dalle strane fogge, nonché di mostri e paesaggi fuori dal comune. Un altro punto in comune con il mondo epico è la fioritura di opere parallele, di contorno o completamento della narrazione principale. Quindi, i numerosi spin-off, le serie animate e tutte le opere non canoniche dell’universo noto ai fan come “Legends” non sono che il corrispettivo della nascita delle storie degli eroi coinvolti nella Guerra di Troia, ossia i poemi del ciclo troiano, che comprendono, tra gli altri, i racconti dei nostoi, i viaggi di ritorno degli eroi ai loro regni. Chiaramente, se i poemi del ciclo obbediscono al semplice gusto greco per l’intrattenimento epico, l’ampliamento dell’universo di Star Wars è dettato anche da ragioni di profitto e marketing, volte a ricercare il maggior guadagno possibile.

 

Quali sono le differenze?

Trattandosi di opere che fioriscono a più di duemila anni di distanza è chiaro che oltre ad alcune similitudini, ci sono anche numerose differenze. La prima riguarda l’ambientazione, non tanto quella spaziale, quanto quella temporale. Caratteristica dell’epica classica tutta e quindi anche di quella omerica, è l’ambientazione del racconto in tempi molto lontani da quelli in cui si trova l’ascoltatore, in un passato dunque leggendario. Star Wars fa l’esatto opposto e trasporta lo spettatore in un futuro lontano, dove i viaggi tra i diversi sistemi solari appaiono più rapidi di un volo intercontinentale, dove la scienza ha fatto miracoli e la razza umana non è più l’unica nota nell’universo. Un’altra differenza sono le motivazioni che stanno dietro ai conflitti narrati di volta in volta. Nell’Iliade, ad esempio, la guerra è scatenata per riconquistare Elena e l’onore del marito tradito Menelao e i vari eroi vi partecipano per sete di bottino o di gloria, ideali pienamente in linea con l’ideale aristocratico greco di età arcaica. Guerre Stellari ha alla base delle sue guerre l’eterno conflitto tra le forze del bene, i Jedi, e quelle del male, ossia i Sith. Questo è un tema che ricorrere in tutti i film e le serie della saga, senza mai venire meno e che lo pone su un piano completamente diverso dall’epica omerica e dall’epica classica in generale.

Gli altri influssi su Star Wars

La saga che vede come protagonista la famiglia Skywalker risente però di altri influssi letterari, in primis quello dell’epica cavalleresca. La lotta tra il bene e il male è un tema tipico di questo genere, in cui i paladini cristiani, forze del bene, lottano fino allo stremo delle forze contro i pagani musulmani, che rappresentano le forze del male. Il grande e affascinante ordine dei cavalieri Jedi è molto simile e probabilmente ha subito l’influsso dei cavalieri di questi poemi, paladini della giustizia e alfieri del Bene, pronti a sacrificarsi per un ideale in cui credono. I Sith, dal canto loro, rappresentanti come succubi e fruitori della forza oscura, ricordano in molti casi i tanti maghi non cristiani che popolano le storie di Orlando e dei paladini di Carlo Magno. Infine, va sottolineata l’importanza della spada, arma principe del cavaliere Jedi e che deve sempre avere con sé. L’affezione per questo strumento è simile a quella che hanno i paladini verso le loro spade, armi eccezionali e che spesso hanno anche un nome proprio.

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