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Quali sono i 5 fattori che influenzano il modo di esprimersi in una lingua?

Scopriamo insieme come le lingue mutano e  perché esistono più varietà linguistiche attraverso un excursus tra dialetti e contatti con lingue straniere.

Come è facile intuire le lingue non sono un’entità immutabile ma nascono, si evolvono e muoiono. In questo articolo andremo ad analizzare brevemente gli agenti modificatori che agiscono in questo processo evolutivo utilizzando la classificazione generale che viene adoperata in sociolinguistica. Iniziamo subito!

Fattore 1: il tempo

Ovviamente nel corso del tempo la lingua subisce delle modificazioni rilevanti soprattutto sotto il punto di vista lessicale: il linguaggio è infatti specchio della società e si evolve seguendo di pari passo la tecnologia, le scienze e le tendenze del momento. Quando invece si hanno dei cambiamenti fonetici e morfologici (quindi strutturali), la lingua cessa di esistere in quella determinata forma assumendone un’altra, avviando dunque il processo di formazione di nuove lingue, come nel caso del latino e delle lingue romanze. In questo caso si parla di variazioni diacroniche.

Fattore 2: lo spazio

La lingua cambia oltre che nel tempo anche nello spazio. Naturalmente esistono migliaia di lingue nel mondo, ma le variazioni diatopiche possono avvenire anche all’interno di uno regione linguistica come l’Italia: basti pensare ai dialetti che si sono evoluti sotto l’influenza di sostrati e superstrati e sono molto diversi gli uni dagli altri, o anche alla diversa maniera in cui vengono pronunciate le parole o ancora ad un’intonazione molto differente.

Fattore 3: lo status sociale

È semplice intuire che anche nello stesso momento e nello stesso luogo la lingua varierà moltissimo. L’estrazione sociale dei parlanti influenzerà il loro modo di esprimersi (varietà diastratica) e anche nel caso dell’italiano si può individuare una lingua popolare substandard in contrapposizione ad una alta e formale.

Fattore 4: il contesto

Si parla invece di variazione diafasica quando la lingua si adatta al contesto: non ci sogneremmo mai di rivolgerci al nostro professore di linguistica dicendo “Ue bro, come butta?” né tantomeno diremmo ad un nostro amico “Buongiorno, sono lieto di vederla quest’oggi…” proprio perché appartengono a “fasi” diverse della nostra giornata.

Fattore 5: il mezzo di trasmissione

La lingua parlata e la lingua scritta presentano grandi differenze e possiamo quindi asserire che un altro tipo di variazione è quella diamesica, che varia cioè a seconda del mezzo di trasmissione. Nella lingua scritta ad esempio possiamo tornare indietro ed esprimere meglio un concetto, possibilità che nel parlato non abbiamo. Inoltre la lingua scritta ci permette di elaborare e riordinare meglio pensieri ed idee, ma ovviamente non consente la comunicazione immediata anche se tipologie di scrittura molto simili al parlato sono le chat, oggi molto usate dalle fasce d’età più giovani.

 

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