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Psicologia dei personaggi di “Squid game”: la spiega il buon vecchio Carl Gustav Jung

Psicologia dei personaggi di “Squid game”: la spiega il buon vecchio Carl Gustav Jung

Scopriamo insieme cosa direbbe Jung, armato di plaid, Netflix e taccuino, a proposito della serie che sta conquistando il mondo.

Carl Gustav Jung, voce fuori dal coro della teoria psicoanalitica, credeva che l’uomo fosse in continua lotta con se stesso. I personaggi di “Squid game” possono essere letti come la metafora di questa lotta.

L’eterno conflitto interiore dell’uomo

Nel suo libro “Tipi psicologici”, Jung traccia 8 profili di personalità per aiutarci a comprendere chi siamo e come ci muoviamo nel mondo. Questi profili si basano sull’analisi di quattro funzioni mentali fondamentali: il pensiero, il sentimento, l’intuizione e la sensazione. Sullo sfondo, la dicotomia introversione/estroversione. In base alla prevalenza e alla combinazione di tali funzioni, ecco il tipo psicologico a cui appartenete.
Dopo ne vedremo alcuni nel dettaglio.
Gustavo però non era un ingenuo, sapeva che il test messo a punto non costituiva una categorizzazione precisa delle persone. Semplicemente, ci ha fornito delle lenti d’ingrandimento con cui andare alla ricerca degli aspetti che ci rendono quello che siamo. E del perché, in determinate circostanze, attuiamo una scelta piuttosto che un’altra.
Cosa c’entra tutto questo con “Squid game”, la serie che sta spopolando attualmente su Netflix?
Scopriamolo insieme.

“Squid game” come metafora della vita

“Il gioco del calamaro”, questa la traduzione del titolo della serie che, in pochissimi giorni, è diventata la più vista di sempre sulla piattaforma Netflix. Perché?
Le motivazioni possono essere molteplici, una di queste è che i personaggi sono fortemente caratterizzati. Al punto da permettere allo spettatore di identificarvisi, nonostante la situazione paradossale in cui sono inseriti.
Guardando la serie, tutti noi ci siamo accorti delle differenze con cui i partecipanti affrontano i giochi.
Posto che le condizioni economiche, le regole e il procedimento siano uguali per tutti, a cos’è dovuta la differenza nel loro modo di giocare? Il nostro Gustavo risponderebbe che dipende dal tipo psicologico a cui appartengono.
Fermiamoci un attimo e consideriamo il mondo di “Squid game” come una metafora della vita: tutti, ogni giorno, lottiamo per la sopravvivenza. Non in condizioni così estreme, certo, ma è proprio in queste condizioni che, spesso, la maschera cade e si rivela il nostro vero volto.
Quando da perdere non abbiamo più niente.

I tipi psicologici dei giocatori di “Squid game”?

*Allerta spoiler*

La scena è questa: Jung è seduto sulla sua poltrona e sta guardando gli ultimi episodi della serie, ridendo sotto i baffetti. Chiama il suo amico Freud, sperando di non litigarci come al solito, e iniziano a discutere sulla psicologia dei personaggi.
Nel frattempo, Gustavo appunta sul suo taccuino a che tipo psicologico appartengono gli ultimi quattro personaggi principali rimasti in gioco:

  1. Intuizione-estroverso: Seong Gi-Hun.

Cosa salva il nostro protagonista dalla morte durante il gioco “caramello”? Un’intuizione. Questo tipo psicologico è quello che vede la possibilità e la potenzialità di qualcosa prima che si verifichi. Spesso ha molte idee ma non ne concretizza nessuna perché distratto da nuove intuizioni. Tuttavia, quando la sua capacità di equilibrare pensiero e sentimento esplode all’improvviso, può ritrovarsi a vincere senza nemmeno essere consapevole di come abbia fatto.

 

  1. Pensiero-estroverso: Cho Sang-Woo.

L’amico d’infanzia del protagonista. Freddo, calcolatore e opportunista. Ma ha anche dei difetti. Basa tutta la sua strategia di gioco sul pensiero logico e razionale, cercando di non farsi distrarre dai sentimenti. E’ totalmente orientato all’obiettivo da raggiungere: salvare sua madre dalle truffe che ha commesso. E, per farlo, sarà disposto a eliminare chiunque. Compreso se stesso.

 

  1. Sentimento-introverso: Kang Sae-Byeok.

La ragazza taciturna che accetta di partecipare per portare la sua famiglia fuori dalla Corea del Nord. Questo tipo psicologico è mosso principalmente dalla sfera emotiva, anche se all’esterno può sembrare freddo e distaccato. In contrasto col suo aspetto esteriore silenzioso e poco appariscente, Sae- Byeok osserva attentamente tutto quello che le accade intorno, pronta ad intervenire con coraggio e determinazione.

 

4. Sensazione-estroverso: Jang Deok-su.

Impulsivo e spietato, basa la sua strategia di gioco sulla forza e la subordinazione degli altri. Proveniente da un ambiente criminale, cerca di raggirare le regole a proprio vantaggio. Questo tipo psicologico agisce seguendo i sensi più primitivi, molto spesso a discapito della logica e dei sentimenti. Non sorprende che, alla fine, venga eliminato proprio da chi credeva di poter controllare.

La vera lotta è dentro di noi

Pensiero, sentimento, intuizione e sensazione. Queste le caratteristiche in conflitto nel gioco, come nella mente di ognuno di noi.
Visto in quest’ottica, “Squid game” può essere letto come la metafora del contrasto tra la parte razionale e irrazionale dell’uomo. Ovviamente, determinare chi è il vero vincitore non è mai scontato.
E tu? In quale giocatore ti riconosci?
In bocca al lupo. Anzi, al calamaro.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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