Il Superuovo

Milano ben figura nei progetti eco-sostenibili: il progresso che Parini auspicava già anni fa

Milano ben figura nei progetti eco-sostenibili: il progresso che Parini auspicava già anni fa

L’Italia è protagonista dell’ “Earthshot Prize”, l’iniziativa benefica indetta dal principe William che premia le più interessanti proposte eco-sostenibili.

L’Italia vede premiati i modelli di eco-sostenibilità di Crespina Lorenzana (Pisa) e Milano. Interessante come la città meneghina sia  punto di riferimento per il progresso ambientale: di ciò sarebbe contento Parini, testimone, nel ‘700, di una situazione del tutto opposta.

Il premio

Sensibile alle tematiche ambientali così come la consorte Kate Middleton, quest’anno il principe William d’Inghilterra ha indetto per la prima volta un’iniziativa benefica volta a premiare le più interessanti proposte o progetti in questo ambito. Il “premio Earthshot” – questo il nome scelto per l’evento – ha visto ricompensare cinque progetti per l’eco-sostenibilità, due dei quali portano la firma italiana. Il primo, con sede a Crespina Lorenzana (Pisa), vede come protagonista l’ Enapter, società che ha progettato generatori di idrogeno modulari ad alta efficienza in grado di produrre energia verde; il secondo è invece relativo al progetto del Comune di Milano finalizzato al contrasto dello spreco di cibo, il tutto mediante l’installazione di hub di quartiere per la raccolta. Queste due realtà, dunque, sono state premiate con una somma vicina al milione di euro: un buon incentivo alla prosecuzione delle attività green e/o sostenibili in generale.

La Milano del ‘700

Città modello per la sostenibilità economica e  ambientale nel 2021, luogo indecoroso e mortifero nel XVIII secolo: Giuseppe Parini ci racconta una realtà molto diversa da quella odierna nell’ode “La salubrità dell’aria”. Scritta nel 1759 per essere letta al cospetto dell’Accademia dei Trasformati, la lirica vede contrapposte due ambientazioni: quella campestre, genuina ed incontaminata, culla del lavoro nei campi, e quella cittadina, funestata dai cattivi odori e dalla sporcizia accumulata sui bordi delle strade e ai piedi dei palazzi. Il mondo contadino qui rappresentato assume le caratteristiche di un luogo idilliaco: con un abile gioco di citazioni e rimandi, inoltre, Parini fa sua la lezione virgiliana delle bucoliche e si abbandona ad un elogio ben articolato:

Oh beato terreno
Del vago Eupili mio,
Ecco al fin nel tuo seno
M’accogli; e del natìo
Aere mi circondi;                                 5
E il petto avido inondi.

Già nel polmon capace
Urta sè stesso e scende
Quest’etere vivace,
Che gli egri spirti accende,                 10
E le forze rintegra,
E l’animo rallegra.

[…] Quì con la mente sgombra,
Di pure linfe asterso,                          50
Sotto ad una fresc’ ombra
Celebrerò col verso
I villan vispi e sciolti
Sparsi per li ricolti;

E i membri non mai stanchi               55
Dietro al crescente pane;
E i baldanzosi fianchi
De le ardite villane;
E il bel volto giocondo
Fra il bruno e il rubicondo,                60

Dicendo: Oh fortunate
Genti, che in dolci tempre
Quest’aura respirate
Rotta e purgata sempre
Da venti fuggitivi                               65
E da limpidi rivi.

 

Usando toni anche piuttosto aspri Parini si sofferma poi sull’eccezionale sporcizia dell’ambiente cittadino; Milano stessa viene definita “città superba”:

Ben larga ancor natura
Fu a la città superba
Di cielo e d’aria pura:
Ma chi i bei doni or serba                              70
Fra il lusso e l’avarizia
E la stolta pigrizia?

Ahi non bastò che intorno
Putridi stagni avesse;
Anzi a turbarne il giorno                               75
Sotto a le mura stesse
Trasse gli scelerati
Rivi a marcir su i prati

[…] Ma al piè de’ gran palagi
Là il fimo alto fermenta;
E di sali malvagi
Ammorba l’aria lenta,
Che a stagnar si rimase                                95
Tra le sublimi case.

Quivi i lari plebei
Da le spregiate crete
D’umor fracidi e rei
Versan fonti indiscrete;                               100
Onde il vapor s’aggira;
E col fiato s’inspira.

Un modello da esportare

La denuncia del Parini, comunque sia, si sarebbe ben adattata a tante altre situazioni dell’Italia dell’epoca: l’assenza di impianti fognari adeguati  e l’incuranza generale erano alla base della vera e propria indecenza dei centri abitati. Il lento, lentissimo progresso tecnico e sociale della penisola italiana ebbe però il merito di migliorare una situazione di tale degrado. A ciò, ovviamente, contribuì anche l’accanita denuncia degli intellettuali come Parini stesso, del resto incanalato nella corrente illuministica che tanto si spese nel corso del XVIII secolo per un progresso – non solo intellettuale – della società civile. La gestione virtuosa della Milano odierna, allo stesso modo, si deve ad un illuminato lavoro degli amministratori in primis, ma anche al forte senso civico della popolazione. Quest’ultimo,  a sua volta, deriva anzitutto da una forte e  diffusa consapevolezza sulle tematiche ambientali. Ed è proprio questo il punto su cui soffermarsi: realtà virtuose come quella meneghina poggiano soprattutto su un tessuto sociale responsabile e dotato di una giusta sensibilità verso le tematiche green. Occorrerebbe, dunque, un vero e proprio contagio del modello-Milano verso le altre città italiane, molte delle quali – e ricordiamo il triste caso di Roma – versano tutt’oggi in condizioni drammatiche per quel che riguarda la sostenibilità ambientale ed il decoro pubblico.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: