Progresso per la tecnologia e regresso per la salute umana: i rischi della rete 5G

Mentre la maggior parte delle persone ne esalta i vantaggi, in pochi sono davvero consapevoli dei rischi legati alle frequenze della rete 5G.

(microwave journal)

Il dibattito sull’utilizzo del 5G, la nuova generazione di reti mobili di cui si sente spesso parlare ultimamente, è ad oggi tutt’altro che concluso. Non è ancora stato accertato, infatti, quanto questo tipo di onde influisca sullo sviluppo di tumori negli esseri umani. Quel che è certo è che tutti gli esperimenti eseguiti finora hanno mostrato risultati allarmanti.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo della rete 5G

Sfruttando le fasce di 37, 38 e 39 GHz, il 5G è stato progettato per garantire un download più rapido e una connessione più stabile tra dispositivi wirless. Ma i vantaggi non finiscono qui: non a caso, infatti, questo nuovo tipo di rete è stato definito l’Internet delle cose. Sebbene sia già in parte possibile controllare a distanza alcuni dispositivi domestici, il 5G ci permetterà di creare una vera e propria rete, un net, che garantirà il più elevato controllo su tutti gli apparecchi adatti questo tipo di connessione. Inutile evidenziare quanto ciò gioverebbe non solo ai cittadini, ma anche e soprattutto alle aziende che sfruttano l’impiego di macchinari automatizzati. I vantaggi che il buisness trarrà da una tecnologia così avanzata sono dunque moltissimi, così come i posti di lavoro che si verranno a creare. 
Eppure, come per ogni novità introdotta nella vita quotidiana, c’è sempre chi cerca di smentirne gli aspetti positivi riassumendo il tutto in un’unica parola: “complotto”. Ma sarà davvero così?

(le blog high tech & telecom de Xavier Studer)

Come funziona il 5G?

La trasmissione di dati avviene attraverso le frequenze. Sono queste ultime a “trasportare” le informazioni che saranno poi ricostruite dai dispositivi riceventi. Ogni frequenza può essere più o meno alta e, al crescere del suo valore permette il trasporto di più informazioni per unità di spazio. Ogni apparecchio sfrutta un determinato tipo di frequenze, rimanendo pur sempre in un intervallo ristretto a causa dei limiti imposti dalla tecnologia odierna. Il 5G abbatte questo limite, espandendo il range di onde utilizzabili e riducendone la lunghezza fino a un millimetro. Ciò consentirà di inviare più informazioni contemporaneamente allo stesso device, indipendentemente dal numero di utenti connessi. Proprio così, quest’ultimo fattore influirà di poco sulle velocità di upload e download a causa delle dimensioni delle onde che le rendono direzionabili. Ogni dispositivo comunicherà dunque singolarmente con l’antenna evitando rallentamenti della connessione.

I pericoli legati al 5G

Le onde millimetriche, tuttavia, sono costrette ad affrontare alcuni problemi che ne limitano l’efficienza: non sono in grado di coprire lunghe distanze e trovano difficoltà nell’attraversare oggetti solidi. Tutto ciò implica che, per poterne usufruire, sarà necessaria la costruzione di un elevato numero di antenne e un conseguente aumento dell’intensità del campo elettrico locale. In Italia, per legge, il limite massimo che quest ultimo può raggiungere è di 6 V/m. Con il 5G le norme vigenti dovranno essere modificate aumentando l’intensità massima del campo elettrico fino al valore di 61 V/m.

Ovviamente, di fronte a una così massiccia variazione delle condizioni esterne, i ricercatori hanno da subito condotto esperimenti per accertarne la pericolosità. In particolare sono stati condotti due studi scientifici in merito alla questione: uno da parte dell’Istituto Ramazzini di Bologna, l’altro dal National Toxicology Programme Americano.
Secondo la ricercatrice Fiorella Belpoggi le radiofrequenze sono di fatto un pericolo per la salute umana. Dal 2005 al 2008, infatti, nell’istituto bolognese è stato simulato l’effetto di un’antenna 2G sugli abitanti di un “condominio di topi”. Un trasmettitore di onde analoghe è stato infatti posto al centro di una struttura circolare contenente centinaia di gabbie per gli esemplari. Questi ultimi sono stati sottoposti a onde con frequenza pari a 1,8 GHz e a diversi campi elettrici. Va specificato, per chi non lo sapesse, che la scelta è ricaduta sui ratti perché sono uomoequivalenti, cioè capaci di reagire alle perturbazioni esterne in maniera molto simile a quella dal corpo umano. I risultati ottenuti dall’esperimento hanno confermato quelli degli scienziati americani: un’elevata percentuale degli esemplari ha sviluppato degli schwannomi, forme rarissime di tumori del cuore oltre che stress ossidativi e aumento di radicali liberi, effetti ormonali, aumento del calcio intracellulare, danni al cervello, alle ghiandole salivari e al nervo acustico.

Schwannoma vestibolare (Health jade)

Come affermato dagli studiosi, è innegabile che le onde influiscano in modo pericoloso sulla salute umana. Quello che rimane da stabilire è per quanto ancora l’uomo anteporrà i propri interessi economici al benessere della popolazione.

Andrea Grillo

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