Uno dei metodi più efficaci per sopravvivere in natura è instaurare relazioni con gli altri organismi. Ciò può avvenire in tanti modi diversi: a volte infatti sono delle collaborazioni, mentre in altri casi due organismi si uniscono in un solo individuo. Questi meccanismi prendono il nome di simbiosi. Due individui che seguono queste dinamiche sono pertanto detti simbionti. Un contesto simile si può vedere anche ai giorni nostri nei social network: l’esempio in questione è il profilo di coppia, e vedremo più avanti qual è la tipologia di simbiosi a cui si può paragonare.

I licheni sono l’esempio più conosciuto di simbiosi

Dinamiche e tipologie di simbiosi

Gli organismi simbionti possono diventare tali in diversi modi. La ricerca di un vantaggio in termini ecologici ed evolutivi è una linea piuttosto comune, ma non sempre questi vantaggi sono reciproci. Esistono quindi quattro categorie principali che rientrano in questo fenomeno. Nel momento in cui entrambi gli individui traggono vantaggio dal rapporto allora si parla di mutualismo. Se uno dei due ha un vantaggio e all’altro non cambia nulla invece si tratta di commensalismo. Se infine un individuo trae un vantaggio danneggiando l’altro abbiamo il parassitismo. Spesso comunque sono dei meccanismi adattativi a condurre gli organismi ad un rapporto simbiontico. In certi casi la simbiosi è necessaria per la sopravvivenza, quindi gli organismi devono unirsi in uno solo. In questo caso si parla di endosimbiosi, poiché un simbionte vive dentro all’altro. Un esempio molto conosciuto consiste nei licheni, che sono il frutto dell’unione tra un’alga e un fungo.

La vegetazione si è sviluppata a partire da un particolare tipo di simbiosi

L’origine delle piante: la teoria endosimbiontica

La simbiosi è un meccanismo molto importante per l’evoluzione, tanto da aver innescato diversi tratti che possiamo tuttora vedere negli organismi. A tal proposito quindi un botanico russo sviluppò nel 1905 la teoria endosimbiontica, oggi accettata dalla comunità scientifica. Secondo questa teoria un batterio fagocitò un cianobatterio senza riuscire a digerirlo. Da ciò si sviluppò in tempi antichissimi la capacità di assorbire ossigeno e di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Ne nacque quindi un vantaggio in termini evolutivi che persiste tuttora e che ha portato alla formazione della vegetazione come la conosciamo attualmente. Col tempo infatti le piante colonizzarono moltissimi ambienti, e la fotosintesi giocò un ruolo fondamentale in questo senso. L’energia fornita dal Sole è pressoché inesauribile, quindi avere una fonte di nutrienti così importante aiutò molto lo sviluppo delle piante.

Anche i social network mostrano un particolare tipo di parassitismo

Parassitismo nei social network: il profilo di coppia

Anche nella società umana esiste la simbiosi in ogni sua forma, e con il progresso si è estesa a molti campi. Uno di questi è la comunicazione multimediale, in particolare i social network. In essi infatti si può incontrare una dinamica simile al parassitismo: il profilo di coppia. Le analogie sono numerose, poiché spesso il profilo di coppia crea un vantaggio per una persona a discapito di un’altra. È più facile infatti controllare l’altra metà in questo modo, invadendone la privacy. Come per il parassitismo inoltre gli svantaggi emergono alla distanza. La differenza più grossa col parassitismo è la volontarietà: il profilo di coppia infatti a volte viene fatto di comune accordo, mentre un animale non sceglie di farsi attaccare dai parassiti. Risulta quindi più sicuro avere due profili separati in modo tale da salvaguardare la propria privacy e mantenere la propria identità.

Matteo Trombi

 

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