Il Superuovo

Per prevenire gli effetti dell’AIDS serve educazione sessuale e terapia psicologica

Per prevenire gli effetti dell’AIDS serve educazione sessuale e terapia psicologica

Educazione sessuale: un primo passo per la prevenzione dell’AIDS

Oggi, 1° dicembre, si celebra la giornata mondiale contro l’AIDS. Istituita nel 1988 a seguito del Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS, questa giornata si pone l’obiettivo di aumentare la conoscenza di della malattia  diffusa a livello mondiale. L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) origina dal retrovirus dell’HIV che fa sì che l’individuo sviluppi infezioni croniche, che evolvono lentamente. L’evoluzione è progressiva e interferisce con l’efficacia del sistema immunitario dell’individuo. La conoscenza della malattia è il primo importantissimo passo per prevenirla. Uno dei primi approcci di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili è l‘educazione sessuale.

Il fiocco rosso è il simbolo della Giornata mondiale contro l’AIDS

Purtroppo in Italia non è obbligatorio l’insegnamento di questa materia, e le scuole che adottano la scelta di far seguire lezioni sull’argomento si concentrano soprattutto sull’aspetto scientifico della sessualità (gli organi sessuali, il loro sviluppo e la riproduzione); ai più “fortunati” spettano incontri svolti in collaborazione con gli ambulatori di ginecologia o i consultori del territorio. In questi incontri vengono approfonditi gli aspetti già trattati nelle classiche lezioni di scienze svolte in aula, alle quali si aggiungono informazioni sulle malattie trasmissibili sessualmente (MTS) e talvolta anche accenni all’affettività, l’emotività e l’importanza del rispetto nell’ambito sessuale. La scarsità d’informazione del sistema scolastico per quanto concerne l’ambito sessuale ha risvolti evidenti sul rapporto che i giovani sviluppano con il sesso. Sono diminuiti i rapporti sessuali protetti, facendo aumentare non solo il numero di gravidanze indesiderate, ma anche la percentuale di MTS. L’AIDS è una delle malattie che si trasmette, tramite virus, anche attraverso rapporti sessuali non protetti: per questo motivo è così importante intensificare l’informazione a riguardo, anche approfittando di questa giornata.

L’aiuto psicologico per i sieropositivi

Un altro fattore da non sottovalutare quando si parla di AIDS e di HIV è cosa può comportare a livello emotivo e psicologico venire a conoscenza del proprio essere sieropositivi: in altre parole è importante considerare anche le conseguenze psicologiche che la malattia ha sull’individuo. Vista la sua progressione continua, chi contrae l’AIDS ha un rischio maggiore di sviluppare i disturbi psicologici (la depressione maggiore, la reazione acuta da stress e il disturbo dell’adattamento) che hanno a che fare con le malattie croniche. L’HIV presenta comorbilità con le psicosi, il delirium e la demenza tutti disturbi legati alla presenza dell’infezione virale.

L’impatto psicologico della malattia non va sottovalutato

Scoprire di soffrire di AIDS lascia l’individuo in uno stato di sospensione, come se si trovasse d’un tratto in un limbo all’interno del quale si sente disorientato e poco speranzoso. Non è raro che chi scopre di aver contratto il virus dell’HIV possa sviluppare un disturbo da stress post-traumatico (PTSD), associato anche a comportamenti auto-lesivi e ad una diminuzione dell’autostima. Un altro fattore particolarmente rilevante è lo stigma: la persona sieropositiva vede nel rifiuto sociale l’esito più atteso per la sua condizione di salute, e spesso viene percepito come una risposta meritata a causa del senso di colpa che si sviluppa a seguito della notizia. Il senso di colpa può andare ad influenzare anche l’accesso alle cure mediche.

Ancora oggi non esistono terapie psicologiche indicate esclusivamente per il trattamento dei soggetti sieropositivi, ma la terapia metacognitiva interpersonale sembra essere un buon trattamento per chi contrae l’HIV e sviluppa L’AIDS. Basata sulla narrazione della storia personale del paziente, la terapia sembra avere buoni risultati sulla remissione dei sintomi associati al PTSD, ma anche sul problema del ritiro sociale. Grazie alla centralità e all’importanza data alla narrazione, questo metodo permette al paziente di contestualizzare i sintomi e le emozioni associate alla malattia. Inoltre l’integrazione della metacognizione nella terapia permette alla persona di sviluppare speranza e una prospettiva positiva per il proprio futuro, permettendole di distaccarsi dal senso di incertezza e di sconforto che deriva dalla patologia.

L’AIDS colpisce ancora oggi molte persone in tutto il mondo: sono 4 mila i casi annui diagnosticati. Abbracciando lo spirito della giornata mondiale contro l’AIDS ricordiamoci che l’informazione e la conoscenza sono passi necessari, ma non sufficienti per la prevenzione. In tutti gli ospedali sono disponibili test per la diagnosi dell’HIV e dell’AIDS, e oggi in molte piazze di Italia sarà possibile effettuarli in modo anonimo e gratuito questi test, grazie ai volontari della Croce Rossa Italiana. La prevenzione parte prima di tutto dalle nostre azioni.

Valentina Brina

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