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Prende piede una moda più sostenibile: gli esempi di Mango e Dodo

Prende piede una moda più sostenibile: gli esempi di Mango e Dodo

Ormai da qualche anno sia le grandi case di moda che il fast fashion stanno puntando verso la sostenibilità. Questi meccanismi riguardano la produzione, l’impatto ambientale che ne deriva e anche gli interessi dei lavoratori. 

Mango e Dodo si occupano rispettivamente di fast fashion e gioielleria. Entrambe le aziende, una spagnola e l’altra italiana, stanno compiendo grandi passi verso la sostenibilità e il minore impatto ambientale. Hanno sposato l’idea di una moda più consapevole e attenta ai bisogni della natura e dei lavoratori stessi.

Il Fashion Pact: la moda si compatta per la difesa dell’ambiente

Nel 2019 molte aziende mondiali del settore della moda e del tessile nonché fornitori e distributori si sono accordati per raggiungere insieme una serie di obbiettivi ecosostenibili. I traguardi sono arrestare il riscaldamento globale, ripristinare la biodiversità e proteggere gli oceani. Questo patto è stato intrapreso dal presidente Macron che ha affidato a François Henri Pinault, presidente di Kering, il compito di esportare nel mondo il nuovo sistema. Il patto, esposto al G7, mette nero su bianco un’alleanza comune per un bene più grande. Sia l’alta moda che il fast fashion si sono uniti per la difesa dell’ambiente. I nuovi sistemi riguardano l’utilizzo di tessuti organici, la riduzione delle emissioni e dei rifiuti, la trasparenza e la tracciabilità della filiera. Tutto ciò per dare vita  ad una economia circolare e una moda sostenibile: etica.

 

 

Mango è proiettato nel futuro per creare un’azienda sostenibile

Dopo aver sottoscritto il Fashion Pact del 2019 l’azienda spagnola Mango ha preso impegni concreti in merito alla riduzione delle emissioni e dei rifiuti. L’azienda prevede nel 2022 di avere interamente capi sostenibili. I tessuti utilizzati sono cotone sostenibile e poliestere riciclato: tutto è poi controllato e tracciabile. Il Ceo di Mango Toni Ruiz si è impegnato anche nella salvaguardia degli oceani collaborando con l’associazione Vellmarì. Questa è stata fondata dal biologo, subacqueo e fotografo del National Geographic Manu San Felix per avvicinare il mondo marino e la natura alle persone. Mango ha deciso di sostenere uno dei loro progetti, il Posidonian Lab per salvaguardare la posidonia, una pianta marina autoctona del Mediterraneo. Sempre per la cura del mondo e il miglioramento del sistema, Mango ha iniziato la sostituzione dei sacchetti di plastica con quelli di carta cercando di eliminarne l’uso lungo tutta la catena. Uno dei meccanismi chiave per la sostenibilità è stato il progetto di riciclaggio dei capi che nel 2020 ha raccolto 42 tonnellate di indumenti. Con oltre 600 punti di riciclaggio Mango si sta espandendo in molti altri Paesi. Ultimo traguardo ma non meno importante è stato il miglioramento del lavoro operaio. L’azienda sostiene la tracciabilità delle risorse e il loro approvvigionamento tutelando i diritti delle persone che vi lavorano.

 

Dodo: un’azienda sociale si incontra con le comunità locali per curare l’ecosistema marino

Anche molte aziende italiane della moda e del lusso si sono mosse verso la sostenibilità e tra queste vi è Dodo. Il brand di gioielli oltre ad essere stato tra i primi nell’utilizzo dell’oro responsabile al 100% si prodiga in diversi progetti per il mantenimento degli ecosistemi. Uno tra questi è nato dall’incontro tra Sabrina Belli Ceo di Dodo e Anne Sophie Roux fondatrice di Tenaka. Questa azienda è nata con l’obbiettivo sociale di ricostruire ecosistemi fondamentali unendo l’aiuto di scienziati, comunità locali e imprese. Dopo la rigenerazione di una parte della barriera corallina in Malesia, oggi, Dodo e Tenaka si sono posti l’obbiettivo di riforestare le mangrovie nello stato di Sabah, fodamentale per il mantenimento di quell’ecosistema. La perdita della biodiversità sarebbe catastrofica e il progetto Blu Forest vuole salvaguardare tali ecosistemi. L’iniziativa è stata segnata con il bracciale Granelli Dodo for Tenaka realizzato con plastica riciclata proveniente dal Mediterraneo: ognuno così può dare il proprio contributo. Insieme si può agire nel piccolo per un bene più grande, per questo la moda ha il potere e quindi il dovere di indirizzare le persone verso un sistema più sostenibile e sociale.

 

 

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