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Post Vacation Blues: la sindrome da rientro

Post Vacation Blues: la sindrome da rientro

Nota come “Post-Vacation Blues” o “Post-Holidays Blues” è la così detta “depressione da rientro” e per alcuni è diventata una vera patologia. Si manifesta con senso di spossatezza, calo attentivo, apatia ed emicranie dovute all’effetto che lo stress ha sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni. Nuovi studi hanno inoltre evidenziato una correlazione tra essa e l’aumento di divorzi.  

Cos’è e come contrastarla

Nota anche come “Post-Travel Depression” (PTD), la Post-Vacation Blues è il tipo di mood di cui, tornati da una vacanza, possiamo fare esperienza e in Italia interessa circa 6 milioni di persone all’anno. “Blue” è comunemente usato dagli anglosassoni per indicare uno stato di tristezza o depressione. Rientrati a casa e alla vita di tutti i giorni, è infatti possibile che soprattutto se la vacanza appena trascorsa è stata particolarmente piacevole ci si senta non solo malinconici, ma stanchi, stressati e depressi.
In genere, più dura il viaggio, più intensa è questa condizione. Ciò accade perché quando si torna a casa si ha la tendenza a paragonare la vita routinaria alle attività svolte durante le ferie. La sindrome è caratterizzata da sintomi, o meglio “segnali”, quali irritabilità, stanchezza, insonnia, stress, mancanza di appetito, ansia, forti sentimenti di nostalgia e leggera depressione. Il jet leg sembra inoltre intensificare questo quadro clinico.  In genere, questa condizione si affievolisce con il tempo. Di solito è questione di pochi giorni, ma in casi più estremi può durare anche alcune settimane prima che si esaurisca completamente.

Tra i modi più rapidi per trattare la post-vacation blues c’è quello di consigliare alla persona di condividere le esperienze trascorse in vacanza con amici e familiari o di riguardare fotografie, video e souvenir. È possibile trovare conforto cercando di ricreare esperienze simili a quelle vissute in vacanza, ad esempio, andare a nuotare in piscina potrebbe essere un buon modo di richiamare i bagni fatti al mare.
Un altro metodo molto noto per calmare questo stato spiacevole è quello di organizzare o prenotare la prossima vacanza: questo offre la possibilità di distrarsi e di fornire alla persona qualcosa a cui guardare con impazienza.  Infine, cercare di regolare il sonno e la dieta può portare importanti benefici.
Interessante lo spunto della psicologa e psicoterapeuta Marialori Zaccaria, per cui a favorire questa sindrome sarebbe la diversa “qualità del tempo” di cui facciamo esperienza nel periodo delle vacanze. Secondo l’ex presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, è “come se si passasse, in modo brusco e repentino, da un tempo analogico – fluido, approssimativo – a un tempo digitale, che richiede puntualità, precisione. […] Questa è una delle fonti maggiori di stress, proprio perché la nostra mente tende per sua natura più all’analogico”.

Cosa succede al nostro organismo?

Effetto dello stress sull’asse HPA

I sintomi della post-vacation syndrome sono dovuti all’effetto dello stress sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni (HPA axis). Riprendere attività quotidiane a cui non siamo abituati favorisce l’insorgere di stress. Allo stress, l’ipotalamo reagisce producendo l’ormone CRH (ormone di liberazione della corticotropina) che a sua volta stimola l’ipofisi. Quest’ultima favorisce il rilascio dell’ormone ACTH (adrenocorticotropina) che stimola i surreni, piccole ghiandole poste sopra ai reni. Essi producono adrenalina e cortisolo, noti come gli ormoni dello stress che hanno diversi effetti sull’organismo, tra cui perdita del tono muscolare, aumento di glicemia, pressione, ritmo respiratorio e metabolismo e diminuzione della memoria. Ciò è dovuto ad un sovraccarico di lavoro a cui il sistema è costretto e a cui non è preparato dopo un periodo di riposo: per evitare questo eccessivo affaticamento è consigliabile un ritorno graduale alla vita di tutti i giorni, porsi obiettivi minimi e raggiungibili.
In particolare, sembrerebbe che chi svolge un’attività lavorativa di tipo intellettuale sia più a rischio, primi fra tutti gli studenti universitari che a tornano a studiare per gli esami. Uno studio condotto in Spagna ha infatti dimostrato come le persone più colpite dalla post-vacation blues siano i giovani adulti della fascia d’età compresa tra i 25 e i 40 anni.

Rientro a casa e divorzi

Studi recenti hanno evidenziato una correlazione tra il tasso di divorzi e il ritorno dalle vacanze. Ben un terzo dei divorzi avviene proprio dopo le ferie. La presente indagine è inquadrata in problema sociale inquietante rimasto a lungo silente. È molto comune vedere persone che, dopo essere state in vacanza, cadono in depressione e avviano separazioni legali una volta tornate a casa. Secondo i ricercatori, le aspettative costruite durante vacanze da sogno sono così alte che, al ritorno a casa diventerebbe impossibile mantenerle e conciliarle con la routine quotidiana.

La questione rimane aperta: le vacanze stanno accelerando il processo di decomposizione sociale dei nostri giorni?

Susanna Morlino

 

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