Il Superuovo

“Porno-Teo-Kolossal”: conosciamo meglio il film sull’Epifania che Pasolini avrebbe voluto girare

“Porno-Teo-Kolossal”: conosciamo meglio il film sull’Epifania che Pasolini avrebbe voluto girare

Se il 1975 non fosse stato l’anno della sua morte, Pier Paolo Pasolini ci avrebbe presto lasciato un altro dei suoi capolavori cinematografici: una rivisitazione dell’epifania in chiave Dickensiana, con Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli.

Il Piccolo Principe, film 2015 (Pinterest)

Vediamo come il protagonista di questa avventura riscopre la bellezza grazie a catastrofici eventi che incrocia lungo il suo cammino.

6 gennaio, Epifania: Ecce, advenit dominator Dominus

La ricorrenza dell’Epifania ha assunto nella società odierna la denominazione di “Befana”, termine profano che designa la leggenda della venuta di un’anziana e brutta signora con dei doni per i bambini più buoni. Nella tradizione spagnola, e anche in Sardegna, i doni sono portati ai bambini dai Re Magi e questi stessi Re sono i protagonisti di una ricetta molto diffusa in Europa: Galette des rois, il dolce dei re, un dolce al forno in cui è nascosta una figurina di uno dei Magi che renderà “re per un giorno” il fortunato che la troverà. In realtà l’Epifania nasce come festa religiosa, una delle massime solennità nell’anno liturgico della Chiesa Cattolica. Si celebra dodici giorni dopo il Natale e, come suggerisce l’etimologia greca – epifàneia: manifestazione, apparizione – fa riferimento alla manifestazione di Dio sotto forma di una stella che guida proprio i Re Magi fino alla capanna di Gesù appena nato.

P.P. Pasolini con Ninetto Davoli (Pinterest)

Pier Paolo Pasolini e la sua Epifania napoletana

Nel 1976 Pasolini avrebbe dovuto girare quello che considerava il film conclusivo della sua carriera cinematografica: Porno-Teo-Colossal. Di questo film non ci resta che la trama, una bozza, che Pasolini aveva dettato al registratore ed è stata resa pubblica per la prima volta dalla rivista ‘Cinecritica’ nel 1989. Si tratta di un progetto colossale, ricco di elementi scenografici fantastici e di una varietà di avventure che avrebbero richiesto ambienti diversi per ogni scena: si fa fatica a credere che Paolini avrebbe potuto idearlo così come lo aveva pensato, ma questo solo perché non lo abbiamo visto all’opera. Il filo conduttore ricorda il viaggio di A Christmas Carol di Charles Dickens e trae ispirazione proprio dal mito dell’Epifania: un Re Mago napoletano viene a sapere della nascita del Messia e insegue una stella cometa, trascinando con se il suo servo a mo’ di commedia Plautina, che lo porta ad attraversare delle città immaginarie per giungere a portare i suoi doni a Gesù Bambino.

Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli: i prescelti per raccontare la sua storia

Sodoma, immaginata come città tollerante in cui l’amore omosessuale è riconosciuto come normale mentre quello eterosessuale è difficilmente accettato. Milano: città di malavita e violenza, l’amore omosessuale è perseguitato. Numanzia: ospita un suicidio di massa perché un esercito neonazista ha preso il controllo e ha distrutto gli ideali utopici socialisti e liberali in cui la città si gongolava.Questi sono gli scenari che il Re Mago, interpretato da Eduardo De Filippo, e il suo servo, Ninetto Davoli, dovranno affrontare. Gli episodi raccontano violenza e devastazione tra le città personificate, affrontate dal napoletano perché forte della fede verso il Messia che riporterà ordine e bontà. Ma, quando finalmente la stella si posa, la grotta è vuota: il Messia è nato ma è già morto e, per la delusione, anche il Re Mago muore. La sua anima però, accompagnata dal suo servo, inizia a vagare per i cieli e prendere coscienza dell’infinita meraviglia della terra. Osserva la bellezza, si stupisce e perdona, perché senza tutto quel caos non avrebbe avuto l’occasione di ammirare la Terra nella sua interezza né avrebbe saputo apprezzarla, dandola per scontato. Il Re Mago si domanda “E mo?” e il suo fedele servo gli risponde “Nun esiste la fine, aspettamo. Quarche cosa succederà”.

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