Poliomielite quasi debellata: due ceppi su tre eliminati grazie alle vaccinazioni di massa

Durante il Polio Day, tenutosi come ogni anno il 24 Ottobre, l’OMS ha dichiarato debellato il ceppo 2 del virus della poliomielite umana.

Poliovirus al microscopio elettronico.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie alle innumerevoli campagne di vaccinazione condotte a livello internazionale, il numero di casi globali di poliomielite è crollato del 99% a partire dagli anni ’90.

Cos’è la polio?

La poliomielite è una malattia contagiosa che colpisce spesso la fascia infantile della società ed interessa i motoneuroni del sistema nervoso centrale. La sua lunga storia risale alla fine del XVIII secolo quando il medico  Michael Underwood ne descrisse la sintomatologia esatta.
La malattia è causata da tre ceppi virali (1,2 e 3), appartenenti alla famiglia degli Enterovirus, che invade il SNC molto rapidamente causando paralisi molto gravi che possono facilmente condurre alla morte del paziente. Il contagio avviene principalmente per via oro-fecale e può replicarsi molteplici volte nel tratto gastrointestinale (sia superiore, nella mucosa orofaringea che inferiore, in stomaco ed intestino) prima di manifestarsi con una sintomatologia clinica.
Uno dei sintomi, molto comune della malattia, è detto  paralisi flaccida che consiste nella diminuzione del tono muscolare degli arti proprio a causa del danno subito dai motoneuroni responsabili del movimento. Se l’infezione si estende a tutti gli arti si possono avere casi di tetraplegia. Inoltre, nella forma più grave, detta bulbare, sono coinvolti anche i nervi cranici con conseguenti limitazioni nel mantenimento omeostatico dell’organismo (es. respirazione, battito cardiaco, ecc…). Solitamente i primi sintomi includono febbre, vomito, irrigidimento degli arti e dolori agli arti, soprattutto gli inferiori.

Polmoni d’acciaio: aiutare i malati a respirare

Per supportare l’esistenza dei pazienti poliomielitici più gravi (es. variante bulbare), erano stati progettati diversi macchinari che potessero rendere più facili i processi di respirazione. I primi tentativi risalgono alla fine del XIX secolo quando il medico francese Woillez crea lo Spiroforo. I suoi progetti sono poi ripresi all’inizio del XX secolo da Drinker che, nel 1928, crea il primo polmone d’acciaio. Con questo termine ci si riferisce solitamente a dei respiratori artificiali a pressione negativa che hanno preceduto i moderni respiratori. Con lo sviluppo successivo del vaccino, l’utilizzo di tale strumentazione calà drasticamente anche se fu necessaria per tutte quelle persone colpite dal virus prima che il vaccino stesso fosse stato inventato. Ancora oggi esistono centri di eccellenza all’estero che adoperano tale strumentazione per la sopravvivenza dei malati gravi di poliomielite (ad esempio il St. Thomas’ Hospital di Londra). Essenzialmente si tratta di un cilindro stagno connesso ad una pompa a vuoto, che genera un vuoto parziale all’interno del respiratore. Il paziente, che è sdraiato supino con la testa fuori dal cilindro, respira meglio perchè l’aria tende a rientrare nel cilindro tramite gli unici spazi che ha a disposizione (ossia il naso e la bocca del paziente stesso). Nella fase di espirazione, il polmone d’acciaio permette all’aria di entrare nel cilindro creando così una pressione positiva.

Polmoni d’acciaio.

La dichiarazione dell’OMS: polio quasi sconfitta

Come descritto sulla pagina ufficiale del WHO (World Health Organization), una commissione indipendente di scienziati ha concluso che il tipo 3 di poliovirus è stato ufficialmente debellato.
Nonostante ci sia la stessa sintomatologia per tutti e tre i ceppi, vi sono delle differenze genetiche e virali che rendono impossibile debellarli contemporaneamente. IL WPV-3 (Wild Poliovirus 3) è il secondo ad essere stato eliminato dopo la scomparsa del WPV-2 annunciata ufficialmente nel 2015. L’ultimo caso registrato di poliomielite associato al ceppo 3 è stato nel nord della Nigeria nel 2012. Da allora, grazie al programma globale di sorveglianza della malattie infettive, è stato possibile eseguire un preciso tracciato temporale per valutare se effettivamente quel ceppo era scomparso.
La scomparsa di WPV-3 dimostra che è possibile ottenere un mondo privo della poliomielite. La chiave del successo, in un periodo critico come questo, è continuare sulla stessa strada con la stessa dedizione mostrata dalla comunità scientifica internazionale. Per tale motivo, come parte della Global Health Week che si terrà a Novembre 2019 negli Emirati Arabi, il Forum Reaching the last mile si concentrerà soprattutto sul tema dell’eradicazione delle malattie più letali per l’uomo, offrendo un’opportunità ad associazioni, quali il Rotary International, di contribuire agli ultimi step dell’eradicazione della poliomielite.

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