Poesia per Roma: la magnificenza della città eterna da Goethe a Ultimo

Roma città eterna. Ultimo dedica una canzone alla sua città, la cui magnificenza fu descritta anche dallo scrittore Johann Wolfgang Goethe.

“Te casca il mondo sulle spalle e trovi forza dentro un daje!” Durante un emozionante concerto allo Stadio Olimpico, il cantautore Ultimo ha dedicato una canzone alla città di Roma. Il brano è stato poi pubblicato dopo la fine dello spettacolo, ed è già molto amato dai fan dell’artista e dagli amanti della città.

Poesia per Roma

So dieci giorni che sto fori
dici sorridi e dentro muori
a me m’hanno stancato tutti
donne, auto, amici a volte
eppure de te io non me stanco!”

Una vera e propria dichiarazione d’amore, recitata davanti a un pubblico di 60 mila persone. “Sei bella pure senza mare!” Ultimo esalta gli aspetti quotidiani della città, quelli conosciuti solo da chi la vive. Una panchina, una finestra, una chiesa antica, una domenica allo stadio. Piccole cose che costituiscono la reale essenza di Roma, che l’artista ringrazia. La ringrazia come meglio può, con una canzone. Una canzone scritta con i guanti, cioè con tutto il rispetto necessario:

“So’ dieci giorni che sto’ fori
e come me manchi
domani torno e prima cosa vado a pija du’ guanti
perché per scrivere de te ce vo’ rispetto
grazie de esser rimasta accesa
quando non c’avevo un letto
.”

Ultimo allo Stadio Olimpico, 4 luglio 2019

Johann Wolfgang Goethe

Tra gli autori che hanno esaltato le bellezze della città di Roma c’è Johann Wolfgang Goethe, che nel 1786 era partito da Weimar alla volta dell’Italia, per un’esperienza raccontata successivamente nell’opera “Viaggio in Italia” (“Italienische Reise” è l’originale titolo tedesco). Il fattore che più evidenzia Goethe, quando parla della città, è l’accostamento tra la vecchia Roma e le costruzioni più recenti.

È un’impresa ardua e dolorosa, cavar fuori la vecchia Roma dalla nuova; ma si deve fare e sperare in una soddisfazione finale inapprezzabile. […] Se si pensa che questa città vive da più di duemila anni, attraverso mutamenti così svariati e profondi, e che è ancora la stessa terra, gli stessi monti e spesso le stesse colonne e gli stessi muri, e nel popolo ancora le tracce dell’antico carattere, allora si diventa complici dei grandi decreti del destino e riesce difficile in principio all’osservatore di notare come Roma segue a Roma e non solo la nuova e la vecchia, ma anche le diverse epoche della vecchia e della nuova. Io cerco ora perfino i punti seminascosti, trovando molto giovamento dagli studi precedenti […].”

Un’altra cosa che caratterizza Roma è, scrive Goethe, l’immensa quantità di meraviglie. Ovunque ci si trovi “si è sicuri di aver davanti agli occhi un quadro vario e complesso”. Ma la cosa senza dubbio più bella è la visione di Roma al chiaro di luna: uno spettacolo magico.

Roma città eterna

Con la sua storia e con il suo immenso patrimonio storico, artistico e archeologico, Roma è da più di due millenni definita La città eterna. Come Goethe e Ultimo, l’hanno esaltata artisti di ogni tempo. Giotto l’ha definita “la città degli echi, la città delle illusioni, e la città del desiderio”, lo scrittore Fausto Gianfranceschi una frazione di eternità”, Antonello Venditti da oltre quarant’anni incanta tutti con la sua “Roma Capoccia”. Quanto sei bella Roma?

Chiara Maria Abate

 

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