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Poe e Enola Holmes: come i messaggi cifrati hanno influenzato letteratura e cinema

Poe e Enola Holmes: come i messaggi cifrati hanno influenzato letteratura e cinema

I messaggi cifrati, che fascino! Non sono presenti solo tra strane teorie e cronaca nera, ma anche in letteratura.

 

Lettere Alfabeto Lettera Sullo - Foto gratis su Pixabay

I messaggi cifrati in un modo o nell’altro hanno il potere di affascinare tutti. Mettono curiosità, creano numerosissime possibilità di interpretazione e ci spingono a sforzarci. Un esercizio dunque, ma anche un gioco che può permettere di risolvere casi e trovare persone per noi importanti.

Da Edgar Allan Poe a Enola Holmes, come vengono sfruttati e usati i messaggi in codice nei libri e nelle serie tv?

 

I messaggi cifrati, come sono composti?

Ci sono diversi modi per creare un messaggio cifrato. Quello più semplice potrebbe essere una mescolanza di lettere o ancora di numeri, che possono o meno corrispondere ad un significato preciso. La trasposizione semplice per esempio, consiste nel far corrispondere ad una lettera un’altra lettera, così da far apparire incomprensibile il primo messaggio ma di senso compiuto il secondo. Il tutto nasce dalla contrapposizione fra un alfabeto normale -così come siamo abituati a vederlo e a intenderlo- a uno detto mescolato.

Questo è naturalmente solo un modo per creare un messaggio cifrato. Come già detto possono essere coinvolti anche i numeri, così come dei segni o anche coppie di lettere e altro. Insomma, il mondo dei messaggi cifrati è molto ampio e variegato ed ha attirato non solo diversi registi, ma anche scrittori, come per esempio, Edgard Allan Poe.

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Edgard Allan Poe e la crittografia

In generale durante l’Ottocento la crittografia fu una disciplina largamente apprezzata e rispettata, e tanti furono coloro che decisero di dedicarcisi con molta dedizione. Fra questi non può non essere citato lo scrittore Edgard Allan Poe, molto famoso per i suoi racconti dai toni macabri. Edgar era davvero tanto appassionato alla crittografia, ma non solo, vi dedicava molto tempo ed era un bravissimo risolutore di crittogrammi. Oltre a inserirne -com’è noto- alcuni nei suoi scritti, curava anche una rivista sulla crittografia, che divenne il mezzo per proporre crittogrammi e soprattutto per farseli proporre. Poe era sempre stato in grado di decifrare tutti i crittogrammi che gli venivano inviati. Solo in rare occasioni non fu in grado di farlo e si dice essere il caso di due esercizi proposti da un certo Tyler.

Uno dei suoi racconti dove è presente uno di questi codici è “Lo scarabeo d’oro“, che gli frutto anche un, seppur piccolo, premio letterario. Tralasciando i tanti dettagli relativi alla trama, diremo semplicemente che il protagonista deve venire a capo della posizione di un tesoro nascosto da un capitano di nome Kidd. La chiave per la scoperta della coordinate era proprio un messaggio cifrato.

Enola Holmes, la sorella del famoso Sherlock

Da un po’ di tempo è uscito su Netflix un film incentrato sulla storia di Enola Holmes, la piccola sorella del famoso detective. La figura di Sherlock Holmes è una delle più conosciute ormai, sia nel panorama cinematografico che in quello letterario. E’ infatti un personaggio di Artur Conan Doyle, scrittore e drammaturgo britannico, che insieme al prima citato Poe è considerato il fondatore del genere giallo e di quello fantastico.

Nel film dedicato a Enola si evince sin dall’inizio la centralità dei messaggi in codice e gli anagrammi. Il suo stesso nome è un anagramma e viene chiarito sin dall’inizio l’amore e la passione che la madre di Enola ha  per questo ambito; amore che farà diventare i messaggi caratterizzanti per lo snodarsi delle vicissitudini della trama, tanto da poterli definire uno stratagemma, un motore per la stessa trama.

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