Pochi semplici passaggi per costruire un drago o morire nel tentativo tramite la bioingegneria.

Chi non ha mai sognato un drago come animale da compagnia? Un libro spiega come le nostre attuali conoscenze bioingegneristiche siano sufficienti per creare la famosa creatura mitologica.

Paul Knoepfler con la prima copia del libro, di cui consiglio vivamente la lettura sia per gli aspetti scientifici che fantasy.

Quello di Julie Knoepfler poteva essere un comune progetto, presentato alla fiera della scienza di fine anno scolastico. Ma mentre i suoi compagni delle medie hanno portato vulcani di bicarbonato e orologi che funzionano collegati a patate, lei ha pensato bene di mostrare una tesi su come creare un drago tramite la bioingegneria. Un’idea audace che poteva concludersi lì. Ma in famiglia, Julie, non è l’unica fuori dal comune. Paul Knopfler è infatti un biologo esperto di cellule staminali presso la Cal Tech, che ha supportato l’immaginazione della figlia pubblicando quest’anno un libro: “How to Build a Dragon or Die Tryning”. Il manoscritto esplora come i progressi della biologia cellulare, l’editing genetico e la bioingegneria potrebbero essere usati per creare un vero e proprio drago. Il risultato è un’epopea scientifica gloriosamente ironica ma estremamente acuta e studiata sotto ogni aspetto.

La bioingegneria

Questa scienza, è l’applicazione di tutti i principi della biologia tramite gli strumenti forniti dall’ingegneria. Definizione forse scontata, ma l’unione della teoria con la sperimentazione è sempre stata la chiave di volta nelle grandi scoperte. La bioingegneria è sfruttata nella progettazione di dispositivi medici: apparecchiature diagnostiche, materiali biocompatibili, ma anche nel campo delle bioenergie rinnovabili, nell’ecologia e in agricoltura. In poche parole, gli ingegneri biologici, tentano d’imitare gli esseri viventi (o più correttamente i sistemi biologici)  per creare prodotti e servizi, modificando e controllando il loro materiale genetico. L’esempio più diffuso, e di facile intuizione, è la modificazione di un batterio affinché esso produca, come composto di scarto del suo metabolismo, una molecola come l’insulina o il principio attivo di un farmaco. Semplificando il più possibile la metodica, “basta” inserire nel batterio i frammenti giusti di DNA che gli permettono di sintetizzare letteralmente tutte le proteine di cui ho bisogno.

Quindi? Da dove cominciamo per creare un drago?

Fatta questa premessa, è facile capire come io possa aggiungere un intero metabolismo in un batterio per creare farmaci (i frammenti di DNA inseriti andranno a costituire tutte le proteine di cui ho bisogno per quel processo, quindi enzimi, trasportatori, […]). Di conseguenza non sembra poi così impossibile aggiungere ad un animale DNA che codificherà per ali, organi e tutte le strutture di cui ho bisogno.

Il libro parte con la scelta di un organismo adatto: la lucertola Draco, la cui specie sfoggia già i tratti distintivi della leggenda come la pelle squamosa, un muso terrificante e delle protuberanze che il rettile usa per planare. Aggiungendo successivamente frammenti anatomici dell’anguilla elettrica, doniamo al nostro drago la capacità di generare un campo elettrico, magari nelle fauci, così che aggregandoci il primo stomaco della mucca, il quale produce prodigiose quantità di metano, ecco che otteniamo un’emanazione gassosa che può prendere fuoco. Un altro possibile problema sono le dimensioni, ma per risolvere l’inghippo basta inserire fattori di crescita delle balenottere azzurre. Sono questi e molti altri, i dettagli scientifici intriganti che aiutano i Knopflers a prendere il volo con l’immaginazione.

Un esemplare di Draco Lineatus, piccole lucertole diffuse in Asia, in passato conosciuto anche come drago volante.

Applicazioni future

Come dimostra questo simpatico scritto, di carattere scientifico, l’ingegneria biologica si trova solo nella sua fase adolescenziale. Abbiamo solo grattato la superficie, e ne sono già scaturite scoperte che hanno salvato delle vite. Si tratta infatti di una delle discipline più promettenti che, come spiegato precedentemente, è in grado di fare qualunque cosa a livello biologico. I maggiori esperti del settore vedono un futuro nel quale delle nuove tecniche sostituiranno quelle laboriose e costose attuali, fornendo quindi prima di tutto un servizio sanitario più completo e alla portata di tutti. Inoltre, un altro grande passo in vanti, saranno le terapie rigenerative, quindi nessun trapianto perché sarà il nostro corpo a creare un nuovo rene o un nuovo braccio. Infine non si può non citare l’invecchiamento attivo, un obiettivo è infatti quello di contribuire a migliorare la qualità della vita ben oltre le aspettative odierne, e perché no, avere anche un drago domestico!

 

 

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