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Peter Pan: ecco come il dio Pan ha ispirato il mito moderno di J.M.  Barrie

Avete mai sognato di volare verso l’isola che non c’è? Peter Pan e il dio delle foreste sono pronti a condurvi in questo posto ai confini dell’universo.

Tutti , bambini e non, hanno desiderato almeno una volta nella vita di volare verso Neverland con Peter Pan , Wendy e i suoi fratelli. Quell’eterno bambino che amava volare è rimasto scolpito nel cuore di ognuno di noi. Ma chi è realmente Peter Pan?Quali sono le sue origini? Scopriamolo attraverso il dio più fatato del mondo greco: Pan.

 

The little white bird: l’esordio di Peter

Il personaggio più amato di tutti i tempi fa la sua prima comparsa nel 1902 nella favola metaletteraria ”The little white bird”.  In essa Barrie concentra la propria attenzione sul rapporto filiale paterno che il protagonista-narratore, Capitano W ,costruisce con un bambino di nome David. L’ispirazione per la realizzazione di questo capolavoro letterario affonda le proprie radici in un episodio autobiografico che vede l’autore stringere una forte amicizia con la famiglia Llewellyn Davies. Barrie si lega molto al primogenito George e a sua madre Sylvia e ,dunque, Capitano W è un evidente alter ego dello scrittore. Il personaggio di Peter verrà estrapolato proprio da alcuni capitoli di questa favola e diventerà protagonista assoluto in ”Peter Pan in Kensington Gardens” . Il Peter descritto in ”The little white bird” è contraddistinto da tratti tragici ed eroici tipici di chi si ritrova a esistere come un essere a metà. Libertà, desiderio di indipendenza e purezza infantile emergono dalle pagine dell’autore e portano l’uomo a riflettere sulla propria condizione esistenziale.

Illustrazione di Arthur Rakham

Il dio Pan: alla scoperta delle radici di Peter

Figlio di Ermes e della ninfa Driope, Pan venne abbandonato nei boschi a causa del suo aspetto. Il dio , infatti, aveva il corpo di un capro, coperto di pelo, due corna in fronte, zoccoli al posto dei piedi e zanne ingiallite che gli spuntavano dalla bocca. Noto come il dio dei boschi ,Pan è il Peter delle origini che, non a caso, Barrie chiamerà anche Pan. L’abito verde di Peter rievoca la natura che è l’elemento principale del dio fauno. Il dio Pan amava spaventare i viandanti emettendo strane voci, così come Peter Pan di J.M. Barrie è un imitatore di voci. Pan era il protettore dei pastori e il suo ruolo non si discosta molto da quello di Peter che,invece, farà da guida ai bambini sperduti. Anche il flauto e la capra che Peter cavalca richiamano il dio, così come la funzione di psicopompo: Peter conduce i bambini verso Neverland e Pan è figlio di Ermes , messaggero dell’aldilà.

Crescere spaventa: il messaggio di J.M. Barrie

Crescere fa paura e se si potesse scegliere di non farlo, tutti probabilmente diventeremmo Peter Pan per volare a Neverland e scappare dalla realtà. L’isola che non c’è rappresenta ,infatti, il frutto dell’immaginazione di ogni bambino e il non-luogo in cui le responsabilità del mondo adulto non esistono. Gli impegni, la famiglia, il lavoro, i problemi degli adulti per Peter e i bimbi sperduti non hanno ragion d’essere e la mano tagliata a Capitan Uncino è l’episodio indicativo del distacco violento e perentorio di Peter Pan dalla maturità. Avventura, natura e irresponsabilità sono le note su cui Peter costruisce il proprio eterno valzer dell’infanzia . La sua scelta, però, comporta un sacrificio , anche se sembra non esserci: rinunciare alla profondità della vita e a tutta la bellezza in essa contenuta. Naturalmente Neverland è una dimensione splendida e satura di suggestioni, ma Peter non conoscerà mai un’altra isola altrettanto meravigliosa e ancor più avventurosa: la propria. Satura di insidie e angoli oscuri, quest’isola è difficile da dominare, ma determinazione, costanza , coraggio e passione sono gli ingredienti che riescono a scoprirne la luce. Crescere è ineluttabile, ma è un’avventura senza precedenti a cui è impossibile rinunciare, l’importante è  tenere sempre viva l’immaginazione e non abbandonare mai il bambino che alberga in ognuno di noi.

 

 

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