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Lo Statuto dell’ONU compie 75 anni: Calvino ci parla dei diritti umani in esso citati

Il 24 ottobre 1945 entra in vigore lo Statuto delle Nazioni Unite, uno dei trattati più importanti del diritto internazionale che ha un carattere “universale” poiché quasi tutti i Paesi del mondo ne fanno parte.

Come funziona: L'O.N.U. - La nascita dell'O.N.U.

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) è un’associazione intergovernativa che comprende 193 Stati su 208 esistenti; dall’anno della sua istituzione a oggi, i Paesi membri sono passati da 55 a 193.

ONU: garante di pace e di diritti

Lo statuto, la carta che –de facto- indica la nascita dell’ONU come organizzazione internazionale, fu firmato il 26 giugno del 1945 dai cinque stati membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Cina, Unione Sovietica, Francia, Regno Unito e USA). Esso è costituito da 111 articoli in cui il famoso organo si impegna, con la ratificazione del trattato, a mantenere la pace e la sicurezza internazionale e a garantire i diritti umani inviolabili, più volte ripetuti e sottolineati.

“Riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole” (Abstract e Incipit)

Promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione” (Art.1 )

Il rispetto e l’osservanza universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” (Art. 55)

Giornata internazionale dei diritti umani, a 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - PeopleForPlanet

Sulla carta funziona, ma in pratica?

Scopo dello Statuto è quello di “unire” i popoli del mondo contro le ingiustizie, i soprusi, i conflitti, le inuguaglianze… Centinaia di Stati che collaborano, che lavorano insieme nella diversità per difendere l’umanità.

Teoricamente il contenuto del patto è ben definito, ma vi è un’attuazione pragmatica di quanto scritto? Dov’è l’ONU mentre i diritti, definiti inviolabili, vengono quotidianamente calpestati?

Non è semplice risolvere tutte le problematiche di natura etica, politica e sociale che assillano e sovrastano il mondo: non c’è una soluzione dietro l’angolo. Non si può pretendere di firmare un accordo e di trovare  una soluzione ai problemi che per millenni hanno reso difficili le relazioni inter homines.

Cosa fare allora per proteggere l’uomo?

Qui, viene in aiuto Italo Calvino, famoso scrittore italiano del Novecento, che cerca di dare una risposta:

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso. Esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Qual è, dunque, la soluzione?

Impegno costante, piccoli passi avanti, ogni giorno, salvare una sola vita, essere gentili, fare una buona azione, sorridere, essere collaborativi, dare una mano agli altri…Sono tanti piccoli gesti che possono cambiare il mondo.

Coltivare anche un solo fiore. Prendersi cura di un singolo fiorellino in un mare di erbacce per cercare di far fiorire e rifiorire la bellezza e la bontà di quel piccolo esemplare che può diffondersi in tutto il giardino, in tutto il mondo. Curare ciò che non è inferno, proteggerlo e diffonderlo. Questo è l’avvio alla soluzione.

La pace assoluta nel mondo, forse, è un’utopia, ma occorre aspirarvi per ricercare, almeno, una serenità nella convivenza in questo pianeta, che è la casa di tutti gli uomini.

Scrive Calvino: “Per me ciò che conta nel mondo non sono le uniformità, ma le differenze“. E proprio perché il mondo è vario, ricco di tradizioni, culture, usanze differenti occorre tutelarle, così come è indispensabile, per coesistere in una comunità, rispettare i diritti fondamentali.

Il mondo si colora di blu

Questa giornata riveste un ruolo molto importante. Tutti gli Stati membri sono portati a riflettere sull’importanza di impegnarsi per “migliorare” concretamente la qualità della vita nel mondo, per trasformare le parole in fatti.

Il 24 ottobre gli edifici più famosi al mondo, il palazzo di vetro, altre costruzioni simbolo dell’ONU e alcuni edifici pubblici si coloreranno di blu. Blu, il colore dell’ONU, il colore della pace, opposto al rosso che è il colore della guerra, del sangue versato durante le battaglie.

Il progetto “Turn Europe UN blue” vedrà finalmente la luce. Ricorderà a tutti l’importanza dell’ONU, quindi di un’organizzazione intergovernativa che si pone come obiettivo ideale la pace nel mondo e la salvaguardia dei diritti inviolabili dell’uomo.

Da ultimo, il segretario generale dell’ONU, Guterres ha annunciato un risultato storico che cambierà l’assetto della Libia. Finalmente, dopo anni, è stato stipulato un accordo permanente sul “cessate il fuoco in Libia”,definito da Guterres “un passo cruciale verso la pace“.

Il lavoro dell’ONU è inarrestabile, continuo e incessante.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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