Perché Naya Rivera ha salvato suo figlio invece che se stessa? Ce lo spiega Darwin

Tra le notizie del momento troviamo la tragica morte dell’attrice Naya Rivera, annegata nel lago Piru. Naya si è sacrificata per salvare suo figlio, vediamo cos’è successo e cosa l’ha spinta a fare un gesto così eroico.

Il cast di Glee

La scomparsa ed in seguito l’accertata morte dell’attrice Naya Rivera ha scosso tutto il mondo e non solo i fan. A rendere ancora più commuovente la vicenda è l’autopsia che rivela l’estremo sforzo compiuto da Naya per mettere in salvo suo figlio; analizziamo i fatti attraverso gli insegnamenti della psicologia evoluzionista.

Darwin ”L’origine della specie”

La maledizione di Glee

Naya Rivera, nota al pubblico per il ruolo della cheerleader Santana Lopez nella serie tv Glee, è scomparsa l’8 luglio nel lago Piru, in California. L’attrice trentatreenne aveva affittato un’imbarcazione per stare in compagnia del figlio di quattro anni, Josey.
L’allarme della scomparsa di Naya era stato lanciato in giornata quando il figlio è stato ritrovato sulla barca da solo. Nei giorni seguenti i soccorritori hanno fatto di tutto per cercarla, purtroppo dopo tre giorni è stato ritrovato il suo corpo sul fondale del lago.

Lo sceriffo della contea di Ventura, Bill Ayub, a seguito dell’autopsia ha dichiarato che ”Naya ha usato tutte le sue forze per riportare il figlio sulla barca , ma non ne aveva più per mettersi lei in salvo”. Pare infatti, stando anche al racconto del bambino, che quando madre e figlio si sono buttati in acqua le correnti li trascinavano a fondo.
Josey, che aveva il salvagente, dice di essere stato spinto a bordo della barca e di non aver più visto Naya.

Il lago Piru ha forti correnti e negli anni sono state molte le persone a finire annegate; ma la cosa che commuove maggiormente in questa vicenda, oltre ovviamente la giovane età della vittima, è la scelta di Naya di morire per suo figlio. Può sembrare scontato che una madre si sacrifichi, ciò però non deve sminuire l’eroismo del gesto.

Come ho detto precedentemente, Naya era famosa al grande pubblico per il suo personaggio Santana nella serie tv Glee. Show di genere musicale andato in onda dal 2009 al 2015 su Fox.
Con la morte della Rivera i fan parlano della ”maledizione di Glee” in quanto è il terzo caso di morte di un giovane membro del cast. Nel 2013 era morto a Vancouver la co-star di Glee, Cory Monteith, per un overdose di alcol ed eroina, a cui seguì la morte di un altro protagonista, Mark Salling, ex fidanzato di Naya. Mark si era impiccato due anni fa a Los Angeles, un anno dopo essere stato riconosciuto colpevole di possesso di pornografia infantile.
Persino un aiuto registra e l’assistente alla produzione di Glee sono morti in questi ultimi anni.

Cos’è l’istinto?

Nei momenti in cui siamo in pericolo nel nostro cervello scatta la reazione denominata ”fight or fligh’‘, ”combatti o fuggi”.
Secondo questa teoria di Walter Cannon gli animali, compreso l’uomo, reagiscono alle minacce con una scarica generale del sistema nervoso simpatico. Questa reazione di attacco o fuga è la primitiva risposta che prepara il corpo a combattere o alla fuga a secondo dell’attacco percepito. Un danno o un minaccia per la nostra sopravvivenza ed il nostro corpo si attiva in automatico, in maniera innata.

Nel caso di Naya, quando la corrente portava lei e suo figlio ad affogare il meccanismo di ”flight or fight” ha agito su di lei, in questo caso con una reazione di fuga che le ha permesso di avere la forza di far risalire a bordo il figlio.
Per capire meglio il suo gesto però possiamo servirci delle teorie evoluzionistiche.

L’istinto è un termine mutuato dalla biologia che ci ricorda che, alla fine, siamo un ramo evolutivo dei mammiferi. Sappiamo che gran parte dell’eredità di questa specie animale è ancora viva in noi.
Gli istinti sono dei modelli di comportamento ereditari e comuni all’intera specie, sono programmati nel cervello al fine di adattamento. Ci proteggono e preservano manifestandosi attraverso delle reazioni automatiche ed immediate.

La biologia afferma che i nostri istinti di base sono: l’istinto di sopravvivenza, cioè la tendenza ad evitare il pericolo, ad alimentarsi e la ricerca di un riparo. Unito all’istinto di riproduzione e conservazione della specie.

Sigmund Freud affermò che nell’ umano gli istinti in quanto tali non sono presenti. Egli sosteneva che l’uomo è governato da forze specifiche della propria specie, che chiamò pulsioni. Queste pulsioni sono degli impulsi psichici composti da uno stato di eccitazione ed una tensione fisica. La pulsione cerca di scaricare o sopprimere lo stato di tensione. A tale scopo, cerca un oggetto che gli consenta di liberarsene. Ad esempio, la fame corrisponde all’impulso e il cibo l’oggetto attraverso cui può scaricare questo impulso.

Per il padre della psicoanalisi, esistono due pulsioni di base: Eros e Thanatos. La pulsione di Eros riguarda tutti gli impulsi legati all’autoconservazione e alla sessualità. Quella di Thanatos corrisponde alla pulsione di morte e riguarda gli impulsi violenti, caotici, distruttivi. Le pulsioni non cercano di soddisfare desideri immediati, ma la loro rappresentazione mentale.

Uomo e scimmia a confronto

Darwin e l’origine della specie

Il primo a parlare di istinti animali fu Charles Darwin nel 1859 nel libro ”L’origine della specie”.
Egli introdusse il concetto di selezione naturale, ossia la capacità di sopravvivere alle sole specie capaci di sviluppare mutazioni genetiche favorevoli all’ambiente.
Le mutazioni genetiche casuali, sono trasmesse nel corso delle generazioni successive al manifestarsi della mutazione. In natura sono favorite, “selezionate”, quelle mutazioni che portano gli individui ad avere caratteristiche più vantaggiose in date condizioni ambientali, determinandone, cioè, un vantaggio adattativo in termini di sopravvivenza e riproduzione. La selezione naturale quindi, favorendo le mutazioni vantaggiose, funziona come meccanismo deterministico, opposto al caso.

Gli individui meglio adattati a un certo habitat si procureranno più facilmente il cibo e si accoppieranno più facilmente degli altri individui della stessa specie che non presentano tali caratteristiche. In altre parole, è l’ambiente a selezionare le mutazioni secondo il criterio sopra descritto: i geni forieri di vantaggio adattativo potranno essere trasmessi, attraverso la riproduzione, alle generazioni successive e con il susseguirsi delle generazioni si potrà avere una progressiva affermazione dei geni buoni a discapito dei geni inutili o dannosi. La specie potrà evolversi progressivamente grazie allo sviluppo di caratteristiche che la renderanno meglio adattata all’ambiente, sino a una situazione di equilibrio tra ambiente e popolazione che persisterà finché un cambiamento ambientale non innescherà un nuovo fenomeno evolutivo.

Bisogna distinguere tra il meccanismo con cui agisce la selezione naturale e i suoi effetti. La selezione naturale agisce sui fenotipi, favorendo quelli più adatti e conferendo loro un vantaggio sia di sopravvivenza sia riproduttivo.

L’istinto alla sopravvivenza è molto forte nell’essere umano, ci sono casi però in cui lo vediamo declinare, come ad esempio nel suicidio. Come abbiamo detto prima l’istinto di riproduzione è un istinto base, esso spinge all’accoppiamento per fini riproduttivi e si ricollega a quello della conservazione della specie.
Oltre al suicidio infatti, il maggior caso di eccezione all’istinto di sopravvivenza, è la scelta di un genitore di salvare il figlio invece che se stesso, in una situazione di pericolo. L’istinto di conservazione della specie spinge infatti a preferire la sopravvivenza della prole, in quanto più giovane e portatrice dei propri geni.

Noi essere umani tendiamo a parlare sempre  in termini di emozioni e pensieri, in realtà però alla base di molti di questi, tra cui il concetto immenso dell’amore, sottostano i nostri istinti primordiali che ci ricollegano ai nostri antenati primitivi.
La storia di Naya Rivera ci ha sicuramente commossi per il suo finale tragico, ma ha anche dimostrato come ancora nel 2020, dopo secoli in cui l’uomo tenta di domare le proprie pulsioni, istinti a favore della ragione, nei casi di emergenza siano proprio gli istinti primordiali illogici ad attivarsi.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: