Perché Luca Parmitano “fluttua” durante il suo colloquio col premier Conte?

Il premier Conte da Palazzo Chigi in collegamento con Luca Parmitano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Luca Parmitano, dal 2019 Comandante della Stazione Spaziale Internazionale – terzo astronauta europeo e primo italiano a ricoprire questo ruolo

Il colloquio è avvenuto lo scorso venerdì ed è stato trasmesso in streaming dal sito del governo e dai canali social della Presidenza del Consiglio. I due hanno discusso di spazio, di attività extra-veicolari, del ruolo cruciale della tecnologia italiana all’interno della Stazione Spaziale e di impegni della politica.

Il colloquio e gli aneddoti di Luca Parmitano sul suo trascorso da astronauta

Nei venti minuti di durata del colloquio, sono molti i temi toccati dal premier e dal comandante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Tra questi, si è parlato delle attività all’esterno del veicolo spaziale condotte da Parmitano per effettuare la manutenzione dell’AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), lo strumento che dal 2011 svolge il ruolo di rilevatore di nuovi tipi di particelle (per esempio quelle che compongono l’antimateria). L’astronauta ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti le sua attività extra-veicolari e il suo passato da pilota sperimentale dall’aeronautica militare. Quando poi il premier Conte gli ha fatto notare di essere un punto di riferimento per molti giovani, AstroLuca ha citato il presidente Mattarella e invitato i giovani studenti universitari a guardare al futuro con speranza, consci del progresso che la scienza può portare.

Per concludere, si è poi parlato del ruolo dell’Italia all’interno della ISS, ruolo che riempie Parmitano di orgoglio, vocabolo che usa con molta parsimonia. In particolare, l’astronauta ha sottolineato due dei principali aspetti di cui l’Italia può andare fiera: le tecnologie aerospaziali che compongono la Stazione stessa e i diversi strumenti utilizzati per svolgere gli esperimenti a bordo.

L’International Space Station, progetto congiunto di cinque agenzie spaziali (tra cui NASA ed ESA)

Come mai il microfono dell’astronauta fluttua nell’aria?

Un aspetto interessante delle immagini del colloquio, forse quello che ci potrebbe meravigliare di più, sono i momenti in cui Parmitano lascia sospeso per aria il suo microfono senza che questo cada sul pavimento. In effetti, non è una novità che nello spazio le cose riescano a fluttuare, ma perché questo accade?

In molti, a questa domanda, potrebbero rispondere che nello spazio non c’è gravità, oppure che essendo lontani dalla superficie terrestre la gravità è molto bassa. Queste risposte, tuttavia, sono sbagliate. L’accelerazione di gravità non solo rimane piuttosto elevata a bordo della ISS (è circa il 90% di quella presente sulla superficie terrestre), ma è anche il motivo per cui la Stazione orbita attorno alla Terra. Se non fosse soggetta a un campo gravitazionale, l’ISS sarebbe libera di andare alla deriva.

Per rispondere correttamente alla domanda potremmo, invece, citare un noto esempio proposto da Isaac Newton proprio per spiegare il concetto di gravità. Se si lancia un oggetto da una certa altezza, o con una certa angolazione, e gli si imprime una velocità iniziale, questo compirà una traiettoria parabolica che si concluderà quando toccherà il suolo. La gittata del lancio sarà tanto più lunga quanto più sarà alta la velocità iniziale. Ora immaginiamo di sparare un oggetto così velocemente da fargli compiere l’intero giro della Terra e farlo tornare al punto di partenza prima di toccare il suolo. Se riusciamo a farlo, avremo appena messo in orbita l’oggetto.

Immagine del colloquio di Parmitano col premier Conte. Il microfono è sospeso a mezz’aria, ma perché?

L’esempio dell’ascensore in caduta libera

L’esempio di Newton ci dimostra come la forza responsabile della caduta dei corpi sulla Terra sia la stessa che tiene la Luna in orbita attorno al pianeta. Il nostro satellite, e tutti gli altri oggetti lanciati nello spazio, non sono nient’altro che corpi in caduta libera che non raggiungono mai il suolo. Ad ogni modo, esiste un secondo esempio, forse più intuitivo per capire meglio questo concetto.

Immaginiamo di essere su un ascensore con una bilancia. Se l’ascensore è fermo e ci pesiamo dovremmo leggere il solito valore a cui siamo abituati. Tuttavia, se ci pesiamo mentre l’ascensore sale, allora la bilancia misurerà un peso maggiore. Viceversa, se ci pesiamo mentre l’ascensore scende, leggeremo sulla bilancia un peso minore. Se adesso ipotizziamo di lasciar cadere l’ascensore in caduta libera e leggiamo il nostro peso sulla bilancia, leggeremo un valore pari a zero. Questo perché, contrariamente a quanto avviene di solito, sia noi che l’ascensore stiamo cadendo con la stessa accelerazione pari a quella di gravità. Se spiccassimo un salterello rispetto al pavimento dell’ascensore non ci ricadremmo, perché anche il pavimento sta cadendo. Visti da un osservatore esterno, in questo caso, sembreremmo come sospesi a mezz’aria.

A sinistra il comportamento dei corpi in un ascensore sulla Terra, a destra quello dei corpi nello spazio

Un ultimo esempio grazie a Christopher Nolan

Questo effetto è stato magistralmente ripreso dal film Inception di Christopher Nolan. Nella parte finale della pellicola, un’automobile esce dal guard rail di ponte e precipita verso un fiume. Sul veicolo sono presenti i protagonisti i quali stanno tutti dormendo. All’interno del loro sogno quello che vedono, quando la macchina è in caduta libera, è un mondo in cui tutti gli oggetti si trovano a fluttuare a mezz’aria. L’illusione, nel mondo del sogno, è che ci sia assenza di gravità, ma la reale spiegazione, fuori dal sogno, è che in realtà i protagonisti stanno cadendo. È proprio quello che succede sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Scena di Inception in cui i corpi “fluttuano” nell’aria

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