Il Superuovo

Patriottismo e Resistenza partigiana: ecco da dove nasce il nostro sentimento nazionalista

Patriottismo e Resistenza partigiana: ecco da dove nasce il nostro sentimento nazionalista

 In un fortino risalente alla seconda guerra mondiale, presso la località di Turas, sono stati recuperati dai carabinieri munizioni e detonatori, anche grazie all’aiuto delle unità cinofile. 

Complessivamente sono stati trovati 200 detonatori, 2 bobine, 640 capsule da innesco e 400 munizioni da guerra per arma portatile di vario calibro. Il materiale è stato messo in sicurezza e affidato agli artificieri.

La Sardegna durante il conflitto

Il materiale potrebbe essere di fabbricazione inglese e sarebbe appunto risalente alla seconda guerra mondiale. Fondamentale è stata l’attività svolta dallo Squadrone Cacciatori di Sardegna per la verifica della capacità esplosiva e distruttiva dell’arsenale, che nonostante gli anni passati è rimasto in buono stato, resistendo allo scorrere inesorabile del tempo. Dopo l’armistizio dell ’8 settembre, i tedeschi, non più alleati ma nemici, occupano i principali punti strategici della penisola e parte della Sardegna. L’Italia quindi doveva far fronte  alle prevedibili reazioni dei tedeschi, desiderosi di vendetta dopo il ”tradimento” italiano. La divisione tedesca in Sardegna era costituita da 32.000 uomini  ben equipaggiati che si installarono  in una località posta tra Collinas e Gonnostramatza. Le forzei taliane erano più numerose ma mal equipaggiate ed armate. Fortunatamente si riuscì ad evitare il grande conflitto armato, con i Tedeschi che preferirono procedere verso la Corsica, dove si scontrarono con le forze francesi e i partigiani dell’isola. Il centro-sud fu così risparmiato dalla fase finale della Guerra.

 

La svolta della guerra: lo sbarco in Sicilia

Un episodio fondamentale per la firma dell’armistizio è avvenuto due mesi prima, si tratta dello sbarco degli Alleati nell’isola, tra il 9 e il 10 luglio 1943. Un evento che sicuramente ha scritto una pagina indelebile della Storia d’Italia. La guerra però non finì subito, ma si protrasse per altri due anni, fino alla Liberazione nel 1945. Gli alleati, tra cui americani, canadesi e inglesi sbarcarono sulle spiagge della Sicilia. Proprio questo sbarco fu la seconda operazione più complessa organizzata, seconda soltanto allo sbarco in Normandia. La Sicilia venne liberata in sette giorni. La strategia di portare fuori dalla guerra l’Italia, sfruttando la propria abilità sui mari, fu però dell’Inghilterra, capeggiata dal primo ministro Churchill. Grazie all’intervento di queste potenze straniere, dopo anni di guerre iniziò il processo di ”riunificazione” dell’Italia. Mai come in questo periodo abbiamo un’ Italia frammentata, non solo divisa tra fascisti e partigiani. Una vera e propria guerra civile, con cui si iniziò a porre in discussione sia l’operao di Mussolini che del re Vittorio Emanuele III.

Analogie con il risorgimento

Riprendendo quanto è stato già introdotto precedentemente, possiamo sicuramente trovare delle analogie tra questi due periodi della Storia d’Italia, che apparentemente potrebbero sembrarci completamente diversi. Stabilire un confronto con il quadro socio-politico risorgimentale ci consente di comprendere al meglio entrambi gli eventi, tracciando un filo conduttore che parte sicuramente dal nazionalismo e patriottismo risorgimentale. Con l’avvento del fascismo, sono molti i richiami sul piano ideologico al patriottismo e addirittura agli antichi fasti dell’Impero romano. La nazione italiana viene presentata come giovane, forte in grado di conquistarsi un suo posto tra le grandi potenze europee ed in continuità con il passato. La campagna ideologica, seppur affascinante da un punto di vista retorico, porta dei risultati disastrosi. L’Italia si trova in uno dei momenti più diffcili della sua storia. C’è quindi un Paese da ricostruire. Proprio questo termine è un richiamo alla prima costruzione risorgimentale. L’analogia più importante però si potrebbe fare tra i patrioti del risorgimento italiano ed i partigiani, protagonisti della resistenza. Proprio questi ultimi hanno un  fattore di identità nazionale molto forte, che riunisce le diverse correnti politiche antifasciste intorno ai valori della patria e della nazione, mettendo momentaneamente da parte il «patriottismo di partito». In situazione di emergenza come questa il bene comune viene sicuramente prima delle singole ideologie. Anche i due sbarchi, del 1860 e del 1943, avvenuti entrambi in Sicilia, segnaranno un punto di svolta senza precedenti, non solo una nuova pagina della nostra Storia, ma rappresenteranno un distacco totale con il passato. L’occupazione straniera e il fascismo, avvertiti come due mali dalla popolazione, hanno risvegliato un sentimento patriottico unico e per molti tratti simile.

 

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