Passato, presente e futuro: scopriamo il valore del tempo con Seneca, Agostino e “Doctor Strange”

Ore che somigliano a minuti, attimi che ricordano l’eternità: il tempo, le sue dinamiche e come quest’ultimo scorra, inesorabile ed implacabile, è sempre stato e per sempre rimarrà per l’uomo un mistero insoluto.

Sono moltissime le cose a cui diamo importanza ogni giorno, elementi e fattori della nostra quotidianità a cui prestiamo attenzione, cura e dedizione. Passiamo le nostre giornate a preoccuparci di cose effimere, di denaro, potere e ricchezza. Delle volte, come stolti ed insensati, trascorriamo la nostra vita con persone che non ci meritano, solo per paura di rimanere soli, riempiendo la nostra esistenza di tutto ciò che in un modo o nell’altro sembra darle un senso ed una forma. Ed è in questo modo che, giorno dopo giorno, la vita può sfuggirci di mano, trasformando le esperienze in ricordi, le avventure in aneddoti, il presente in passato.

Da bambini impariamo a conoscere molte cose, pian piano scopriamo il mondo nelle sue meravigliose sfumature, sorprendenti e sconcertanti. Ma poche sensazioni sono penetranti ed intense come il percepire davvero, sulla propria pelle, l’impetuoso e travolgente trascorrere del tempo.

Indecifrabile ed incontrollabile, il tempo sorregge e regola la nostra intera esistenza, tacito giudice di ogni azione e scelta, compagno silenzioso e nascosto. Ma cos’è il tempo? Cosa si nasconde dietro questa chimera? Cercando di dare un senso allo scorrere incessante del tempo non posso fare a meno di pensare a come quest’ultimo sia costantemente affiancato da un compagno fedele: il destino.

Le Moire

Signore del tempo e del destino, le Moire rappresentano nell’Antica Grecia la personificazione del fato che accompagna la vita dell’uomo.

Cloto, Lachesi e Atropo, questi sono i nomi delle tre anziane Moire che dimorano nell’Ade con il solo compito di tessere i fili della vita di ogni essere umano sulla terra, stabilendo, attraverso la lunghezza del filo tessuto, quanto tempo è concesso, ad ogni uomo e donna, di continuare ad abitare il nostro pianeta prima dell’inevitabile morte.

Una mansione, quella delle Moire, che si articola in tre parti e fasi, ognuna della quali affidata ad una delle donne: a Cloto è dato il compito reggere il filo dei giorni per la tela della vita, Lachesi invece dispensa la sorte ed il destino avvolgendo il filo sul fuso e decidendone la lunghezza, e infine Atropo, anche chiamata l’ ”inesorabile”, la più anziana delle tre donne, colei che custodisce il ruolo più severo ed angosciante, cioè quello di recidere il filo della vita, stabilendo la fine dell’esistenza e consegnando l’anima umana alla morte.

” sull’armonia delle Sirene Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro. ”

Un’immagine affasciante ed emblematica quella delle Moire, una tradizione che cerca di dare un senso al tempo facendo perno sulla concezione di fato e destino. Tantissimi sono i modi attraverso i quali l’uomo, nel corso nei secoli, ha cercato di attribuire una logica al tempo, al suo inizio e soprattutto alla sua fine, cercando in qualche modo di rendere degno il percorso racchiuso tra questi due capi apposti.

Seneca ed Agostino

Per quanto riguarda l’indagine senecana, il tempo rappresenta senza dubbio uno dei punti focali della ricerca e riflessione dell’autore. Seneca infatti si scaglia e commisera tutti coloro che non prendono atto, non capiscono o sembrano non comprendere l’importanza del tempo che ogni uomo ha a disposizione sulla terra. Le teorie di Seneca si basano principalmente sull’opposizione ad una corrente di pensiero comune che porta avanti la connaturata tendenza dell’uomo nel credere d’avere sempre troppo poco tempo, la sensazione che il tempo a nostra disposizione sia costantemente inferiore a quanto invece ne serva. Ecco, Seneca sostiene invece l’idea contraria ed opposta:

”Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne sprechiamo molto.”

Questo è il fondamento cardine degli insegnamenti senecani, espresso nel ”De Breviate Vite”: il tempo è la nostra più grande e preziosa risorsa, inestimabile ricchezza che mai potremo acquistare,  dono unico e solo per ogni essere umano, un bene finito che bisogna fruttare al massimo poiché non conosciamo quando ci verrà negato.

Per questo, secondo l’autore, il saggio deve saper usare e recuperare ogni attimo di tempo a disposizione trasformando il passato in memoria, il futuro in previsione e vivendo al massimo il nostro presente.

Per quanto riguarda la concezione di tempo per Agostino, vorrei partire da una frase dall’autore stesso espressa:

”Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”

Tanti sono infatti i dubbi e le perplessità dell’autore sull’argomento, numerosissime le ipotesi, le teorie e le domande formulate nel tempo per arrivare, infine e finalmente, ad una conclusione unitaria: il tempo altro non è che una dimensione dell’anima, la coscienza stessa che, allargandosi e dilatandosi, riesce ad abbracciare presente, passato e futuro, raggiungendo un’eternità ed un’unità divina che lo eleva fino a Dio.

”Doctor Strange”

Con l’uscita nelle sale dell’acclamatissimo secondo capitolo della saga ”Doctor Strange”, dal titolo ”Doctor Strange nel Multiverso della follia”, la sottoscritta, come penso molti altri fan del MCU, non ha potuto fare a meno di guardare nuovamente il primo meraviglioso capitolo che vede Stephen Strange, protagonista impersonato dal celebre attore Benedict Cumberbatch, intraprendere il percorso che lo ha trasformato da ricco ed arrogante neurochirurgo di fama mondiale ad essere il più potente stregone sulla Terra, esperto conoscitore di arti occulte, capace di controllare l’energia cosmica.

Un percorso, quello del nostro Dottor Strange, all’insegna di ostacoli ed insidie, a partire dal terribile incidente che lo priva dell’uso delle mani, riducendolo alla follia e alla miseria, ma che alla fine lo spinge ad avvicinarsi alla magia, per poi ritrovarsi a combattere contro forze oscure invisibili e non. Un viaggio straordinario nello spazio, e soprattutto, nel tempo.

Il focus del primo film della saga è infatti la comparsa di una ”Gemma Dell’Infinito”, precisamente la gemma del tempo, attraverso la quale è possibile mettere in atto una pratica proibita che consiste nel poter riuscire a manipolare il tempo e come questo scorre e agisce.

Non dirò troppo riguardo al film, non potrei mai privare qualcuno dell’occasione di guardarlo con assoluta pienezza, ma sono tanti gli spunti di riflessione, a volte celati, altre volte palesi, profondi ed inaspettati, che questo film è in grado di fornirci.

”Doctor Strange” è un film che ci trasmette l’amore per la vita e la resilienza, la volontà di andare avanti nonostante tutti gli ostacoli che ogni giorno intralciano il nostro cammino. Ci insegna che delle volte è giusto non trovare un senso in tutto, non sforzarsi di intravedere la logica nell’illogico, lo schema nell’indefinito, un senso nel caos, la ragione nella fede. Forse in questo modo finalmente riusciremo a capire che, nonostante le nostre conoscenze, in realtà, purtroppo e per fortuna, non sappiamo nulla, e che per quanto possiamo sapere, ci sarà sempre qualcosa da imparare. il che è meravigliosamente spaventoso.

Ma soprattutto ci insegna che non bisogna costantemente avere il controllo, anche perché, in ogni caso e senza via di scampo, rimarrà comunque qualcosa su cui non avremo mai potere, un elemento imprescindibile, autonomo e incontrastabile contro cui nessuno di noi è in grado di combattere: il tempo.

”Noi non scegliamo il nostro tempo, ma è la morte che dà significato alla vita.”

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