Muore Paul Gauguin: ecco quali sono le principali tappe della vita del pittore impressionista

L’8 maggio del 1903 muore Paul Gauguin, uno dei massimi esponenti della pittura impressionista.

Paul Gauguin è considerato uno dei massimi esponenti della pittura impressionista, uno dei cardini di questa espressione. La sua inquietudine, tutta interiore, trova spazio tra i suoi dipinti, conferm e concrete del suo essere un maestro del colore.

Pochi passi nella vita di Gauguin

Nato nella capitale francese, il 7 giugno del 1848, Gauguin – come spesso si legge nelle biografie degli artisti – ebbe diverse difficoltà economiche, le quali non gli permisero di vivere secondo i ritmi desiderati. Proprio per questo motivo, trovandosi in difficoltà, per cercare di sostenere la sua arte lavorò come attacchino di manifesti, racimolando quel che poteva. Nonostante ciò, viaggiò, cambiando più volte nazione, senza mai trascurare le sue passioni più grandi: l’arte e la pittura.

L’arte, il malcontento e gli spostamenti

Partendo dal presupposto delle difficoltà economiche Gauguin non ha mai abbandonato le sue passioni. Ciò, naturalmente, gli provocò non poche difficoltà, soprattutto interiori a cui si aggiungeva anche un mancato riconoscimento della sua arte e del suo talento. Tra i vari spostamenti e durante il rientro nel suo paese natale, Parigi, conobbe un altro artista: Van Gogh. La storia tra i due è sempre stata oggetto di discussioni da parte della critica, diventando una delle più famose nel panorama artistico. Sebbene fosse nata una profonda amicizia, il rapporto non si concluse felicemente, poiché si legge che Van Gogh, dopo uno dei litigi avuto con Gauguin in preda ad una vera e propria crisi psicotica, si tagliò un orecchio. Da qui, ovviamente, sono state tessute e ricavate diverse ipotesi, derivanti tutte da punti di vista differenti, le quali contribuiscono a dare alla storia un alone di mistero e malinconia maggiori.

Il contatto con il nucleo della natura

Non è raro sentire il bisogno di isolarsi per produrre. È una tendenza rintracciabile in diversi artisti quali scrittori, pittori, musicisti. Ognuno, di certo, ha le sue modalità e i suoi bisogni e ciò di cui avvertiva la necessità Gauguin era il contatto con la natura. Proprio per queste ragioni decise di allontanarsi ed isolarsi. Era forse un modo sia per ispirarsi che per ritrovare sé stesso. Già precedentemente, infatti, si era allontanato dai parametri della pittura impressionista, poiché non molto apprezzato. Questo mancato riconoscimento da parte di un ipotetico pubblico lo spinse verso altri cardini, quelli del sintetismo, che lo condusse ad eliminare i particolari e a non utilizzare più colori complementari nei dipinti all’aperto. A Tahiti, infine, si trasferì in una capanna non molto lontano dall’oceano. In questo periodo approfondì la cultura indigena, documentandosi e curò l’interesse per le loro manifestazioni artistiche. Purtroppo tentò il suicidio con dell’arsenico, ma morì per cause diverse circa cinque anni dopo, a causa di sifilide.

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