Il Superuovo

Parere o essere: Lucifer e Pirandello mettono in mostra il grande dilemma

Parere o essere: Lucifer e Pirandello mettono in mostra il grande dilemma

Uno dei dilemmi più grandi dell’uomo: parere ed essere. Come gestire queste due diverse forme?

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Agli occhi di quanti siamo noi stessi? Questo è un quesito difficile al quale non è molto semplice dare risposta. Non si tratta solamente di conoscere a fondo qualcuno, bisogna andare più in là, ma soprattutto quanto conta l’idea che ci si fa?

 

Un problema dall’alba dei tempi: la serie tv Lucifer

Quante volte ci vengono affibbiati comportamenti, pregi e difetti che sentiamo non appartenerci? Quante volte diamo un’impressione e questa non ci veste alla perfezione? La percezione è soggettiva e su questo non c’è molto da dire, sia per noi stessi che per il giudizio che abbiamo -e diamo- sugli altri. Proprio per spiegare questa situazione tanto comune potremmo sfruttare la serie tv Netflix Lucifer: com’è rappresentato Lucifero in questo contesto? Naturalmente non si vuole entrare né in meriti religiosi o dottrinari, si vuole semplicemente cogliere l’(im)percezione che si ha delle cose, delle persone e del mondo.

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Un cliché

Corna, zampe da capra, peli, sangue e fuoco. Probabilmente questi sono parte degli elementi che ricordiamo ogni volta che ci viene chiesto di pensare a Lucifero, più comunemente chiamato Satana. A ribaltare completamente questa idea e a dare a Lucifero una forma umana è l’omonima serie disponibile su Netflix. Il diavolo questa volta ha un corpo umano, degli obiettivi e veste elegantemente. A sorprendere però non è tanto la sua rappresentazione più che umana, ma le sue azioni e il suo modo di agire. Con un filo d’ironia la serie Lucifer racconta passi della vita di Lucifero in terra, il suo rapporto con gli umani, il suo sensibilizzarsi e adattarsi. Allo stesso tempo è lo stesso personaggio a confermarsi e a smentirsi: Lucifero è solo ed unicamente cattivo?

Uno, nessuno… centomila!

Non si darà una risposta alla domanda precedente, l’obiettivo è muoversi entro gli argini dell’ironia e della diversa rappresentazione che questa volta si è data di Lucifero. Non che provenga da un puto di vista che debba essere assunto come univoco, ma di certo fa tanto riflettere. A questo proposito possiamo citare Pirandello, non tanto per la rappresentazione, quanto per la consapevolezza che nessuno è quel che sembra. Questo è infatti uno degli assunti principali della produzione pirandelliana. Il titolo prima citato risponde bene alla descrizione e all’intento della serie, che forse si pone come obiettivo proprio quello di fornire un paio di lenti diverse rispetto che a quelle di solito indossiamo: guardare le cose da un punto di vista differente, non cristallizzare nessuno, in nessuna forma. Un grande insegnamento che va sicuramente oltre la religione e il credo: osservare e comprendere è una lezione di vita. E’ in fondo un po’ quello che ha fatto Pirandello con gran parte delle sue opere, con gran parte delle sue osservazioni: ogni persona ha più sfaccettature agli occhi del mondo, ognuno di noi è uno, nessuno e centomila. 

 

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