“Parasite” mette in scena il modo in cui le scelte economiche possano danneggiarci

Il film dell’anno mostra la cruda realtà delle famiglie povere.

www.oltrelalinea.news

Come si sa le vite delle persone sono molto diverse, e talvolta il percorso che si ha davanti risulta più facile da percorrere. Ma il sentiero non si sceglie, e quando si nasce in una famiglia povera della Corea del Sud sono tante le cose che si fanno per sopravvivere.

UN FILM COREANO VINCE LA PALMA D’ORO

Parasite, diretto e prodotto dal regista Bong Joon-ho, è il primo film coreano a essere candidato ai Premi Oscar. Durante la 72° edizione del Festival di Cannes il premio per la miglior regia è stato aggiudicato, dopo molto tempo, a un lungometraggio non in lingua inglese. Il film, oltre a raccontare una cruda realtà, ha una trama molto avvincente e movimentata. Non è da dare per scontato il fatto che il film non è il solito racconto delle vite dei ricchi e dei poveri, ma è un vero e proprio confronto fra le diversi classi sociali. La storia mostra come tra i diversi livelli sociali ci sia una disparità a livello di conoscenza e anche una differenza del valore delle cose. Difatti, durante il film un amico di famiglia, benestante, regala una pietra alla famiglia Kim, come simbolo di speranza, ma che in realtà poi per la famiglia risulta essere solo un’arma letale. La pietra è uno dei tanti simboli di quanto le persone abbienti non comprendano la condizione dei più poveri: è un regalo costoso ma dalla scarsa utilità, un soprammobile del tutto inadeguato e fuori contesto in casa Kim.

Tornando alla trama, Parasite è un film che parla dell’incontro di due famiglie provenienti da ambienti sociali opposti. Da una parte abbiamo la famiglia Kim che vive in un seminterrato sporco e claustrofobico e ogni giorno deve trovare il modo per racimolare qualche soldo e mangiare. Dall’altra, abbiamo la famiglia Park con la sua villa con giardino, elettrodomestici super tecnologici, domestici e hobby costosi. Questi due mondi si incontrano quando il più giovane della famiglia Kim viene presentato come insegnate di inglese alla famiglia Park. Venuto a sapere che i signori sono alla ricerca anche di altri professionisti a loro servizio, il giovane fa di tutto (ricorrendo anche all’inganno) per far impiegare anche sua sorella e i genitori, così da avere la possibilità di un lavoro fisso e ben retribuito. Ma le circostanze si complicano arrivando infine ad essere scoperti. Ciò che mette in luce il regista è un teatrino in cui entrambe le famiglie sfruttano la società per il proprio interesse, arrivando a parlare di egoismo. Il fatto è che la famiglia ricca in questione assume un atteggiamento di menefreghismo tale da risultare più colpevole della famiglia povera che li ha ingannati per ottenere un lavoro. La trama non si concentra sull’inganno della famiglia Kim e sul fatto che tentano di tutto per nascondersi, ma incentra l’importanza sulla gravità dell’indifferenza da parte delle persone ricche.

www.lascimmiapensa.com

LA PSICOLOGIA DEI SOLDI

Spostiamo l’attenzione sulla lettura. Quando si entra in libreria non si può fare a meno che notare la perfetta organizzazione dei corridoi e il giusto posizionamento dei libri. La sistemazione del locale non è casuale, poiché dietro le scelte c’è un attento lavoro. Un po’ come nella vita, anche nelle librerie per posizionare i libri in un certo modo si devono fare delle scelte. Generalmente, l’ingresso ospita i nuovi arrivi con le anticipazioni sul racconto e magari anche un poster che annuncia l’arrivo dello scrittore stesso. In vetrina ci sono i best seller e quei libri che non passano mai di moda. Al centro è solito mettere i gialli e i racconti di narrativi per i lettori più accaniti; negli ultimi anni è stata anche creata una sezione ragazzi e uno spazio per i più piccoli. In fondo, invece, si sono i libri di filosofia, storia, letteratura … nella sezione economia, di solito, ci sono novità interessanti, perché gli scrittori/economisti si occupano di parlare dei problemi economici associati al periodo storico di riferimento. Più che di economica qualcuno ha deciso di parlare di psicologia, cioè su quella realtà che si cela dietro le scelte che le persone fanno ogni giorno. Il marketing è il ramo dell’economica che si occupa principalmente delle scelte, ma prima di toccare una materia così complessa alcuni studiosi e  giornalisti, come Morgan Housel, hanno trattato degli aspetti molto più semplici di quelli di marketing. Housel ha recentemente scritto un libro intitolato “La Psicologia dei Soldi”  , con il quale decide di citare alcune persone che nella vita hanno fatto scelte e azioni banalissime, ma che poi li hanno portati ad essere ricchi o poveri. Lo scrittore nel suo libro mette in chiaro come le famose scelte non si basano su elaborate tabella o su schemi di calcolo, ma sono delle decisioni che si basano sul comportamento.

LE SCELTE DELL’ HOMO OECONOMICUS

Finora, tra libri e cinema abbiamo parlato sempre dello stesso argomento: il denaro. Il denaro, o meglio la moneta, nel sistema economico attuale è la chiave di accesso per effettuare la compravendita. L’economia ha innumerevoli strumenti, tra cui investimenti, azioni ecc, ma la materia si basa sempre su questioni di valore. L’importanza che questo strumento ha acquisito nel corso della storia dell’umanità è talmente grande che il suo risvolto psicologico è stato spesso messo da parte. Da un lato i gruppi sociali economicamente svantaggiati sono più vulnerabili ed esposti ad un maggior numero di eventi critici, ma è anche vero che spesso sentiamo al telegiornale scandali imprenditoriali commessi da persone importanti; quindi, anche i ricchi possono sprofondare. La ricchezza o la povertà non sono due costanti, possono cambiare e talvolta le situazioni si possono capovolgere in un attimo (soprattutto se si è proprietari di grandi immobili o se si ha un po’ di fortuna alla lotteria). Secondo alcuni studi la relazione tra denaro e salute mentale va ben oltre il vecchio detto “Il denaro non compra la felicità”, perché si configura ormai come una problematica sociale di proporzioni importanti, che incide sulla percezione che le persone hanno del proprio malessere/benessere.

L’ Homo oeconomicus è un individuo astratto, definito per la prima volta da J.S. Mill, del cui agire nella complessa realtà sociale si colgono solo le motivazioni economiche, legate alla massimizzazione della ricchezza. L’homo oeconomicus cerca sempre di ottenere il massimo benessere (vantaggio) per sé stesso, a partire dalle informazioni a sua disposizione e dalla sua personale capacità di raggiungere certi obiettivi. L’homo oeconomicus è visto come “razionale” nel senso che l’individuo persegue un certo numero di obiettivi cercando di realizzarli nella maniera più ampia possibile e con i costi minori.

www.run2thefire.com

Lascia un commento