L’astrologia indaga il presunto influsso dei movimenti degli astri sul destino degli uomini e costituisce la pretesa di scientifizzare tale tipologia di studio. Letteralmente ‘discorso sulle stelle’, essa incarna un complesso di tradizioni e credenze scientificamente infondate e superstiziose e abbraccia la convinzione che le posizioni e i movimenti dei corpi celesti rispetto alla Terra influiscano sugli eventi umani collettivi e individuali. La divinazione operata dagli astrologi prende il nome, come noto, di oroscopo.

Basandosi sul raffronto tra ‘tema natale’ e ‘carta del cielo’ del momento considerato (oroscopo progressivo), che determina i ‘transiti’, e sulle progressioni primarie e secondarie o tramite l’oroscopo solare, calcolato annualmente quando il sole ritorna alla posizione di nascita, gli astrologi ritengono di poter prevedere gli avvenimenti della vita di un individuo ma, principalmente, l’astrologia occidentale contemporanea campa di oroscopi, che forniscono una predizione fondata sulla posizione dei corpi del sistema solare in relazione a un momento e un luogo determinati. Nella cultura popolare tali oroscopi sono spesso studiati solo sul periodo dell’anno di nascita, che coincide con il passaggio del Sole in un certo segno zodiacale.

Alcune branche in particolare sono di nostro interesse in questa sede: la psicoastrologia, che si occupa del ‘tema astrale’, mira a indovinare le caratteristiche comportamentali di un individuo tenendo conto di località e data di nascita, mentre la sinastria investiga il grado di armonia tra due persone. Ma, riscontrando enorme successio grazie alla diffusione mediatica, la più riuscita popolarizzazione dell’astrologia è quella che riduce il paradigma interpretativo degli astri ai soli segni zodiacali, riferendosi alla posizione zodiacale del Sole nella carta natale individuale. Una semplificazione che implica, ovviamente, oroscopi generici e imprecisi, che devono garantire l’accessibilità a tutti e adattarsi a un gran numero di soggetti.

Inaspettatamente, infatti, proprio con questo presupposto la maggior parte degli astrologi sostiene che l’oroscopo giornaliero sia poco attendibile, mentre, secondo altri, l‘imprecisione delle interpretazioni riflette la complessità del sistema, che deve tenere conto delle posizioni di tutti i pianeti, delle dodici case e dei rapporti reciproci, e l’incalcolabile complessità di ogni singolo individuo (nel caso dell’oroscopo natale).

I segni zodiacali

Radicata fino all’antichità egizia, sumera, indiana, cinese e greca, nata come una sapienza sacra, insieme ad alchimia e magia, e in passato concepita come la ‘regina delle scienze’, oggi l’astrologia è bistrattata, almeno da parte di scienziati e filosofi, alla stregua di una pseudoscienza portatrice di superstizioni e vecchie credenze; tale concezione si è poi consolidata nel 2006, quando il ‘National Science Board’ degli Stati Uniti d’America ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito.

L’identificazione nei profili personali forniti dall’astrologia può essere attribuita a tutta una serie di dinamiche psicologiche che innescano la cieca credulità di chi segue tale fenomeno mediatico, che talvolta non solo si affida a tali descrizioni, ma, se non perfettamente corrispondenti, rischia di adattare alcuni aspetti del sé alle informazioni acquisite giusto per rendere tutto compatibile. “È un grave errore teorizzare prima di avere dati certi. Si finisce per distorcere i fatti, per adattarli alle teorie, invece di adattare le teorie ai fatti” diceva Sherlock Holmes a John Watson nell’omonimo film del 2009, quasi anticipando il nucleo tematico che intendo affrontare.

Capita spesso, infatti, che la lettura dell’oroscopo scaturisca dall’interesse verso la conoscenza del proprio futuro ipotetico in specifici ambiti della quotidianità. L’esito di tale lettura è un apprendimento passivo, le cui informazioni possono condizionare e vincolare su più livelli l’andamento dell’intera esperienza quotidiana per il fruitore. Il condizionamento mentale con input di vario genere ci induce, inconsciamente, a compiere delle microscelte e delle microazioni consequenziali che, in modi inattesi, finiscono per concretizzare quanto predetto almeno in termini generali, dandoci ulteriore fiducia nei confronti di una pseudoscienza, un sapere esoterico snaturato dai media, che in realtà non fa altro che giocare con le debolezze della nostra mente, facendo leva in particolare su tre meccanismi.

L’oroscopo e le sue promesse vacue

Effetto placebo

In medicina il placebo è una sostanza innocua priva di proprietà ma che, se somministrata a un paziente persuaso che sia una cura, induce comunque un potenziamento o una guarigione apparente delle condizioni fisiologiche, effetto dovuto a una maggiore produzione di endorfine che i malati elaborano nell’ottimismo e nella convinzione di essere sulla via della guarigione.

L’effetto placebo è un processo in cui un soggetto, ricevendo a sua insaputa un placebo, giova di un miglioramento fisico rispetto a una piccola patologia, un sintomo o un malanno passeggero. Tale effetto, mutuato poi dall’ambito medico alla psicologia, dimostra come una convincente falsità sia capace di innescare una forma di autosuggestione che si traduce in un miglioramento effettivo per il soggetto ‘malato’, che, persuadendosi, finisce per dare credibilità e validità alla menzogna, rendendola vera per il proprio universo soggettivo.

Bias di conferma

Contiguo all’effetto placebo è, poi, il bias di conferma. Secondo alcuni esperimenti portati avanti negli anni ’60 del secolo scorso, infatti, la gente desidera confermare le convinzioni acquisite, un atteggiamento che si traduce, secondo altri studi, nella tendenza alla parzialità quando si esamina un’idea, limitandosi a riconoscere solo una possibilità su tante e finendo per pregiudicare le conclusioni.

Il bias di conferma è proprio un fenomeno cognitivo che consiste nell’opzionare e interpretare delle informazioni attribuendo maggiore solidità a quelle che confermano le proprie ipotesi e, viceversa, tralasciando o sottostimando le informazioni che le contraddicono. Il soggetto si muove così entro i confini delle proprie convinzioni, e tale processo mentale è più frequente in presenza di alti tassi emotivi o di argometi che tangono credenze radicate nella propria cultura.

Effetto Forer

Pesantemente influenzato dal bias di conferma è, infine, il terzo meccanismo: l’effetto Forer, ossia la tendenza dell’individuo a credere che un dato profilo sia ritagliato esattamente su misura propria, anche se formulato in termini molto vaghi.

Le previsioni astrologiche si avverano solo grazie alla silente attività della nostra mente

Correva l’anno 1948 quando lo psicologo Bertram R. Forer sottopose i suoi allievi a un test di personalità, in base al quale redasse e consegnò loro un’analisi della personalità di ciascuno. Invitò così tutti quanti a dare un giudizio da 0 (molto scarso) a 5 (eccellente) al materiale da lui compilato, a seconda della compatibilità fra i soggetti e i profili forniti, ottenendo una media di ben 4,26. Soltanto dopo il professore rivelò di aver consegnato a tutti il medesimo quadro psicologico, stilato a prescindere dal test, che recitava:

Hai bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino, tuttavia tendi ad essere anche piuttosto critico nei tuoi confronti. Pur avendo alcune debolezze caratteriali, riesci a compensarle adeguatamente. Hai diverse potenzialità che non hai saputo sfruttare a tuo vantaggio. Disciplinato e controllato all’esterno, interiormente tendi ad essere insicuro e preoccupato. Talvolta hai seri dubbi di aver preso la decisione o fatto la cosa giusta. Preferisci affrontare il cambiamento e la complessità piuttosto che rimanere prigioniero di restrizioni e limitazioni. Vanti una certa indipendenza di giudizio e non accetti le opinioni degli altri senza una prova che le dimostri. Hai capito a tue spese che è imprudente rivelarsi agli altri con troppa sincerità. A volte sei estroverso e socievole, mentre in altre circostanze risulti diffidente, introverso e riservato. Alcune delle tue aspirazioni tendono ad essere francamente irrealistiche.

Noto anche come effetto di convalida soggettiva o effetto Barnum, dal nome di Phineas Taylor Barnum, esso ci svela che “un individuo, posto di fronte a un profilo psicologico che crede a lui riferito, tende a immedesimarsi in esso ritenendolo preciso e accurato, senza accorgersi che quel profilo è abbastanza vago e generico da adattarsi a un numero molto ampio di persone.” L’accuratezza incrementa se il soggetto crede che l’analisi sia personalizzata, se è sensibile all’autorità dell’esaminatore e se elenca tratti generici, comuni e prevalentemente positivi.

Tale processo cognitivo tesse legami così forti con le pseudoscienze come la divinazione, la cartomanzia e l’astrologia moderna, che addirittura le espressioni adottate da Forer nella compilazione del profilo “universale” furono formulate a partire da una rivista di astrologia degli anni ’40 e molte delle affermazioni non specifiche in cui ci riconosciamo, in generale, ben si prestano a fornire scorciatoie cognitive che consentano alla mente di risolvere la dissonanza tra tendenze caratteriali opposte, eludendo un ragionamento complesso.

Forse, dopo tutto, sarebbe il caso di rivalutare le potenzialità della mente umana alla luce della semplicità con cui questa può essere sabotata da false credenze e trucchi psicologici per poter gestire al meglio le nostre facoltà mentali, dubitando al contempo della legittimità mediatica e culturale delle influenze che l’oroscopo ha, o dovrebbe avere, sul quotidiano di molti ‘creduloni’.

Simone Conversano

 

 

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