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Orwell e l’intelligenza animale: andiamo alla scoperta dell’encefalo e delle sue funzioni

Orwell e l’intelligenza animale: andiamo alla scoperta dell’encefalo e delle sue funzioni

Ecco come uno dei libri più celebri della letteratura ci aiuta a scoprire le aree cerebrali e le loro funzioni.

Agli occhi di chi studia anatomia e fisiologia, la scelta dei ruoli affidati agli animali nel libro, non è per nulla casuale. Grazie a “La fattoria degli animali” è infatti possibile riflettere sulle specifiche funzioni che ha ogni area cerebrale e di come queste si sviluppano in base all’importanza che ha una data funzione in un determinato ambiente. Attraverso questo articolo vedremo quindi le caratteristiche generali dell’encefalo dei vertebrati e le sue peculiarità.

GENERALITA’ DEL SISTEMA NERVOSO

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, è bene chiarire come si divide il sistema nervoso. Per quanto riguarda i vertebrati, il sistema nervoso si suddivide in sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico. Il primo comprende encefalo e midollo spinale, mentre il secondo comprende tutte quelle strutture che mettono in comunicazione il sistema nervoso centrale con le varie parti del corpo. Ancor più nello specifico, il sistema nervoso centrale si suddivide  sua volta in midollo spinale, midollo allungato, ponte, cervelletto, diencefalo, mesencefalo e telencefalo. In linea generale, inoltre, la grandezza delle aree cerebrali non è uniforme: questa infatti varia a seconda di quali sensi, o capacità, risultano essere più sviluppate in un animale. Se ad esempio si considera uno squalo che presenta una vista non molto sviluppata, i tetti ottici (ovvero le zone deputate all’elaborazione degli stimoli visivi) risulteranno essere poco sviluppati.

(webapp.edukarea.it)

PONTE, MESENCEFALO E CERVELLETTO

Escludendo quindi il midollo spinale, coinvolto nell’attività motoria, e il midollo allungato, che è l’estensione del midollo spinale, incontriamo il ponte. Questa struttura nei mammiferi è costituita per la maggior parte da fibre, ma oltre a queste sono presenti anche i centri nervosi coinvolti nel sonno e nella regolazione della frequenza respiratoria. Questa struttura prende il nome di “ponte” in quanto funge da collegamento tra varie aree cerebrali. La seconda area cerebrale che si incontra è il mesencefalo. Questa struttura, nei vertebrati inferiori, dà origine ai tetti ottici le cui cellule e fibre costituenti presentano una sorta di somiglianza con la corteccia cerebrale dei mammiferi. I tetti ottici, infatti, oltre alle informazione visive, sono in grado di elaborare anche stimoli di tipo tattile e uditivo. Un altro ruolo svolto dal mesencefalo è quello di esercitare un controllo sui movimenti oculari ma anche dei muscoli. In seguito al mesencefalo si distingue il cervelletto, area che dal punto di vista funzionale è in grado di integrare numerosissimi stimoli e di elaborare delle risposte motorie riflesse, cioè involontarie. E’ importate però sottolineare che il cervelletto non esercita alcuna funzione di controllo diretto sui movimenti ( è infatti il midollo spinale a compiere queste funzioni) ma è in grado di inviare segnali a quelle aree del sistema nervoso in grado di svolgere tali mansioni. Le dimensioni del cervelletto, per quanto riguarda forma e volume, variano a seconda della complessità dei movimenti che un animale compie.

(medicinaonline.co)

DIENCEFALO E TELENCEFALO

Il diencefalo è localizzato tra mesencefalo e gli emisferi cerebrali, ed è costituito dal talamo e dall’ipotalamo. Il primo è in grado di ricevere tutte quelle informazioni sensitive, tranne quelle olfattive, che in questa zona iniziano ad essere elaborate prima di essere inviate alla corteccia. Il secondo invece, quindi l’ipotalamo, riceve informazioni visive, gustative e olfattive, e svolge prevalentemente azioni di regolazione delle funzioni vegetative come ad esempio il sonno o la digestione. Quest’area è pertanto in grado di regolare la temperatura corporea, la glicemia e il livello di moltissimi ormoni, come ad esempio quelli sessuali. L’area più interessante, arrivati a questo punto, è quella del telencefalo. Questa è l’area che nel corso dell’evoluzione ha subito i maggiori cambiamenti, e nei mammiferi questa è costituita da una lamina che presenta numerosissimi ripiegamenti che vanno ad aumentare la superficie e quindi, di conseguenza, il numero totale dei neuroni dell’area. Questi ripiegamenti danno origine a dei solchi che permettono di dividere la corteccia in quattro lobi: frontale, parietale, temporale e occipitale. Il numero di ripiegamenti della superficie fornisce informazioni sul grado di intelligenza dell’animale, più numerosi sono e maggiore sarà l’intelligenza dell’organismo preso in esame. Ecco quindi come, da un punto di vista puramente biologico,  la decisione di Orwell di prendere i maiali come animali al comando ha totalmente senso. Numerose ricerche non solo hanno dimostrato che i maiali sono dotati di intelligenza, ma che questa è paragonabile a quella di un bambino di tre anni.

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